Resta critica la situazione dell’incendio divampato lunedì 3 agosto in Valsessera, dopo la caduta di un fulmine in un’area resa estremamente secca dalla siccità. Il fronte continua a estendersi sui versanti di Coggiola e Postua e, nel settore biellese, scende verso valle, avvicinandosi a baite e abitazioni.
Nel bilancio diffuso ieri risultavano impegnati circa 40 operatori e una ventina di mezzi a terra, affiancati da Canadair ed elicottero Erickson. Alle squadre locali si sono aggiunti i mezzi di Torino e rinforzi con autobotte dal Vercellese. Le operazioni sono proseguite anche dopo il tramonto. Il personale AIB ha lavorato fino a tarda sera, mentre durante la notte i Vigili del Fuoco hanno presidiato le abitazioni e la strada tra Le Piane e l’Alpe Noveis.
Questa mattina sono tornati al lavoro 25 volontari AIB: sul versante di Coggiola le squadre cercano di contenere le fiamme per evitare che raggiungano la carreggiata e interrompano i collegamenti. I pompieri restano invece concentrati sulla protezione delle case e sulla sicurezza dell’area.
Due coordinatori AIB, uno sul fronte di Coggiola e l’altro su quello di Postua, affiancano i direttori delle operazioni di spegnimento dei Vigili del Fuoco. Dal cielo intervengono i mezzi aerei disponibili, compreso un elicottero dei Vigili del Fuoco. A terra operano le autobotti dei pompieri e un mezzo dei volontari arrivato dalla provincia di Vercelli per contribuire al rifornimento idrico.
Dagli ultimi aggiornamenti risulta che il Rifugio La Ciota risulti al momento integro, anche se le fiamme lo hanno circondato.
La conformazione del territorio ostacola il lavoro delle squadre: diversi settori sono difficilmente raggiungibili a piedi o con gli automezzi e il supporto aereo diventa indispensabile. I lanci, tuttavia, non sono sufficienti da soli ad arrestare l’avanzata del fuoco. La presenza di numerosi incendi in Piemonte impone di distribuire le risorse disponibili su un gran numero di incendi.
Il quadro è aggravato dalla prolungata siccità. Il 3 agosto la Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per la crisi idrica e gli incendi boschivi. Il 6 agosto sono state avviate le procedure per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i danni provocati dalla carenza d’acqua al comparto agricolo.
Seguiranno ulteriori aggiornamenti in merito.