Un sopralluogo per verificare sul campo gli interventi realizzati a tutela della biodiversità e degli habitat montani. Ieri, sabato 5 settembre, i funzionari della Regione Piemonte – Settore Biodiversità e Aree naturali hanno raggiunto l’Alpe Sorbella, accompagnati dall’Ente di Gestione delle Aree Protette della Valsesia.
La visita è servita a controllare gli interventi di miglioramento ambientale portati avanti negli ultimi anni, per un investimento complessivo di circa 193mila euro.
Due fasi di lavori per quasi 200mila euro
Il progetto è stato sviluppato in due momenti.
Una prima fase, realizzata nel 2020, ha previsto un investimento di 100mila euro. La seconda, nel 2024, ha aggiunto ulteriori 93mila euro.
Gli interventi hanno riguardato in particolare il recupero dei pascoli, con l’eliminazione di piante infestanti e arbusti invasivi, e la creazione di habitat a mosaico favorevoli al fagiano di monte.
Più spazio per il fagiano di monte
Proprio il fagiano di monte (Lyrurus tetrix) è una delle specie al centro del progetto, considerata un importante indicatore della qualità ambientale.
I monitoraggi faunistici effettuati nel 2026 hanno registrato un aumento della popolazione e, più in generale, un miglioramento degli habitat interessati dagli interventi.
È stata inoltre rilevata una maggiore estensione delle superfici effettivamente pascolate.
Torbiere protette e pascoli a rotazione
Particolare attenzione è stata riservata anche alle torbiere, ambienti umidi delicati che vengono protetti attraverso recinzioni temporanee per evitare il calpestio da parte del bestiame.
L’habitat a mosaico viene invece mantenuto aperto proprio grazie al pascolamento, gestito attraverso una turnazione delle aree per evitare di sovraccaricare sempre le stesse superfici e mantenere aperti i corridoi.
Un progetto costruito insieme
L’intervento nasce dalla collaborazione tra Ente di Gestione delle Aree Protette della Valsesia, proprietari privati riuniti nell’Associazione fondiaria Consorzio Alpe Sorbella e il sostegno dell’Unione Europea.
Un progetto che punta quindi a conciliare gestione dei pascoli, tutela delle zone umide e conservazione della fauna, utilizzando le attività tradizionali di montagna come parte della stessa strategia di salvaguardia ambientale.