EVENTI - 13 gennaio 2026, 18:50

La fiaccola olimpica sul Monte Rosa: accensione alla Capanna Margherita e arrivo a Gressoney tra le comunità del Monterosa

La fiaccola olimpica sul Monte Rosa: accensione alla Capanna Margherita e arrivo a Gressoney tra le comunità del Monterosa

La fiaccola olimpica sul Monte Rosa: accensione alla Capanna Margherita e arrivo a Gressoney tra le comunità del Monterosa

La fiaccola olimpica di Milano-Cortina 2026 ha vissuto una delle tappe più simboliche del suo percorso salendo fino alla Capanna Regina Margherita, a 4.554 metri sulla Punta Gnifetti del Monte Rosa, considerata il rifugio più alto d’Europa. Un passaggio fuori dall’ordinario, lontano dalle strade cittadine: una scelta che ha legato in modo diretto la fiamma dei Giochi alle terre alte e alle comunità alpine che qui vivono e lavorano.

L’accensione si è svolta alle 9.30, in un contesto spettacolare e impegnativo, tra ghiacciai e creste d’alta quota. A portare la fiaccola in vetta sono state le Guide Alpine del Monte Rosa, in una salita iniziata alle prime luci del giorno e proseguita fino alla Capanna Margherita, per poi affrontare il tratto sulla Punta Parrot e la discesa lungo il ghiacciaio del Lys verso il Passo dei Salati.

Il momento, oltre al valore sportivo e simbolico, ha assunto un significato particolare per Alagna Valsesia e per l’intero comprensorio del Monterosa. A sottolinearlo è stato il sindaco di Alagna, Roberto Veggi, che ha definito la giornata “ricca di emozioni”, ricordando come la Capanna Margherita – che ricade sul territorio comunale di Alagna – sia molto più di un rifugio: “È un simbolo di unità: non è la casa di uno solo, ma il punto di arrivo di chi sale da Alagna, Gressoney, Zermatt. È un luogo che racconta come la montagna possa unire, non dividere”.

Veggi ha anche evidenziato il valore della staffetta condivisa tra territori diversi: lungo il tratto in cresta, la fiaccola è stata accompagnata da guide di Alagna, Gressoney e Zermatt, un’immagine potente, resa ancora più suggestiva dall’ambiente alpino e dalla traversata su una dorsale “affilata” come quella della Parrot. “Far partire la fiaccola da lì – ha aggiunto – significa dare valore all’unità tra le comunità del Monterosa. Tanti popoli che in realtà sono uno solo”.

Dopo la discesa, entro le 12.20, la fiaccola ha raggiunto Gressoney-La-Trinité, con l’arrivo in Piazza Tache, accolta dal calore della Valle del Lys. Ed è stato proprio l’ultimo tratto a diventare, per molti, l’istante più emozionante: a guidare l’ingresso in piazza sono stati i bambini, circa 200, arrivati insieme, senza distinzione di provenienza, “tutti uniti a cantare l’inno delle Olimpiadi”, come ha raccontato il sindaco di Alagna.

Una tappa che, nelle parole di Veggi, “ha unito tre vallate e tre versanti del Monterosa”, trasformando il passaggio della fiaccola in un messaggio concreto di fratellanza e collaborazione tra comunità di montagna. La fiamma proseguirà ora verso Milano, dove il 6 febbraio accenderà il braciere dei Giochi, ma la giornata sul Monte Rosa lascia una traccia profonda: quella di un territorio che, attorno ai suoi simboli, sceglie di camminare insieme.

Redazione J.B.

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