Turismo - 10 gennaio 2026, 10:25

Riva Valdobbia: Un capolavoro d’arte e fede, la Parrocchiale di San Michele Arcangelo

Riva Valdobbia: Un capolavoro d’arte e fede, la Parrocchiale di San Michele Arcangelo - Foto sito visitvercelli.it

Riva Valdobbia: Un capolavoro d’arte e fede, la Parrocchiale di San Michele Arcangelo - Foto sito visitvercelli.it

Considerata monumento nazionale, la Parrocchiale di San Michele Arcangelo rappresenta uno dei luoghi di maggior interesse storico e artistico della Valsesia. Sorge nel centro di Riva Valdobbia, oggi frazione del comune di Alagna Valsesia, piccolo borgo montano che conserva intatto il fascino della sua storia secolare.

L’edificio attuale è il risultato di un importante rimaneggiamento dell’antico oratorio quattrocentesco di Santa Maria. La prima chiesa parrocchiale di Riva Valdobbia si trovava in origine nei pressi del torrente Vogna ed era stata consacrata nel 1326; nel 1640, però, una violenta piena ne causò la distruzione. Gli abitanti decisero così di trasferire il ruolo di chiesa principale all’oratorio di Santa Maria, che venne ampliato e trasformato nell’attuale parrocchiale, arricchita anche da un secondo campanile.

L’interno custodisce opere di grande pregio che testimoniano la ricchezza artistica del territorio: spiccano l’Assunzione della Vergine affrescata sulla cupola da Carlo Borsetti, una statua quattrocentesca della Madonna col Bambino, un antico fonte battesimale risalente tra l’XI e il XII secolo e un bassorilievo in pietra di notevole valore storico.

Ciò che rende però la Parrocchiale di San Michele Arcangelo celebre ben oltre i confini locali è lo straordinario affresco che ricopre l’intera facciata. Realizzato dalla bottega dei D’Enrico di Alagna, la stessa famiglia di Tanzio da Varallo, il dipinto raffigura il Giudizio Universale e san Cristoforo. Al centro, sopra l’arco ogivale del portale, san Michele Arcangelo pesa le anime nel momento del Giudizio finale, separando i dannati dai beati; sul campanile, a sinistra, campeggia la figura monumentale di san Cristoforo, patrono della Valsesia e protettore dei viandanti. Nella parte superiore è raffigurato Cristo con i simboli della Passione, affiancato poco più in basso dalla Madonna e da Giovanni Battista, mentre completano la scena apostoli, santi e schiere di angeli.

Un luogo che unisce arte, fede e storia, capace di raccontare secoli di vita alpina e di offrire ai visitatori un’esperienza culturale di grande suggestione, immersa nel paesaggio unico dell’alta Valsesia.

redazione c

SU