Lunedì 13 luglio, alle 17.30, il Centro Congressi di Palazzo D’Adda a Varallo ospiterà l’incontro “Valorizzazione delle filiere forestali locali attraverso la certificazione PEFC”. L’appuntamento metterà al centro il futuro della gestione forestale, il ruolo delle filiere locali e le opportunità legate alla certificazione sostenibile del patrimonio boschivo.
L’incontro a Palazzo D’Adda
L’iniziativa è promossa con il coinvolgimento di PEFC, Associazione Monte Rosa Foreste, Unione Montana dei Comuni della Valsesia e UNCEM.
Il tema riguarda da vicino il territorio valsesiano, dove boschi, legno e gestione delle risorse naturali rappresentano non solo un patrimonio ambientale, ma anche una possibile leva di sviluppo economico, manutenzione del territorio e valorizzazione delle comunità montane.
I saluti istituzionali
Ad aprire l’incontro saranno i saluti di Francesco Pietrasanta, presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia, Roberto Colombero, presidente UNCEM Piemonte, e Alberto Daffara, rappresentante UNCEM del territorio valsesiano.
La presenza degli enti locali e delle realtà legate alla montagna sottolinea l’importanza di un confronto condiviso su un tema che riguarda ambiente, lavoro, economia locale e cura del territorio.
Gli interventi sulla certificazione PEFC
Durante l’incontro interverranno Pietro Bolongaro, presidente dell’Associazione Monte Rosa Foreste, e Marco Bussone, presidente UNCEM e PEFC Italia.
Al centro del confronto ci sarà la certificazione PEFC, strumento che permette di attestare la gestione sostenibile delle foreste e di rafforzare la tracciabilità dei prodotti derivati dal legno. Un tema sempre più rilevante anche per le aree montane, dove la filiera forestale può contribuire a creare valore mantenendo alta l’attenzione sulla tutela ambientale.
Dibattito aperto sul futuro delle foreste valsesiane
La parte conclusiva dell’appuntamento sarà dedicata al dibattito aperto, offrendo spazio al confronto tra amministratori, operatori, tecnici e cittadini interessati.
L’incontro rappresenta un’occasione per ragionare sul futuro delle foreste valsesiane non solo come risorsa naturale, ma anche come elemento centrale per la prevenzione del dissesto, la manutenzione del paesaggio e lo sviluppo di filiere locali più forti e sostenibili.