ATTUALITÀ - 21 gennaio 2026, 09:28

“Dimissioni protette” a Gattinara: parte il servizio che accompagna i pazienti fragili nel rientro a casa

“Dimissioni protette” a Gattinara: parte il servizio che accompagna i pazienti fragili nel rientro a casa

“Dimissioni protette” a Gattinara: parte il servizio che accompagna i pazienti fragili nel rientro a casa

Un rientro a casa più sicuro, seguito e organizzato, soprattutto per chi esce dall’ospedale in condizioni di fragilità. A Gattinara il Consorzio C.A.S.A. annuncia l’attivazione del servizio di “Dimissioni Protette”, realizzato insieme ai partner dell’Ambito Territoriale Sociale “Orizzonte Nord Est”: il Consorzio C.I.S.A.S. di Santhià e l’Unione Montana Valsesia.

L’iniziativa rientra tra gli interventi sostenuti dai fondi della Missione 5 del PNRR, nell’ambito della linea dedicata al rafforzamento dei servizi sociali per la domiciliarità, e punta a migliorare l’integrazione tra assistenza sanitaria e supporto sociale sul territorio, garantendo continuità di cura dopo un ricovero.

Un sostegno nel passaggio più delicato: dall’ospedale al domicilio

Le Dimissioni Protette sono riconosciute sia come Livello Essenziale di Assistenza (LEA) sia come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali (LEPS): in altre parole, non si tratta di un semplice “extra”, ma di una risposta strutturata a bisogni che spesso continuano anche quando la fase acuta della malattia è superata.

Il servizio è pensato per persone non autosufficienti, oppure temporaneamente in difficoltà, che al momento della dimissione necessitano di un periodo di assistenza continuativa, monitoraggio, supporto quotidiano o riabilitazione.

Una rete tra ospedale, servizi e famiglie

Alla base del progetto c’è un lavoro di squadra tra strutture sanitarie e sociali. Come spiega il direttore del Consorzio C.A.S.A., Andrea Lux, il punto centrale è la collaborazione resa possibile da un Protocollo d’Intesa con ASL VC e ASL NO, che permette di costruire una regia comune tra ospedale, medicina di base, servizi territoriali e famiglia.

L’ospedale valuta le condizioni del paziente e i suoi bisogni, non solo clinici ma anche sociali, e in collegamento con i servizi territoriali viene predisposto un piano personalizzato, con l’obiettivo di rendere il ritorno a casa più accompagnato e sostenibile.

Assistenza gratuita post-acuta e servizi integrati

Per il periodo successivo alla dimissione, il progetto prevede un intervento gratuito al domicilio, garantito da operatori socio-sanitari (OSS) qualificati. Il supporto include attività fondamentali come:

  • igiene e cura della persona

  • aiuto nella nutrizione

  • sostegno nelle necessità quotidiane

  • affiancamento e “passaggio di competenze” ai familiari nelle attività di cura

Accanto all’assistenza in presenza, sono previsti anche servizi di teleassistenza e telesoccorso, e, quando necessario, la consegna dei pasti a domicilio, in integrazione con l’assistenza sanitaria, compresa quella infermieristica.

Gli obiettivi: più qualità della vita e meno rientri in ospedale

Il percorso avviato dall’Ambito “Orizzonte Nord Est” ha traguardi chiari: sostenere le persone nel momento più fragile, evitare che la dimissione diventi un salto nel vuoto e ridurre situazioni critiche che spesso portano a nuovi accessi in ospedale.

Tra i risultati attesi:

  • un aiuto concreto alle famiglie nel post-ricovero

  • la possibilità, per l’anziano o la persona fragile, di rimanere più a lungo nel proprio contesto di vita

  • una diminuzione dei ricoveri ripetuti e un alleggerimento dei Pronto Soccorso

  • un supporto quotidiano e qualificato per caregiver e familiari

Il servizio, già previsto a carico del Sistema Sanitario Nazionale per i primi trenta giorni secondo le indicazioni nazionali, viene ora rafforzato e strutturato in modo più integrato sul territorio. Il Consorzio C.A.S.A. e i partner coinvolti sottolineano la volontà di dare continuità a questo percorso, con l’obiettivo di renderlo un punto stabile di riferimento per la comunità.

Redazione J.B.

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