Nella chiesa di Sant’Anna a Verzimo, davanti a un pubblico numeroso, il 13 agosto il professor don Damiano Pomi ha tenuto una conferenza dedicata al Beato Bernardino Caimi, conosciuto soprattutto come fondatore del Sacro Monte di Varallo ma protagonista, in realtà, di una vicenda storica molto più ampia.
Un profilo più complesso del semplice “fondatore”
Don Pomi, autore di studi dedicati anche alla chiesa di Sant’Anna di Verzimo, ha ricostruito la figura di Caimi come teologo, predicatore e uomo di governo, chiamato a ricoprire incarichi di grande responsabilità nell’Ordine francescano e per la Santa Sede.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche come, circa cento anni fa, il processo di canonizzazione di Caimi si fosse arrestato per la mancanza di documenti, molti dei quali andarono perduti negli anni delle soppressioni degli ordini religiosi.
Le origini del Sacro Monte
Uno dei punti centrali della conferenza ha riguardato le ragioni storiche che portarono alla nascita del Sacro Monte.
Don Pomi ha collegato la sua costruzione alla caduta di Costantinopoli del 1453 e alla presa di Otranto del 1480, eventi che resero sempre più difficili i pellegrinaggi in Terrasanta. Caimi, che aveva ricoperto incarichi proprio in quella regione, comprese così il rischio che i cristiani europei perdessero il contatto con i luoghi legati alla vita di Cristo.
Da qui l’idea di ricreare in Valsesia un percorso capace di permettere ai fedeli di vedere e attraversare simbolicamente quei luoghi senza doversi recare a Gerusalemme.
Da Santa Maria delle Grazie al “Romitorio”
La conferenza ha ricordato anche il ruolo di Marco Scarognino, che avrebbe invitato Caimi a Varallo.
A partire dal 1486 nacquero così il convento e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, considerati il nucleo generativo del Sacro Monte. In origine il complesso era chiamato “Romitorio” e aveva un aspetto molto diverso da quello attuale.
Sempre secondo la ricostruzione presentata, il Sacro Monte di Varallo rappresenta un caso unico per la riproduzione in scala reale dei luoghi santi.
Il legame con Colombo, tra documenti e ipotesi
Una delle parti più suggestive dell’incontro ha riguardato il possibile collegamento tra Bernardino Caimi e Cristoforo Colombo.
Don Pomi ha ricordato che Papa Sisto IV affidò a Caimi un’ambasceria segreta presso i sovrani di Spagna, Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia. Il contenuto della missione non è emerso dalle ricerche svolte finora, ma proprio questo elemento ha aperto alla possibilità di nuovi approfondimenti.
Il relatore ha quindi formulato un’ipotesi affascinante: un possibile incontro tra Colombo e Caimi a Casale Monferrato. Si tratta, come sottolineato nel documento, di una pista ancora da approfondire e non di un fatto accertato.
Una serata tra storia e ricerca
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Norberto Julini, che ha richiamato il legame tra il Sacro Monte e il cardinale Mercurino Arborio Gattinara, ricordando come quest’ultimo avesse chiesto al Papa di poter sostituire un pellegrinaggio in Terrasanta con uno al Sacro Monte di Varallo.
La serata si è conclusa con tisane e dolci preparati dalle signore di Verzimo.
Un nuovo appuntamento il 10 ottobre
Il tema di Bernardino Caimi tornerà al centro dell’attenzione il 10 ottobre, quando alla Biblioteca di Varallo si terrà un convegno organizzato da Imago Verbi, Parrocchia di Varallo e Centro Libri Punto d’Incontro.
Interverranno ancora don Damiano Pomi, insieme a don Paolo Milani, don Fabrizio Cammelli e Fiorella Mattioli Carcano, già presidente del Sacro Monte di Orta.
Un nuovo momento di studio che proseguirà il lavoro di approfondimento su una figura centrale per la storia religiosa e culturale della Valsesia.