La corsa in montagna valsesiana conferma il proprio valore a livello regionale. Al termine delle tre prove del campionato piemontese, la formazione del G.S.A. Valsesia è riuscita a conquistare nuovamente il titolo, centrando il successo per il terzo anno consecutivo.
Un campionato articolato su tre prove
Il campionato piemontese di corsa in montagna si è sviluppato su tre appuntamenti.
La prima prova si è disputata nel Biellese, la Tavian Tourist Trophy. La seconda è stata la staffetta di Varallo, organizzata il 24 maggio, mentre la terza e ultima prova si è corsa a Sanfront, nel Cuneese, su un tracciato interamente in salita.
La somma dei risultati ottenuti nelle tre gare ha permesso alla squadra valsesiana di chiudere ancora una volta davanti alle avversarie e conquistare il titolo regionale.
La staffetta di Varallo
Tra gli appuntamenti più significativi c’è stata la staffetta di Varallo, organizzata direttamente dal G.S.A. Valsesia.
Una prova importante non solo dal punto di vista sportivo, ma anche organizzativo, perché ha richiesto impegno, disponibilità e assunzione di responsabilità in un momento in cui non era semplice trovare realtà disposte a ospitare questo tipo di competizione in Piemonte.
La riuscita della manifestazione ha confermato la capacità del territorio di sostenere eventi sportivi legati alla montagna e alla tradizione atletica federale.
Il titolo regionale dopo Sanfront
L’ultima prova, disputata a Sanfront, ha completato il percorso del campionato. Dopo la gara in salita, la classifica complessiva ha premiato ancora una volta la squadra valsesiana, capace di confermarsi ai vertici regionali.
Il risultato assume un valore particolare perché arriva per il terzo anno consecutivo, segno di continuità, lavoro e attenzione verso una disciplina che richiede preparazione, resistenza e conoscenza della montagna.
Una disciplina da valorizzare
Accanto al risultato sportivo, emerge anche una riflessione di Carluccio Chiara, referente del G.S.A. Valsesia e da 50 anni runner, sul futuro della corsa in montagna.
L’invito è quello di continuare a valorizzare le gare, quelle che permettono agli atleti di misurarsi su distanze, tempi e classifiche riconosciute, costruendo percorsi sportivi solidi e dando spazio anche ai giovani. In un momento in cui molte discipline outdoor attirano sempre più partecipanti, la corsa in montagna tradizionale resta una palestra importante per tecnica, fatica e crescita agonistica.
Un successo per il territorio
Il nuovo titolo piemontese rappresenta quindi un motivo di soddisfazione per tutto il movimento valsesiano.
Dietro il risultato ci sono atleti, organizzatori e appassionati che continuano a credere in una disciplina storica, capace di unire sport, montagna e identità del territorio. Un successo che conferma la Valsesia tra le realtà di riferimento della corsa in montagna regionale.












