Ermanno Cottini, medico torinese di origini valsesiane, ricordava le messe per i defunti celebrate a Campertogno quando era bambino, in cui veniva distribuito un pacchetto di sale: la cosa lo aveva incuriosito molto e oggi, quell’antico rito di memoria, è diventato parte integrante di un romanzo, ispirato da un caso di “malasanità” narrato all’autore da una collega.
Il romanzo scorre lungo un duplice binario: il presente di una donna rimasta vedova che riceve lettere anonime in cui la si avverte che la morte del marito, dopo un delicato intervento chirurgico al cuore, sarebbe stata causata da un errore umano, mentre, nei capitoli dispari, i protagonisti sono un gruppo di liceali all’ultimo anno, con tutte le pulsioni e gli amori che caratterizzano quell’età della vita. Negli anni alcuni di loro si reincontreranno e in quell’occasione riemergeranno i nodi irrisolti dell’adolescenza, e alcuni sentimenti sopiti si trasformeranno in vendetta, altri in amore. Nel libro, che è anche un atto d’accusa contro il vergognoso commercio degli organi, l’autore ipotizza che un cuore trapiantato rechi con sé memoria della precedente vita, come accade in Donato, un personaggio che si trasforma completamente.
Nella vicenda un ruolo importante è riservato alla Torino esoterica, che l’autore sintetizza nell’immagine della quarta di copertina in cui rappresenta, con immagini simboliche, i luoghi della magia bianca e della magia nera: “In copertina invece ho messo un particolare del monumento ai Caduti del Frejus in Piazza Statuto, considerata il punto più negativo di Torino, posto sulla direttiva che unisce alla Francia e al Musinè, la montagna maledetta, che essendo ricca di minerali di ferro attira i fulmini. Il polo positivo di Torino sarebbe costituito dalla Chiesa della Gran Madre”.
Don Damiano Pomi ha parlato del rito del dono del sale ancora diffuso in qualche località valsesiana: “Un atto di fede popolare per creare un legame con l’aldilà”, citando la copiosa letteratura biblica neotestamentaria in cui compare il sale, che ancora oggi viene utilizzato nella liturgia: “Il sale, oltre alla funzione di conservare i cibi, ha una valenza assai più importante, quella di fare la differenza: se c’è o non c’è si sente, come si legge anche nel Libro di Giobbe”. San Paolo, scrivendo ai Colossesi, usa il simbolismo del sale per ricordare loro che i cristiani sono coloro che fanno la differenza, proprio come il sale. Nel Libro del Levitico, che contiene una serie di prescrizioni rituali, si legge che ogni offerta di oblazione dovrà essere salata, mentre nel Libro di Aronne e nel Libro delle Cronache ricorre l’espressione “alleanza di sale”. Il sale un tempo era costoso e nelle cronache parrocchiali talvolta si trova l’indicazione che il sale non era stato distribuito per la povertà della famiglia del defunto. Ivana Petenzi ha ricordato come in un testamento settecentesco, redatto a Priami, Carolus Antonius Clavini, avesse prescritto che: “In die septima seguenti, entro il rito della messa per elemosina sia dato il sale: con voi gente ho vissuto sì tanto bene…e lasciar voglio il dono più prezioso!”
Il sale è ambivalente, può assumere anche un significato negativo: “La moglie di Lot fu trasformata in una statua di sale, perché si era voltata a rimirare la distruzione di Sodoma e Gomorra, sulla terra delle città conquistate veniva sparso il sale perché non crescesse più nulla”. La valenza positiva emerge dalle parole usate da Gesù per definire gli Apostoli: “Voi siete il sale della terra”, cioè siete coloro che fanno la differenza. Nella liturgia cristiana il sale era usato nel rito del battesimo e anche oggi la Chiesa ha riti sacramentali che prevedono la presenza del sale: si benedice il sale, perché si crede che questo elemento possa allontanare gli spiriti del male. Gli esorcisti utilizzano il sale aggiunto all’acqua benedetta.
Al termine dell’incontro l’autore ha ringraziato la Biblioteca per l’ospitalità ed il pubblico presente per l’attenzione con la quale ha seguito la presentazione del suo libro, ricordando che sta concludendo una trilogia, avviata con “La reliquia rinnegata”, una vicenda assai curiosa che conduce molto lontano, arrivando addirittura alla clonazione.