Nuovi asili nido costruiti grazie al Pnrr, ma servono risorse adeguate per mantenerli e gestirli. È la richiesta avanzata da Uncem, che torna a occuparsi dei servizi educativi nelle aree montane e propone una più ampia riorganizzazione del sistema scolastico nelle Alpi e negli Appennini.
Nel Biellese, all’inizio di agosto, è stato inaugurato il nuovo asilo nido comunale di Brusnengo, realizzato con i finanziamenti del Pnrr. L’edificio, progettato secondo criteri di sostenibilità ambientale, potrà accogliere inizialmente tra i 15 e i 18 bambini.
Uncem richiama l’attenzione sugli investimenti compiuti negli ultimi anni. In Piemonte sono stati recentemente inaugurati nuovi asili a Viù e Val di Chy, interventi accolti positivamente dall’associazione. Ora, però, resta da affrontare il problema della sostenibilità economica.
Soprattutto i piccoli Comuni rischiano di non disporre di entrate correnti sufficienti per coprire nel tempo i costi delle nuove strutture. Da qui la proposta di ripensare l’organizzazione scolastica nelle vallate, favorendo poli capaci di riunire diversi livelli di istruzione e garantire alle famiglie una maggiore continuità educativa, indicativamente dalla fascia 0-13 anni, durante l’intera giornata e nel corso dell’anno.
Un’altra questione riguarda i finanziamenti destinati ai Comuni privi di asili nido. Uncem invita a valutare la possibilità di trasferire o coordinare tali risorse a favore delle amministrazioni che gestiscono strutture frequentate anche da bambini provenienti dai territori vicini.
L’associazione richiama inoltre le criticità già segnalate durante l’attuazione del Pnrr. In particolare, aveva contestato procedure ritenute troppo complesse per i piccoli municipi e chiesto di valorizzare maggiormente le aggregazioni esistenti, come Unioni montane, Unioni di Comuni e Comunità montane, nella programmazione dell’offerta educativa.
Secondo Uncem, le forme associate potrebbero aiutare a superare le difficoltà incontrate dalle singole amministrazioni, evitando di dover costituire nuove aggregazioni in tempi ristretti per partecipare ai bandi.
La disponibilità di edifici nuovi, dunque, non risolve da sola il problema: occorre assicurare nel tempo personale, fondi e attività. Uncem chiede una programmazione specifica per le scuole e gli asili delle aree montane, definita tenendo conto delle distanze, della distribuzione della popolazione e delle necessità delle famiglie che vivono nelle vallate.