COSTUME E SOCIETÀ - 07 giugno 2021, 10:19

Taglio del nastro per la sede Anpi di Vercelli "Anna Marengo"

Pomeriggio di festa e in ricordo della straordinaria vita della partigiana Fiamma

Taglio del nastro per la sede Anpi di Vercelli "Anna Marengo"

A chi le chiedeva di raccontare un episodio della Resistenza, Anna Marengo parlava di Cichìn, il partigiano Francesco Ferragatta di Ronsecco al quale, appena ventenne, aveva dovuto amputare una gamba, divorata dalla cancrena dopo una ferita rimediata in combattimento. Un intervento di emergenza, effettuato con mezzi di fortuna, all'interno di un rifugio in cui i partigiani della 184° Brigata Garibaldi avevano trovato riparo. E proprio la storia di Cichìn - quasi "un battesimo del fuoco" per un medico che, in quanto donna, veniva guardata con diffidenza persino dai partigiani che contribuiva a curare - ha aperto, domenica, la manifestazione organizzata da Anpi Vercelli per l'intitolazione della sede cittadina e provinciale ad Anna Marengo, la partigiana Fiamma.

Una sede che si trova nei locali ristrutturati dal Comune nel chiostro di San Pietro Martire, a pochi metri dalla Manica delle Donne e da quello che era il Pronto Soccorso dell'ospedale Maggiore dove Marengo, originaria di Fossano, era arrivata a lavorare dopo essersi laureata in Medicina e specializzata in Ginecologia.

Una donna dalla vita lunga e per molti versi quasi romanzesca, morta 92enne nel 2007 in Ungheria, la nazione in cui aveva scelto di vivere accanto al suo grande amore Janos Beck, conosciuto prima della guerra in Università e sposato solo molti anni più tardi dopo separazioni e incontri, guerra, carcere e tante traversie. Cercando Beck a Parigi - dove si era arruolato nelle Brigate internazionali per andare a combattere in Spagna - Anna Marengo aveva maturato la propria appartenenza politica al partito Comunista, per il quale nel dopoguerra, sarà candidata al Parlamento e sarà prima assessora del Comune di Vercelli, con il sindaco Francesco Ansaldi e una delega alla Sanità.

A raccontare le vicende di Fiamma, dalla Resistenza nella 182° brigata Garibaldi di Primula e fino alla vita come moglie di Janos ambasciatore ungherese a Cuba, è stata Monica Schettino, accompagnata dell’organettista Mauro Manicardi e del percussionista Gigi Biolcati, mentre Anna Jacassi, di TamTam teatro, ha recitato una parte della storia di Cichìn, contenuta nel libretto "Una storia non ancora finita", con il quale Marengo vinse il premio letterario Prato.

Il taglio del nastro della sede, invece, è stato affidato a Renato Giara, il partigiano Sorcio, che, accanto al Prefetto Francesco Garsia e al sindaco Andrea Corsaro, ha inaugurato i locali dove trovano spazio documenti, uniformi e testimonianze d'epoca.

«Abbiamo rinviato a lungo questa giornata - ha detto la presidente di Anpi Vercelli, Elisabetta Dellavalle - e farla a un giorno di distanza dal 77° anniversario di fondazione dell’Anpi, nata a Roma il 6 giugno del 1944, quando il Nord Italia era ancora occupato dai nazifascisti, assume un significato davvero particolare: oggi Fiamma è tornata a casa e, qui, insieme a lei, ricordiamo anche le tante donne che in quegli anni si sono sacrificate e due protagoniste della Resistenza vercellese che, oggi, non sono più con noi: Olga De Bianchi e Mimma Bonardo».

Per l’Anpi, oltre a Dellavalle, hanno preso la parola la vice presidente regionale Luisa Mazzetti e il presidente provinciale Bruno Rastelli, mentre le delegazioni locali erano rappresentate dai presidenti e dai soci.

redazione Vercelli

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