(Adnkronos) -
I ritardi sulla manovra rischiano di prefigurare un iter parlamentare al cardiopalma con relativi timori di una Finanziaria 'blindata' per contingentare i tempi dell'esame ed evitare di arrivare a proprio a ridosso della data limite del 31 dicembre. E' questo il timore diffuso tra i banchi di senatori e deputati dell'opposizione mentre il via libera alla manovra dovrebbe slittare al 28 ottobre. Termine non perentorio quello del 20 ottobre e peraltro disatteso da molti governi, ma con slittamenti di una manciata di giorni in genere.
"Così si rischia di umiliare il Parlamento costringendolo ad un esame in tempi record, impedendo la discussione, zero confronto", dice all'Adnkronos il senatore Daniele Manca, capogruppo Pd in commissione Bilancio. Parlamentare di lungo corso, Manca attacca anche le indiscrezioni trapelate dopo un vertice al Mef di inserire nel ddl fondo parlamentare da 300 milioni di euro per evitare gli assalti alla diligenza alla manovra. "Il governo prova a comprare il Parlamento per giustificare i suoi ritardi, invece di dare mance ai parlamentari, meglio darli al fondo affitti per gli studenti o alle tante priorità ben più importanti dei fondi per i parlamentari". Ecco che "il governo dei record, il più longevo, in realtà non sa cosa presentare, tali sono gli elementi di incertezza, dalla flessibilità alle coperture: siamo al fallimento della politica economica e di un governo che nega i problemi reali del paese".
All'attacco anche il M5S. "Non è soltanto rabbia per i ritardi della manovra, è indignazione per un Governo che continua a voltarsi dall’altra parte mentre il Paese reale soffre", sottolinea la pentastellata Ida Carmina, membro della commissione Bilancio di Montecitorio. "Famiglie impoverite, stipendi erosi dall’inflazione, bollette e carburanti sempre più cari. E poi c’è il Mezzogiorno, dove le proteste di autotrasportatori, agricoltori e marinerie, soprattutto in Sicilia, sono il grido di allarme di chi non riesce più a sostenere i costi e vede il proprio lavoro diventare sempre meno remunerativo", afferma.
"Queste proteste raccontano una verità che il Governo Meloni continua a ignorare: la questione meridionale esiste, è drammatica e non è mai stata affrontata seriamente. Il Mezzogiorno non ha bisogno di passerelle e promesse elettorali, ma di investimenti, infrastrutture, sostegno alle imprese, lavoro stabile e servizi pubblici efficienti", dice.
E sulla manovra dice la sua anche Luigi Marattin, leader del Partito Liberaldemocratico, componente di lunga data in commissione alla Camera. "Il termine del 20 ottobre, purtroppo, è ordinatorio e non perentorio. E negli ultimi anni non è mai stato rispettato, anche se certo se arriva il 23 ottobre o i primi di novembre sono due cose ben diverse", spiega all'Adnkronos. "Ma il punto centrale è cosa ci sarà scritto dentro e, soprattutto, fare in modo che il Parlamento possa avere una lettura ordinata e compiuta. Questo - sottolinea Marattin - ha poco a che vedere con la data di arrivo, ammesso che sia entro pochi giorni, e ha molto a che vedere con l’organizzazione dei lavori in commissione e dei rapporti tra maggioranza e opposizione".
Intanto il governo aspetta il via libera Ue alle misure da finanziare con la flessibilità di circa 13,5 miliardi nel 2027: stirandone al massimo la mission, dovrebbero finanziare interventi per famiglie e imprese contro il caro-energia e infrastrutture e sicurezza, anche con un occhio, ove possibile, alle esigenze emerse dopo gli scontri di Milano. Ma, per la manovra di circa 23,5 mld di euro stimati, serviranno ancora quasi 10 miliardi di coperture da reperire senza ricorrere alla leva del disavanzo per non preoccupare i mercati in una fase di rinnovate tensioni e rendimenti in salita e mettere in sicurezza la credibilità conquistata dall'Italia grazie alla politica responsabile e prudente del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Il governo nel Dpb ha indicato 5 mld da reperire da banche e assicurazioni, 1,2 miliardi circa dai tagli ai ministeri; 800 milioni circa dai giochi e poi ci sono quasi 3 miliardi di coperture in arrivo dalla generica voce "altre entrate". (di Luana Cimino)