COSTUME E SOCIETÀ - 10 agosto 2026, 18:41

Custodi di Bellezza, con il Pnrr il Piemonte racconta i suoi giardini storici: c'è anche il Giardino del Sacro Monte di Varallo

Protagonisti 111 giardinieri d’arte, una professione d’eccellenza grazie a 8 corsi di formazione specialistica.

Custodi di Bellezza, con il Pnrr il Piemonte racconta i suoi giardini storici: c'è anche il Giardino del Sacro Monte di Varallo

I grandi progetti del Pnrr prendono forma attraverso le immagini e le voci di chi li realizza. “Racconti PNRR – Storie da un territorio in continua evoluzione” è un viaggio visivo sul canale multimediale istituzionale della Regione Piemonte, pensato per mostrare concretamente la trasformazione del territorio piemontese grazie ai principali progetti del Pnrr. Con questo piano la Regione ha gestito 2419 interventi, per un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro, ottenendo il 100% del target prefissato.

Una delle prime tappe del video racconto riguarda la salvaguardia dei parchi e giardini storici, un patrimonio verde del Piemonte, costruito nel corso dei secoli, che oggi viene tutelato come bene culturale e paesaggistico, valorizzando al contempo la professionalità di chi se ne occupa. L’intervento, che vale complessivamente 721 mila euro, previsto dalla missione 1, componente 3 del Pnrr, unisce la conoscenza scientifica del paesaggio alla riscoperta di mestieri d’eccellenza con un racconto immersivo (https://pnrr.regione.piemonte.it/racconti/verde-storico).

Il progetto ha permesso di censire e catalogare 400 parchi e giardini storici di straordinario pregio con schede georeferenziate realizzate insieme agli esperti universitari. Questo lavoro, finanziato con 120 mila euro, pone le basi per una nuova programmazione turistica e culturale, coinvolgendo siti di rilievo come l’Abbazia di Vezzolano – Giardino del Chiostro ad Albugnano (AT), il Castello di Miasino (ex Villa Solaroli) a Miasino (NO), le Cascine e le Serre del Castello di Racconigi (CN), il Giardino di Villa della Regina a Torino, il Giardino del Sacro Monte di Varallo (VC), il Giardino di Villa Schneider a Biella, il Parco del Castello di Marengo ad Alessandria e Villa San Remigio a Verbania (VB).

Accanto alla mappatura scientifica, le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e l'azione della Regione Piemonte hanno dato un impulso decisivo alla qualificazione del capitale umano. Il settore della Formazione Professionale della Regione Piemonte, tramite il sistema delle agenzie formative accreditate, ha giocato un ruolo chiave: grazie a un investimento di oltre 600 mila euro derivante dalle risorse europee, sono stati attivati 8 percorsi formativi accreditati che hanno permesso a 111 nuovi giardinieri d’arte di acquisire competenze specialistiche e un titolo riconosciuto. Gli allievi, affiancati sul campo da maestri d’arte e tecnici esperti, hanno alternato lezioni teoriche a centinaia di ore di tirocinio pratico, lavorando nelle più prestigiose dimore storiche del territorio.

«Valorizzare la professione dei giardinieri d’arte significa investire nella tutela di un patrimonio unico, trasformandolo in opportunità di sviluppo, occupazione qualificata e competenze altamente specialistiche – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Formazione, Daniela Cameroni –. Per una Regione che ha scelto l’eccellenza come motore della propria crescita, formare professionalità dedicate anche alla cura della botanica storica significa fare del patrimonio culturale e paesaggistico una leva concreta per costruire il futuro. Le Residenze Reali e, più in generale, il patrimonio storico, artistico e paesaggistico del Piemonte rappresentano infatti uno straordinario fattore di attrazione turistica, capace di generare valore, occupazione e ricadute economiche lungo un’intera filiera della quale i giardinieri d’arte sono protagonisti. I giardini storici sono un patrimonio identitario della nostra Regione, e lo sono anche le donne e gli uomini che, con competenza e passione, se ne prendono cura ogni giorno».

Accostarsi al mestiere di giardiniere d'arte significa infatti unire rispetto per la natura e padronanza delle tecniche conservative. Prendersi cura di un giardino storico significa conservare un'opera viva. Ogni intervento, dalla potatura di una siepe secolare alla gestione di alberi monumentali e specchi d'acqua, richiede competenze botaniche, conoscenza del paesaggio e tecniche conservative specifiche.

Le immagini e i video pubblicati portano dietro le quinte del restauro verde, offrendo una prospettiva che svela i gesti concreti a tutela del patrimonio verde piemontese.

«La scelta del linguaggio visivo ci consente di mostrare alla cittadinanza le azioni concrete delle istituzioni, offrendo uno sguardo diretto sul lavoro svolto tra rilievi tecnici e momenti di apprendimento quotidiano – concludono Cirio e Cameroni –. Il progetto dimostra l’efficacia di un intervento strategico: da un lato mappare e valorizzare con un rigore scientifico senza precedenti l’immenso patrimonio verde regionale, dall’altro investire sui giovani e sulle competenze, creando nuove opportunità di lavoro qualificato con la figura del giardiniere d’arte. Diamo risalto al talento delle persone e al costante impegno dedicato a custodire le ricchezze culturali del Piemonte».

c.s.regione piemonte, s.zo.