ATTUALITÀ - 05 settembre 2026, 08:30

Nasce il Distretto manifatturiero unico del Nord: cinque Regioni fanno squadra

Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto e imprese mettono a sistema una strategia condivisa sulle politiche industriali. Tra i primi obiettivi, censimento e mappatura del Distretto e credito alle imprese

Nasce il Distretto manifatturiero unico del Nord: cinque Regioni fanno squadra

Non una semplice interlocuzione tra territori, ma il tentativo di costruire una voce comune del sistema economico e produttivo del Nord. Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto avviano una nuova fase di collaborazione attraverso una Cabina di Regia delle Regioni del Nord, con l’obiettivo di coordinare le rispettive politiche economiche e industriali e rendere più strutturato ed efficace il confronto con il Governo e con la Commissione europea.

La costituzione della Cabina di Regia arriva dopo l’incontro del 30 giugno a Milano tra gli assessori allo Sviluppo economico delle cinque Regioni: Andrea Tronzano per il Piemonte, Vincenzo Colla per l’Emilia-Romagna, Alessio Piana per la Liguria, Guido Guidesi per la Lombardia e Massimo Bitonci per il Veneto. Il confronto ha consentito di entrare nel merito delle questioni sulle quali i territori stanno già lavorando e che, per la loro rilevanza strategica, possono essere affrontate in una prospettiva comune.

Durante l’incontro tenutosi a Torino, nel Palazzo della Regione Piemonte, la Cabina di Regia ha lanciato la principale sfida sulla quale si lavorerà fin da subito: l’istituzione del Distretto unico della manifattura del Nord, con l’intento di formulare proposte nei rapporti con il Governo italiano e con la Commissione europea.

La posta in gioco è significativa. Nel loro insieme, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto rappresentano una componente del sistema economico italiano che contribuisce a più della metà del Pil nazionale. Un peso che, nelle intenzioni dei promotori, può tradursi in un contributo ancora più qualificato alla definizione delle politiche industriali, economiche ed energetiche del Paese e dell’Unione europea.

Dalle aree industriali al credito: una piattaforma ampia

Il lavoro avviato dalle cinque Regioni non si limita a un singolo dossier. L’agenda comune comprende alcuni dei principali nodi che riguardano oggi la competitività del sistema produttivo.

Tra i temi individuati figurano innanzitutto le aree di accelerazione industriale, insieme agli strumenti territoriali come le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), la Zona Logistica Semplificata (ZLS) e le Reti innovative regionali (RIR), oltre al rafforzamento delle filiere industriali e alle misure di sostegno agli investimenti. L’obiettivo è rendere più efficace l’utilizzo di questi strumenti, favorendo nuovi insediamenti, consolidando quelli esistenti e creando condizioni più favorevoli per gli investimenti produttivi.

Altro capitolo centrale è quello dell’accesso al credito. Sul tavolo ci sono la moratoria dei mutui, il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI e, più in generale, gli strumenti necessari a garantire alle imprese condizioni di finanziamento adeguate in una fase nella quale costo del denaro, investimenti e transizione industriale sono strettamente collegati.

La questione riguarda soprattutto il tessuto delle piccole e medie imprese, che costituisce una parte essenziale delle filiere produttive del Nord. Da qui anche l’attenzione alle certificazioni delle PMI e delle filiere industriali, considerate uno degli strumenti attraverso cui rafforzare qualità, affidabilità e capacità competitiva delle aziende.

La sfida dopo il PNRR: innovazione, ricerca e talenti

Un altro terreno sul quale le cinque Regioni intendono coordinarsi è quello dell’innovazione.

Il tema è particolarmente rilevante in un territorio nel quale convivono grandi gruppi industriali, PMI, università, centri di ricerca e filiere altamente specializzate. La questione non riguarda soltanto il sostegno alla nascita di nuove tecnologie, ma anche la capacità di trasferirle concretamente nei processi produttivi, aumentando produttività e competitività delle imprese.

L’obiettivo è costruire un modello di sistema capace di competere anche nell’attrarre e trattenere i talenti. In questo quadro, la collaborazione tra le Regioni può assumere un preciso valore politico: evitare la frammentazione degli interventi e costruire una massa critica sufficiente per competere con i grandi ecosistemi industriali europei.

Aiuti di Stato e dimensione d’impresa: il nodo delle regole europee

La partita non si gioca soltanto sul terreno delle risorse. Una parte decisiva riguarda infatti le regole.

Tra le questioni individuate c’è la revisione del regime degli aiuti di Stato, a partire dal de minimis, insieme al tema del dimensionamento delle imprese.

La possibilità di intervenire a sostegno delle aziende, favorirne gli investimenti e accompagnarle nei processi di trasformazione dipende anche dal quadro regolatorio europeo. Per le cinque Regioni, il confronto con Bruxelles diventa quindi parte integrante della strategia.

Lo stesso vale per gli IPCEI di natura nazionale, strumenti attraverso i quali sostenere progetti strategici e tecnologicamente avanzati. Anche in questo caso il coordinamento tra territori può contribuire alla costruzione di proposte più forti e coerenti rispetto alle singole iniziative regionali.

Dal tavolo istituzionale al confronto con Confindustria

La novità politica più significativa del percorso è arrivata con il successivo incontro che ha coinvolto, oltre agli assessori regionali, anche i presidenti e i rappresentanti delle Confindustrie regionali.

Non più soltanto istituzioni regionali chiamate a coordinare le rispettive posizioni, dunque, ma anche la rappresentanza industriale impegnata nella costruzione di un’agenda comune.

La Cabina di Regia può infatti diventare qualcosa di più di un coordinamento amministrativo, trasformandosi in un luogo nel quale le esigenze dei territori e quelle del sistema produttivo vengono ricondotte a priorità condivise.

Un confronto strutturato con Governo e Commissione europea

Le cinque Regioni hanno concordato di proseguire il lavoro con un prossimo incontro, previsto per il 23 ottobre a Milano in occasione del World Manufacturing Forum, e di chiedere successivamente incontri specifici e congiunti con il Governo e con la Commissione europea.

Il “Decreto Imprese” annunciato per ottobre potrà rappresentare una prima occasione utile per mettere a disposizione del Governo le proposte maturate attraverso il lavoro comune delle cinque Regioni.

C.S. Regione Piemonte, G. Ch.