Ad agosto, in Valsesia, la tavola cambia passo: si mangia volentieri qualcosa di gustoso ma “di misura”, piatti che si preparano con calma e si servono caldi, magari dopo una giornata in giro. I capuneit sono proprio così: bocconcini avvolti in foglia, dorati nel burro, con un ripieno saporito e profumato di erbe. Una ricetta che a Varallo racconta la cucina di casa: semplice nei gesti, ricca nel risultato.
Ingredienti (per 10 persone)
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300 g di pasta di salame
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200 g di foglie di biete
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100 g di pane bianco raffermo
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100 g di burro
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50 g di latte
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50 g di Parmigiano grattugiato
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20 g di timo fresco
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1 uovo intero
Preparazione
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Ammorbidisci il pane raffermo in acqua, poi strizzalo bene.
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Scotta velocemente la pasta di salame per eliminare una parte del grasso.
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Sbollenta le foglie di biete in acqua salata, scolale e stendile ad asciugare su un canovaccio.
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In una ciotola mescola pane, pasta di salame, Parmigiano, timo e uovo fino a ottenere un composto omogeneo.
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Metti un piccolo mucchietto di ripieno al centro di ogni foglia, arrotola e chiudi bene, fermando con uno stuzzicadenti.
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Friggi i capuneit nel burro spumeggiante finché risultano ben dorati.
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Servili su piatti caldi, accompagnandoli con un buon sugo d’arrosto leggermente legato.
Consiglio e curiosità
Se vuoi restare nella tradizione “di valle”, i capuneit si possono preparare anche con foglie di verza; in alcune zone si usa persino la lavassa, pianta spontanea dei luoghi umidi diffusa soprattutto in alta Valsesia. E un dettaglio che cambia tutto: una cucchiaiata di sugo d’arrosto sopra, perché è lì che il capuneit diventa davvero un piatto da festa.