SPORT - 17 settembre 2026, 09:20

TOR450: Franco Collé trionfa al debutto, aveva già vinto quattro TOR des Géants®

Il gressonaro ha tagliato il traguardo del Jardin de l’Ange di Courmayeur alle 22.01 di mercoledì, dopo 122h01’57” di gara. "Pensavo di applicare al TOR450 la strategia del TOR330: ho capito presto che era tutto sbagliato"

Franco Collé al traguardo di Courmayeur - photo credits Stefano Coletta- Zzam Agency

Aveva detto, alla vigilia, che sarebbe stato «un Franco un po’ bambino», da scoprire oltre i 330 chilometri. Il bambino è arrivato a Courmayeur da re. Alle 22.01 di mercoledì 16 settembre Franco Collé ha tagliato il traguardo del Jardin de l’Ange, vincendo il TOR450 – Tor des Glaciers in 122h01’57”, alla sua prima partecipazione alla gara più lunga del circuito TORX® with Kailas: 450 chilometri e 32.000 metri di dislivello sui sentieri più selvaggi della Valle d’Aosta.

Quello del gressonaro è il secondo miglior tempo di sempre sul TOR450 – Tor des Glaciers, alle spalle delle 114h29’01” di Sébastien Raichon nel 2023. Il tracciato di quest’anno è stato però allungato di circa quattro chilometri dalla variante tra il Rifugio Chabod e Cogne, senza il passaggio al Grand Neyron.

Collé aveva già vinto quattro volte il TOR330 – Tor des Géants® (2014, 2018, 2021 e 2023), ma non si era mai cimentato nel Tor des Glaciers. Conquistandolo al debutto, entra in un club composto da appena due atleti. Prima di lui soltanto lo svizzero Jules-Henri Gabioud, primo al Tor des Géants® nel 2011 e al Tor des Glaciers nel 2021, ex aequo con Luca Papi, era riuscito a vincere entrambe le gare.

Partito venerdì alle 20 da piazza Abbé Henry insieme ad altri 199 concorrenti, Collé ha affrontato una prima notte complicata da problemi allo stomaco e agli occhi. Al Rifugio Bezzi, in Valgrisenche, era transitato alle spalle di Peter Kienzl, con Jean-Claude Letellier a ridosso. La svolta è arrivata sulla salita al Col Bassac Deré, dove ha raggiunto l’altoatesino, per poi staccarlo nella discesa successiva. Sabato, al Rifugio Benevolo, era già al comando con un buon margine. Da quel momento ha condotto una corsa solitaria.

Nella seconda notte Kienzl si è ritirato a Eau Rousse per un’infiammazione al ginocchio, mentre Collé ha iniziato a viaggiare sotto i tempi di Raichon. Lunedì, alle 17, è entrato nella base vita della “sua” Gressoney, accolto dal tifo di casa. Martedì mattina, dopo quasi 330 chilometri, è transitato all’Hotel Stambecco: da lì cominciavano distanze mai affrontate. Alle sue spalle François Devaux, in rimonta, si è ritirato per disidratazione, lasciando ad Alessandro Roncato la seconda posizione. Nell’ultima parte, tra Crête-Sèche, il Gran San Bernardo e il Col Malatrà, Collé ha completato la sua impresa.

«Devo essere onesto, avevo un po’ sottovalutato l’andatura di gara: pensavo che i ritmi sarebbero stati più tranquilli rispetto al TOR330, invece non c’è modo di rilassarsi», ha raccontato all’arrivo. «Il terreno è completamente diverso: pietraie, ghiacciai, posti isolati dove non si corre, e la montagna impegna tanto anche di testa. Il TOR450 mi ha segnato».

L’atleta ha dovuto modificare la propria strategia durante la gara: «Avevo impostato la strategia del TOR330 e ho capito presto che era completamente sbagliata: le pause sono essenziali, perché in certi passaggi esposti, di notte, devi essere lucido. Ho iniziato a fermarmi una mezz’ora prima di ogni tratto difficile e a mangiare qualcosa di sostanzioso, perché poi stai sei o sette ore in mezzo al nulla prima del rifugio successivo».

Anche la gestione della prima notte è stata prudente: «Sono partiti forte sulla prima salita. Li ho lasciati andare perché erano ritmi non sostenibili per cinque giorni, restando a un quarto d’ora. Poi li ho ritrovati uno dopo l’altro». A preoccuparlo erano stati soprattutto gli occhi: «Non riuscivo a orientarmi di notte. Se non fossero migliorati, sarebbe stato impossibile continuare, invece per magia si è risolto tutto».

Il record, con il percorso modificato, non era un obiettivo: «Sébastien ha fatto un grandissimo tempo e l’ha preparata ad hoc. Su gare così lunghe il meteo cambia tutto». La difficoltà maggiore è stata mantenere la concentrazione: «Non avevo mai fatto i conti con cinque giorni. Basta un attimo che esageri con il ritmo e stai male. Restare sul pezzo per cinque giorni è dura, molto dura».

Alle sue spalle la lotta per il podio si è riaperta. Il tedesco Volker Fohrmeister, secondo nel 2024, ha superato Alessandro Roncato ed è transitato al Rifugio Frassati alle 21.53 di mercoledì, dopo 419 chilometri, con oltre un’ora di vantaggio. Roncato, terzo nel 2024, era passato dall’Hotel Italia, al chilometro 409,6, alle 20.40. Entrambi sono attesi a Courmayeur nelle prime ore di giovedì.

Tra le donne Kaitlin Allen continua a controllare la gara. La statunitense è transitata da Place Moulin alle 21.03 di mercoledì, dopo 357,8 chilometri. Alle sue spalle la francese Céline Rouquié ha superato Amy Sproston: le due si trovano a una decina di chilometri dalla leader, che conserva un margine di circa due ore. Al quinto giorno di gara sono 135 gli atleti ancora in corsa e 64 quelli ritirati.

C.S. TORX®, G. Ch.