Domenica 13 settembre la suggestiva Volta di San Sebastiano a Crevacuore ha ospitato la presentazione del volume “La natura delle cose”, opera prima del professor Massimo Toso, già sindaco del paese.
L’incontro è stato organizzato dall’associazione culturale “Il Boggio – Arte, storia e cultura”, presieduta da Francesca Bruson, con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso iniziative culturali.
Un luogo suggestivo per un libro dedicato alle grandi domande
La presentazione si è svolta sotto la cupola dell’antica chiesa di San Sebastiano, oggi sconsacrata, dove si conservano gli affreschi del Tanish e di Giovanni Antonio Orgiazzi il Vecchio.
L’atmosfera è stata aperta dall’Ave Maria di Giulio Caccini, interpretata dalla giovane soprano di Ponzone Lorena Furlan. Il diacono Pier Luciano Garrone ha descritto l’incontro come una sorta di sinfonia tra libro, riflessione teologica e canto.
Il problema del male e la ricerca di una risposta
Al centro del volume c’è una riflessione sulla realtà, sulla materia, sulla vita e sul rapporto tra l’essere umano e il soprannaturale.
Tra i temi affrontati durante la presentazione è emerso anche il problema della presenza del male nel mondo. Toso ha provato a sviluppare una lettura logica della questione, partendo dalla natura della materia, mentre il parroco di Crevacuore don Sylvain Dufay ha individuato nel libro un forte desiderio di infinito, nato anche da una situazione di dolore.
Don Albertazzi: un libro in cui Dio è al centro
Alla presentazione ha preso parte anche don Alberto Albertazzi, già parroco di Crevacuore per sedici anni e oggi canonico del Capitolo metropolitano dell’Arcidiocesi di Vercelli, autore della prefazione.
Nel suo intervento ha richiamato il titolo dell’opera, accostandolo al De rerum natura di Lucrezio, ma sottolineando una differenza fondamentale: nel libro di Toso la presenza di Dio è centrale e rappresenta il punto di partenza per interpretare la realtà.
Le riflessioni di don Damiano Pomi
Il professor don Damiano Pomi, parroco di Ghemme e docente alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, ha approfondito i presupposti teologici dell’opera.
Ha presentato il volume come una riflessione che invita a non subire passivamente bene e male, ma a interrogarsi sulla realtà e sulla fede, ricordando come quest’ultima resti sempre un’esperienza personale.
Musica e parole in dialogo
La parte musicale ha avuto un ruolo centrale anche grazie alla professoressa Valeria Matacchini, cantante lirica e artista del Coro del Teatro alla Scala, che ha accompagnato la presentazione con brani legati alla figura di Hildegard von Bingen.
Musica e riflessione hanno così costruito un dialogo parallelo attorno ai temi del libro, accompagnando gli interventi dell’autore e di don Pomi.
Dalla natura al rapporto con il soprannaturale
Il volume è suddiviso in tre parti. Toso parte dalla natura delle cose, passa alla natura dei viventi e affronta poi il rapporto dell’essere umano con il soprannaturale.
Nel corso della serata si è parlato anche di evoluzionismo, capacità simbolica dell’uomo, linguaggio, pensiero, bontà e altruismo, fino alla riflessione sulle opere di misericordia e sulla centralità del bene.
La chiusura con “Dolce sentire”
A concludere l’incontro è stata ancora Lorena Furlan, con “Dolce sentire”, conosciuta anche come “Fratello Sole, Sorella Luna”, in omaggio a San Francesco.
Un finale coerente con il tema della serata, dedicato al rapporto tra l’uomo, il creato, la fede e il significato della vita.