Scegliere un luogo speciale, magari una montagna frequentata per tanti anni, un panorama particolarmente caro o un angolo di natura che ha accompagnato una vita intera. Anche in Valsesia esiste la possibilità di disperdere le ceneri dei propri cari in luoghi all'aperto, nel rispetto delle volontà espresse dal defunto e delle disposizioni previste dalla legge.
Non si tratta di una scelta lasciata alla libera iniziativa dei familiari: la dispersione deve seguire precise procedure e può avvenire esclusivamente negli spazi e con le modalità consentite.
Tra i Comuni valsesiani che hanno individuato luoghi specifici per questa pratica ci sono Varallo e Alagna Valsesia.
A Varallo è stato individuato il Monte Tre Croci, una località panoramica che rappresenta una delle possibilità per chi desidera che le proprie ceneri vengano disperse in un ambiente montano. L'area è già stata presa in considerazione da diverse famiglie. Per ottenere informazioni e avviare la procedura è possibile rivolgersi all'impresa funebre incaricata.
Più articolata la scelta proposta dal Comune di Alagna Valsesia, che ha individuato diversi punti del proprio territorio, legati al paesaggio alpino e alla storia della valle. Le località indicate sono la Bocchetta delle Pisse, dove si trovava la seconda fermata della vecchia funivia, la cima del Corno Bianco, il Belvedere di Otro, il ponte di Sant'Antonio, l'Acqua Bianca, il Colle del Mud e la località Peccia, in Val Vogna.
Si tratta di luoghi differenti tra loro, accomunati dal forte legame con il territorio e dalla possibilità di conservare un rapporto simbolico con gli ambienti naturali frequentati e amati durante la propria vita.
Le regole per la dispersione
A disciplinare la materia in Piemonte è la legge regionale 31 ottobre 2007, n. 20, che stabilisce le condizioni per la conservazione, l'affidamento e la dispersione delle ceneri.
La normativa consente la dispersione in aree pubbliche individuate dai Comuni, in proprietà private situate fuori dai centri abitati, previo consenso dei proprietari, e nelle apposite aree eventualmente predisposte all'interno dei cimiteri.
Per quanto riguarda gli ambienti naturali, la dispersione può avvenire in montagna e nelle aree naturali mantenendo una distanza di almeno 200 metri dai centri e dagli insediamenti abitativi. È inoltre consentita nei laghi, a oltre 100 metri dalla riva, nei fiumi e nei corsi d'acqua, purché nei tratti liberi da manufatti e natanti.
È invece vietata all'interno dei centri abitati e negli edifici o in altri luoghi chiusi, fatta eccezione per gli appositi cinerari comuni.
Un requisito fondamentale è la volontà del defunto, che deve essere stata espressa in modo chiaro attraverso le forme previste dalla legge. La dispersione deve inoltre essere autorizzata e realizzata dai soggetti legittimati, nel rispetto delle procedure comunali.
Una scelta che guarda al legame con il territorio
La possibilità di individuare luoghi naturali per l'ultimo saluto risponde al desiderio di molte persone di mantenere un legame con gli ambienti che hanno rappresentato una parte importante della propria esistenza.
Per chi ha vissuto la montagna, ha frequentato i sentieri valsesiani o ha trovato nei panorami della valle un punto di riferimento, poter scegliere uno di questi luoghi significa affidare il proprio ricordo a un paesaggio familiare.
Prima di procedere è comunque necessario rivolgersi al Comune competente o a un'impresa funebre, per verificare le autorizzazioni, le modalità operative e gli eventuali costi previsti.