Alagna-Riva Valdobbia - 08 luglio 2026, 10:25

Riva Valdobbia, grande partecipazione alla visita della monumentale chiesa parrocchiale

Riva Valdobbia, grande partecipazione alla visita della monumentale chiesa parrocchiale

Sono proseguiti domenica 5 luglio gli Incontri francescani organizzati dall’associazione Imago Verbi Arte e Spiritualità, promossi per onorare San Francesco, patrono d’Italia, nell’anno in cui si celebra l’ottavo centenario della morte.

L’appuntamento ha portato una cinquantina di persone alla scoperta della monumentale chiesa parrocchiale di Riva Valdobbia, monumento nazionale. Ai partecipanti provenienti in parte da Varallo si sono aggiunti numerosi turisti e villeggianti, confermando l’interesse per un luogo ricco di storia, arte e spiritualità.

I settecento anni della separazione da Scopa

La visita ha assunto un significato particolare perché quest’anno ricorrono i settecento anni della separazione di Riva dalla parrocchia di Scopa, avvenuta nel 1326.

A ricordarlo è stato Attilio Ferla, assessore alla Cultura dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia e consigliere del Comune di Alagna Valsesia, invitando i presenti a osservare l’iscrizione posta sul portale della chiesa.

La storia della chiesa di Riva Valdobbia

A guidare il pubblico nella lettura storico-artistica dell’edificio è stata Monica Ingletti, guida turistica, che ha ripercorso le principali vicende costruttive della chiesa.

Riva esisteva già prima dell’arrivo dei coloni Walser. L’originaria parrocchiale, dedicata a San Michele, venne distrutta nel 1640 da una piena del torrente Vogna. Le funzioni furono quindi trasferite nella chiesa di Santa Maria, cui fu aggiunto il titolo di San Michele Arcangelo.

L’edificio conobbe poi diverse fasi di trasformazione. Una pietra angolare reca la data 1473, riferita alla costruzione dell’antico oratorio, che nel 1565 assunse funzione parrocchiale. Nel Settecento la chiesa fu rialzata e ampliata, con l’aggiunta di un secondo campanile.

Il Giudizio Universale e San Cristoforo

Grande attenzione è stata dedicata al celebre affresco del Giudizio Universale e all’affresco secentesco raffigurante San Cristoforo, opera di Melchiorre d’Enrico, fratello di Tanzio.

Monica Ingletti ha sottolineato anche una curiosità dell’affresco del Giudizio Universale: una figura maschile sdraiata, collocata in basso, presenta il cosiddetto “effetto Monna Lisa”, un’illusione ottica per cui gli occhi sembrano seguire l’osservatore da qualsiasi angolazione.

Il professor don Damiano Pomi ha poi offerto un approfondimento teologico, ricordando come i Giudizi Universali fossero solitamente collocati sulle controfacciate delle chiese, così da accompagnare lo sguardo del fedele all’uscita. A Riva, dove oggi si trova il sagrato, un tempo era presente il cimitero: il fedele era così invitato a contemplare il mistero della resurrezione della carne.

Tra i salvati raffigurati nell’affresco compare anche una persona di colore, elemento che don Pomi ha collegato alla committenza francescana e all’universalità del messaggio cristiano.

L’interno della chiesa, tra arte e devozione

L’interno della chiesa, dall’aspetto settecentesco, presenta un’ampia navata con quattro cappelle laterali. Al suo interno si conservano elementi dell’edificio più antico, come il fonte battesimale in pietra ollare e una Madonna gotica collocata in una cappella.

Ingletti ha ricordato come molte opere artistiche siano state introdotte successivamente, trasformando la chiesa in uno scrigno prezioso. Tra queste, il grande Crocefisso posto in una cappella, che in origine era sospeso all’architrave per rendere visibile ai fedeli la morte di Gesù.

Nella stessa cappella sono presenti due tele dedicate alla Beata Panacea, patrona della Valsesia.

Il catino absidale e il coro ligneo

Nel catino absidale si può ammirare una delle opere più felici del Borsetti, artista che aprì la strada ai grandi pittori valsesiani del Settecento, come gli Orgiazzi e il Milocco.

Don Damiano ha inoltre richiamato l’attenzione sui pregevoli ovali che racchiudono le stazioni della Via Crucis.

La visita si è conclusa salendo all’altare e osservando il coro ligneo retrostante, dove sedevano i confratelli. Sotto i sedili venivano conservati evangelari e libri di preghiere, mostrati ai presenti da una signora che si occupa della chiesa.

I prossimi incontri francescani

La giornata si è chiusa con la soddisfazione dei partecipanti, che hanno apprezzato sia le spiegazioni storico-artistiche sia gli approfondimenti teologici di don Damiano Pomi.

Gli Incontri francescani proseguiranno sabato 25 luglio in Collegiata, con il concerto e coro “Figure di donne bibliche”, diretto dal maestro Paolo Monticelli, direttore della Cappella Musicale del Duomo di Novara.

Il calendario continuerà poi il 20 settembre con una visita a Crevola, il 3 ottobre al Teatro Civico di Varallo con uno spettacolo ispirato a San Francesco, e il 10 ottobre in Biblioteca con un convegno di studi francescani.

Redazione J.B.