Riceviamo e pubblichiamo.
L’intervento di Guido Ambrogione, Presidente SILB Vercelli
La tragedia avvenuta a Crans-Montana durante i festeggiamenti di Capodanno non può essere archiviata come un semplice incidente.
È un fatto gravissimo che riporta con forza al centro del dibattito un tema che da anni come operatori seri denunciamo: l’intrattenimento non può e non deve svolgersi in luoghi improvvisati.
Sempre più spesso bar, strutture temporanee, capannoni o location non nate per accogliere grandi afflussi di pubblico, senza i requisiti strutturali, vengono trasformate in pseudo-discoteche, senza piani di emergenza adeguati, senza personale formato e senza sistemi di controllo.
In contesti del genere, basta un imprevisto per trasformare una serata di festa in una tragedia.
La sicurezza non è un’opzione. È una responsabilità.
Come membro della giunta di presidenza e Presidente provinciale del SILB – Sindacato Italiano Locali da Ballo, sento il dovere di ribadirlo con forza:
la sicurezza non può essere ridotta a un adempimento burocratico. Deve essere una cultura quotidiana, costruita con investimenti, formazione e scelte precise.
Le discoteche italiane che operano nel rispetto delle regole sono soggette a normative tra le più rigide d’Europa, con capienze ben definite, vie di fuga obbligatorie, impianti certificati, materiali ignifughi, controlli continui e personale formato o in alcuni casi la presenza di vigili del fuoco durante le serate.
Il problema nasce quando eventi affollati vengono organizzati fuori da questo perimetro, in strutture non idonee, come successo a crans montana. Dalle prime informazioni e dai video che circolano in rete si vede palesemente che nessun criterio di sicurezza è stato rispettato. Ad esempio il soffitto in materiale spugnoso non ignifugo, un locale privo di vie di esodo situato sottoterra, senza estintori a portata di mano, insomma un vero e proprio bunker sotterraneo. Inoltre il locale dalle prime descrizioni pare privo di licenze di intrattenimento danzante.
Il modello della discoteca Il Globo di Borgo Vercelli
La discoteca Il Globo di Borgo Vercelli, che gestisco direttamente, rappresenta un modello concreto di come l’intrattenimento possa e debba essere gestito in totale sicurezza, non solo all’interno del locale ma fin dall’ingresso.
Parliamo di dati e procedure reali: 25 uscite di sicurezza, tutte dotate di maniglioni antipanico di ultima generazione. Circa 70 estintori distribuiti capillarmente in tutta la struttura. Impianti antincendio all’avanguardia, costantemente manutenuti e certificati. Oltre 15 addetti formati specificamente per l’antincendio e la gestione delle emergenze. Presidio dei Vigili del Fuoco durante le serate di apertura, Ma la sicurezza non si limita alla struttura.
Controlli all’ingresso: prevenzione prima di tutto
Nel modello adottato da Il Globo, tutte le persone che accedono al locale, soprattutto in seguito agli ultimi fatti spiacevoli di ordine pubblico dei quali siamo stati oggetto, passano obbligatoriamente sotto un portale metal detector, in grado di segnalare la presenza di armi o oggetti metallici potenzialmente pericolosi.
Inoltre, Ogni cliente viene controllato singolarmente, Vengono allontanati oggetti pericolosi come spray al peperoncino, petardi o altri strumenti che, in situazioni di forte affollamento, possono generare panico, feriti o conseguenze gravissime
Sono oggetti che troppo spesso vengono sottovalutati, ma che in un contesto affollato possono diventare un fattore di rischio enorme come in passato è capitato nella tragedia di Corinaldo.
La prevenzione passa anche da scelte impopolari ma necessarie.
Basta improvvisazioni: la sicurezza viene prima del divertimento
La tragedia di Crans-Montana deve essere un punto di svolta.
È necessario smettere di confondere le vere discoteche, che rispettano regole severe e investono in sicurezza, con locali improvvisati che mettono a rischio la vita delle persone.
Il divertimento deve essere sinonimo di serenità, non di pericolo.
Chi apre le porte al pubblico ha una responsabilità enorme, morale e civile.
La sicurezza non è un costo da ridurre: è un dovere da garantire.
In qualità di Presidente territoriale del SILB e membro della Giunta di Presidenza nazionale, nonché titolare della discoteca Il Globo di Borgo Vercelli, Guido Ambrogione esprime profondo cordoglio e totale vicinanza alle famiglie dei giovani tragicamente coinvolti nei fatti di Crans-Montana.
Ma al dolore deve necessariamente seguire una presa di posizione netta.
Ambrogione chiede con forza e senza ambiguità alle autorità competenti – Questura, Prefettura e Vigili del Fuoco – un innalzamento immediato del livello di attenzione e di controllo verso tutte quelle realtà che, in assenza di autorizzazioni e requisiti di legge, svolgono attività di intrattenimento danzante mettendo consapevolmente a rischio la sicurezza delle persone.
Una richiesta che riguarda non solo i locali impropriamente trasformati in discoteche, ma anche il fenomeno ormai dilagante delle feste abusive, organizzate in spazi totalmente inadeguati, prive di qualsiasi presidio di sicurezza e spesso tollerate fino a quando non accade l’irreparabile. Un fenomeno che si intensifica soprattutto nel periodo estivo e che rappresenta una minaccia reale e concreta per l’incolumità pubblica.
«La sicurezza – sottolinea Ambrogione – non può intervenire solo dopo una tragedia.
Serve prevenzione, serve fermezza e serve il coraggio di fermare ciò che non è autorizzato prima che diventi una notizia di cronaca nera.»





