Benessere e Salute - 19 settembre 2026, 07:10

Aggressioni agli operatori sanitari, la Psichiatria è il fronte più delicato

Aggressioni agli operatori sanitari, la Psichiatria è il fronte più delicato

La psichiatria è uno dei settori sanitari maggiormente esposti alle aggressioni. Secondo uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista scientifica Healthcare, il 36,2% degli episodi analizzati si verifica nei servizi psichiatrici, contro il 33,4% registrato nei Pronto Soccorso. Gli infermieri rappresentano il 76,6% dei professionisti coinvolti, mentre la violenza verbale ricorre nel 51,2% dei casi.

A richiamare l’attenzione sul problema è Nursing Up. «Non possiamo continuare a considerare questo rischio come una conseguenza inevitabile del lavoro nei servizi psichiatrici», afferma il presidente nazionale Antonio De Palma.

Il Rapporto 2025 della Regione Emilia-Romagna indica i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura come l’area a più alto rischio, con 278,2 episodi ogni 100mila giornate di degenza. Nel complesso delle aggressioni rilevate, nell’89,1% dei casi è presente una componente verbale e nel 28,1% una componente fisica; le due tipologie possono sovrapporsi. Nel 68,3% degli episodi, l’autore è il paziente o l’utente.

Anche il Libro Bianco 2026 della Regione Veneto, riferito ai dati dell’anno precedente, colloca gli SPDC tra i servizi ospedalieri più interessati e segnala criticità nelle strutture psichiatriche territoriali, nelle REMS e nell’area delle dipendenze.

Lo studio epidemiologico italiano Behind the white coat, pubblicato nel 2025 su PLOS ONE e basato su 219 episodi, rileva inoltre che il 41,1% degli aggressori presentava una diagnosi psichiatrica preesistente o un deficit neurocognitivo. Il dato riguarda esclusivamente i casi presi in esame e non la popolazione generale delle persone con disturbi psichiatrici.

«Non vogliamo alimentare alcuno stigma – precisa De Palma –. Parliamo di persone fragili che devono essere curate e protette. Ma proprio questa fragilità rende necessario organizzare meglio i servizi».

Preoccupa anche il fenomeno delle mancate segnalazioni. Una ricerca condotta su 237 professionisti di dieci unità psichiatriche ospedaliere norvegesi riporta un tasso mediano di segnalazione formale del 7% per le minacce, del 40% per le violenze senza lesioni e del 70% per le aggressioni che provocano una lesione.

«Comprendere la condizione del paziente è parte della professione, ma non può significare normalizzare la violenza – sottolinea De Palma –. Ciò che non viene segnalato non può essere analizzato, non produce prevenzione e rischia di ripetersi».

Nursing Up chiede organici adeguati alla complessità dei reparti, valutazioni precoci del rischio, formazione continua sulle tecniche di de-escalation, équipe sufficienti durante le fasi acute, ambienti sicuri, sistemi di allarme efficaci e procedure semplici per segnalare anche minacce e aggressioni senza lesioni.

«Proteggere chi cura non significa abbandonare chi è fragile – conclude De Palma – ma creare le condizioni perché l’assistenza possa continuare con competenza, rispetto e sicurezza».

C.S. Nursing Up, G. Ch.