Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni piemontesi di calzature sono aumentate dell’8,5% in valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo 439 milioni di euro. Francia (+29%), Germania (+12,5%), Spagna (+28,4%), Stati Uniti (+5,5%) ed Emirati Arabi Uniti (-42,7%) sono le prime cinque destinazioni e rappresentano insieme il 65,4% dell’export regionale.
Il dato piemontese si inserisce in un quadro nazionale più difficile. Il settore calzaturiero italiano ha chiuso il primo semestre con un fatturato in calo del 2,3%; nei primi cinque mesi le esportazioni sono diminuite del 2,4%, mentre il saldo commerciale è cresciuto del 9,6%.
In Piemonte, secondo le stime del Centro Studi Confindustria Accessori Moda su dati Infocamere-Movimprese, il numero di imprese attive tra calzaturifici e produttori di parti per calzature è diminuito di due unità rispetto a dicembre 2025. Nello stesso periodo gli addetti sono calati di sette unità. Le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera della pelle sono aumentate del 52%, arrivando a 274 mila.
«Il settore calzaturiero italiano continua ad affrontare una congiuntura economica complessa in continuità con il 2025, tiene comunque un certo posizionamento nella manifattura e continua a dimostrare capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale. Le nostre imprese stanno reagendo con determinazione a una congiuntura caratterizzata da tensioni geopolitiche, rallentamento della domanda e aumento dei costi. Il saldo commerciale del comparto è cresciuto da gennaio a maggio del 9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro: un risultato che testimonia la competitività delle nostre imprese e la capacità del Made in Italy di continuare a creare valore anche in una fase particolarmente difficile. La tenuta del mercato UE e i primi indizi di recupero dei consumi interni confermano segnali di miglioramento del nostro comparto. Oggi più che mai è necessario sostenere le aziende con misure che rafforzino competitività, investimenti e occupazione, affinché il settore possa continuare a rappresentare un'eccellenza del sistema manifatturiero nazionale», dichiara Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici.
Sul mercato italiano, gli acquisti delle famiglie nel primo semestre sono cresciuti di circa il 2%, sia in quantità sia in valore. Per le calzature da donna l’aumento è del 4% in entrambi gli indicatori. Sportive e sneakers crescono dell’1,5% e rappresentano oltre il 42% della spesa complessiva.