ATTUALITÀ - 06 novembre 2026, 07:35

Legge antispreco, 10 anni di solidarietà valgono 10 miliardi: le nuove opportunità per le imprese

Presentata a Milano la ricerca di Fondazione Terzjus e Fondazione Valore sostenuta da Cariplo e Intesa Sanpaolo. Al via anche la piattaforma "HUB 166" per la gestione delle donazioni

La donazione delle eccedenze come opportunità per le imprese e strumento per rafforzare il rapporto con il Terzo settore. A dieci anni dalla legge 166 del 2016, il sistema delle donazioni guarda oltre i comparti alimentare e farmaceutico, aprendo "nuove" prospettive per il recupero e la destinazione a fini solidaristici di beni ancora utilizzabili. Una possibilità che interessa un numero crescente di settori produttivi e che richiede strumenti capaci di accompagnare le aziende nella gestione delle donazioni, dalla cessione dei prodotti fino alla loro distribuzione.

È su queste prospettive che si è concentrato l'incontro «Donazione delle eccedenze: un'alleanza circolare con nuove opportunità per le imprese», promosso da Fondazione Valore e Fondazione Terzjus in collaborazione con Intesa Sanpaolo, socio fondatore di Fondazione Valore. L'evento, ospitato nella Sala Convegni di Intesa Sanpaolo a Milano e moderato da Maria Carla De Cesari, caporedattrice di Norme e Tributi del Sole 24 Ore, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e del Terzo settore. Al confronto hanno contribuito le esperienze di Amazon Italia, Lidl, Granarolo, GLS, Banco Alimentare, Equoevento e Altroconsumo, che per l'occasione ha presentato l'indagine "Cibo e sostenibilità, l'indagine sui comportamenti di consumo dei cittadini". Ospite d'onore il cantante Stash, frontman dei The Kolors, voce del video istituzionale di Fondazione Valore.

Un'occasione che peraltro ha permesso di fare il punto sui risultati della legge 166/2016 a 10 anni dalla sua entrata in vigore e sulle opportunità ancora da sviluppare, anche alla luce delle prime evidenze della ricerca condotta dalle due Fondazioni, con il sostegno di Fondazione Cariplo. Tra il 2016 e il 2025 sono state donate 3,7 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari, per un valore di 9,9 miliardi di euro, a cui si aggiungono oltre 40 milioni di confezioni di farmaci recuperate, pari a 423 milioni di euro. Il valore economico complessivo supera così i 10,3 miliardi di euro.

A questi numeri si aggiungono le donazioni provenienti da altri settori e relative ad altre categorie di beni, per le quali non è ancora possibile fornire una valorizzazione. Il dato restituisce quindi solo una parte del fenomeno, ma evidenzia notevoli opportunità ancora da sviluppare. Per le aziende, trasformare le eccedenze in valore sociale richiede un percorso strutturato: integrare la donazione nei processi aziendali, individuare gli enti destinatari e organizzare il trasferimento dei beni. Un percorso in cui si inserisce Fondazione Valore facilitando il processo e contribuendo a trasformare le opportunità offerte dalla Legge 166 in donazioni concrete e continuative. Nata nel 2023 per porsi come anello di congiunzione nella catena delle donazioni, un facilitatore in grado di raccogliere le disponibilità di eccedenze, anche in grandi quantità, e distribuirle nell'intero territorio italiano. Il percorso è già avviato ma trova un ulteriore strumento in HUB 166, la piattaforma resa disponibile in occasione dell'incontro di oggi. Gli enti potranno accreditarsi, consultare i beni progressivamente messi a disposizione e prenotarne il ritiro presso hub centrali o di prossimità. L'obiettivo è rendere più agevole, anche sul piano operativo, la destinazione solidale delle eccedenze aziendali.

On. Maria Chiara Gadda, prima firmataria della Legge 166/2016, ha affermato: "A dieci anni dalla sua entrata in vigore, possiamo affermare anzitutto che la legge 166 ha cambiato il vocabolario pubblico ma anche nelle aziende: non si parla più di spreco come problema, ma di eccedenze come risorsa da valorizzare. Quelle che si sono messe in campo, attraverso semplificazioni e vantaggi fiscali, sono soluzioni per chi produce, vende, somministra. La legge consente di realizzare a pieno e concretamente la responsabilità sociale delle imprese consentendo al contempo la risposta a bisogni sociali, la riduzione degli sprechi e l'ottimizzazione dei costi e dei processi. La 166 promuove il lavoro in rete, dentro le aziende, tra ruoli e funzioni diverse, e con il mondo del Terzo Settore. I dati dimostrano che ancora molto si può fare, soprattutto per i beni diversi da alimenti e farmaci."

Gabriele Sepio, Presidente Fondazione Valore, ha dichiarato: "A dieci anni dalla Legge 166, la sfida è trasformare le opportunità offerte dalla normativa in pratiche sempre più diffuse e strutturate all'interno delle imprese. Donare le eccedenze non significa soltanto evitare uno spreco, ma rimettere in circolo risorse ancora utili, generando valore economico, sociale e ambientale. È in questa prospettiva che opera Fondazione Valore, con l'obiettivo di rendere la donazione un processo semplice, accessibile e sostenibile, rafforzando il collegamento tra il mondo profit e gli enti del Terzo settore. L'incontro di oggi ha segnato un passo concreto in questa direzione, anche con la presentazione di HUB 166, la nuova piattaforma di Fondazione Valore, pensata per facilitare l'incontro tra chi dispone di beni da donare e gli enti che possono trasformarli in risposte ai bisogni della collettività. Uno strumento che punta ad ampliare la partecipazione delle imprese e a contribuire alla costruzione di un modello di economia circolare e sociale sempre più inclusivo e strutturato".

Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo, ha commentato: "In questi dieci anni la legge ha dimostrato che ciò che nasce come eccedenza può diventare una risorsa di grande valore per le persone e le comunità. Per Intesa Sanpaolo, socio fondatore di Fondazione Valore, questa visione si lega alla scelta di fare dell'impegno sociale una componente etica e strategica del proprio ruolo. Sostenere iniziative come quella di oggi significa contribuire a creare connessioni tra imprese, Terzo Settore e territori, affinché la solidarietà si traduca in interventi concreti e duraturi a favore di chi è più fragile."

Il peso delle imprese è confermato anche dall'indagine, tuttora in corso, che ha coinvolto 623 enti del Terzo settore impegnati nel recupero e nella distribuzione delle eccedenze. L'81,2% degli enti che hanno risposto alla domanda sulla provenienza dei beni riceve prodotti donati dalle aziende, mentre il 66% delle organizzazioni coinvolte raccoglie due o tre tipologie di beni, dagli alimenti ai farmaci fino ad altri prodotti non alimentari e non sanitari. Un'attività che richiede rapporti stabili tra imprese ed enti, soprattutto quando le donazioni riguardano categorie di prodotti differenti.

Dalla ricerca emergono anche le condizioni per ampliare il ricorso alle donazioni. Il 65,9% degli enti indica tra le priorità maggiori benefici e incentivi per le aziende donatrici, il 71,7% una più ampia informazione sulle opportunità offerte dalla legge 166 e il 69,5% facilitazioni per chi riceve e distribuisce i beni. Accanto a queste richieste, il 44,3% segnala la necessità di hub locali di stoccaggio e il 36,5% auspica meccanismi che favoriscano la donazione di servizi logistici da parte delle imprese. Il tema, dunque, non riguarda soltanto gli incentivi, ma anche l'organizzazione concreta della filiera. 

Su questo aspetto, l'On. Luigi Bobba, Presidente Fondazione Terzjus, ha aggiunto: "Questa prima rilevazione, frutto dell'indagine ancora in corso realizzata grazie al contributo della Fondazione Cariplo, rende visibile una rete di enti spesso piccoli, fortemente radicati nelle comunità e sostenuti in larga misura dal volontariato, che ogni giorno trasforma beni destinati allo spreco in aiuti concreti per le persone più fragili. Il fatto che più della metà delle organizzazioni abbia iniziato questa attività dopo il 2016 mostra quanto la cultura del recupero e della donazione sia cresciuta nell'ultimo decennio. La sfida ora è consolidare questa rete, investendo nella formazione, negli strumenti digitali, nelle campagne di informazione sulla legge antispreco e nella collaborazione tra Terzo settore, imprese e istituzioni".

C.S.