EVENTI - 27 gennaio 2026, 13:45

Varallo, in Biblioteca presentato il volume sulla famiglia Cagnola e la bottega di pittori che segnò l’Alto Piemonte

Varallo, in Biblioteca presentato il volume sulla famiglia Cagnola e la bottega di pittori che segnò l’Alto Piemonte

Varallo, in Biblioteca presentato il volume sulla famiglia Cagnola e la bottega di pittori che segnò l’Alto Piemonte

Sabato 24 gennaio 2026 a Varallo, presso la Biblioteca Civica “Farinone-Centa”, è stato presentato il volume: La famiglia Cagnola. Sulle tracce di una bottega di pittori del Novarese, edito dalla casa editrice novarese Booksystem, che racchiude i dieci contributi presentati alla Giornata di studio sui Cagnola ospitata a Verbania il 4 maggio 2024, documentando l’attività di una delle più significative botteghe pittoriche novaresi, che ha influenzato tutto il territorio dell’Alto Piemonte tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. Tommaso de Cagnolis ed i figli Giovanni, Francesco e Sperindio, hanno affrescato chiese e oratori di campagna dell’Alto Piemonte, dalla Bassa novarese giungendo sino in Ossola e in Valsesia: in circa mezzo secolo complessivo di attività lasciarono moltissime opere ancora non completamente conosciute e studiate. Attraverso un attento lavoro di ricerca archivistica e di analisi, il libro restituisce un quadro articolato della “bottega”, seguendone le evoluzioni stilistiche, i rapporti con il contesto sociale e religioso e la diffusione delle opere sul territorio, prestando una particolare attenzione agli aspetti stilistici e formali, ma anche alla tecnica artistica ed a questioni iconografiche ed iconologiche, ma soprattutto aprendo nuove prospettive di ricerca. Il libro quindi, non solo colma una lacuna negli studi sulla pittura locale, ma offre anche uno sguardo più ampio sul funzionamento delle botteghe artistiche tra età moderna e primo Settecento, restituendo dignità e visibilità a una famiglia di pittori che ha contribuito in modo significativo alla storia culturale del Novarese. Legami familiari allargati ad altri artisti locali fanno sì che praticamente ogni oratorio, cappella e chiesetta dalla Bassa novarese fino alla punta estrema dell’Ossola, siano segnate dall’attività prolifica dei Cagnola e della loro affollata bottega di aiutanti. Nel 2007 a Gozzano si era già tenuto un primo convegno di studi dedicato ai Cagnola, i cui Atti, curati da Rocco Fornara, furono pubblicati nel 2008 e sono disponibili in consultazione presso la Biblioteca di Varallo. Dopo i saluti dell’Assessore alla Cultura dell’Unione Montana dei Comuni, Attilio Ferla, i due curatori del volume, Agostino Roncallo e Luca Di Palma, avvalendosi di suggestive immagini inedite, hanno proposto alcuni approfondimenti sulla famiglia Cagnola, soffermandosi in modo particolare su: Sperindio Cagnoli collaboratore di Gaudenzio Ferrari. Lo storico dell’arte Luca Di Palma, dopo aver ricordato i nomi di tutti i collaboratori al volume, per la prima volta ricostruisce una mappa dell’attività dei Cagnola sul territorio, offrendo una visione d’insieme del loro lavoro e del tessuto culturale in cui si inserivano, inquadrandoli nel loro tempo, esponenti di quel “Rinascimento umbratile” ancora legato alla tradizione tardogotica, che ha caratterizzato il contesto figurativo novarese nel secondo Quattrocento: “L’affinità delle produzioni artistiche rende spesso difficile distinguerne le diverse mani, quando se ne nomina uno con sicurezza è perché ha firmato l’opera, o per l’attribuzione critica, che tuttavia è ancora suscettibile di future revisioni”. Il capostipite, Tommaso, ha lasciato opere firmate, definendosi “abitante di Novara”, definendo quindi la sua cifra stilistica nel novero della pittura lombarda, infatti in quegli anni Novara faceva parte del Ducato di Milano in cui si affacciavano figure di grandi Maestri come Bramante e Leonardo. A Novara avevano operato anche i De Campo, Giovanni prima e poi il figlio Luca: bottega tardo gotica influenzata da Michelino da Besozzo, e si stavano affacciando i De Bosis. Tommaso “cum sui fioli”, visse anche una brevissima esperienza milanese, lavorando nella preparazione della Sala della Balla per il matrimonio di Ludovico il Moro. Francesco, definito un po’ impietosamente da Beatrice Canestro Chiovenda: “mestierante madonnaro” e Giovanni, dopo la morte del padre, avvenuta nel 1509, portano avanti tutte le commissioni della famiglia. Legati alla tradizione, ma aperti alle influenze lombarde, i Cagnola hanno saputo tradurre in immagini una devozione semplice e popolare, fatta di sguardi intensi e narrazioni dirette. Agostino Roncallo, linguista ed educatore, ha spiegato come il “progetto Fagnola” fosse nato nel 2021 ad Arona: “Purtroppo, prima che il volume fosse stampato, sono venuti a mancare due autori: Pier Antonio Ragozzi e Stefano Della Sala, che molto avrebbero ancora potuto scrivere sull’arte novarese”. Quella della Bottega Cagnola è una storia familiare iniziata con il padre Tommaso e portata avanti dai figli: Giovanni, che non firmò mai nessuna opera, Francesco e Sperindio, che fu amico e collaboratore di Gaudenzio Ferrari, dal 1508 al 1521, offrendo una novità di sguardo rispetto ai fratelli ed al padre, è il migliore, il più moderno e aggiornato, accogliendo già soluzioni leonardesche, sviluppando anche una sua originale cifra stilistica. Già Giovanni Romano aveva messo in luce il ruolo dei collaboratori di Gaudenzio nella realizzazione della Parete in Santa Maria delle Grazie, portata a termine in poco più di un anno. Roncallo ha confermato il fatto che i cartoni spesso fossero migliori della realizzazione pittorica: “Nei cartoni non ci sono gli sfondi, i personaggi secondari, i paesaggi: qui si vede la mano di Sperindio Cagnoli e di Fermo Stella, mentre Gaudenzio si occupava in primis delle teste delle figure, come scriveva Giuseppe Colombo”. Attraverso alcuni confronti lo studioso ha spiegato come distinguere le figure di Gaudenzio da quelle di Sperindio: “Gaudenzio umanizza il sacro, Sperindio sacralizza l’umano, con figure dallo sguardo perso nel vuoto, che attraversa lo spettatore, creando inquietudine, mentre i personaggi di Gaudenzio trasmettono grande serenità”, concludendo con la segnalazione di alcune coppie oppositive che distinguono Gaudenzio da Sperindio: “Umano/divino, terra/cielo, presenza/assenza, sicurezza/inquietudine” invitando ad osservare alcuni dettagli che sono rivelatori. Francesca Giordano, Presidente dell’Ente di Gestione dei Sacri Monti, titolare della Booksystem, casa editrice nata nel 2018 per valorizzare il territorio novarese, dando spazio agli studiosi, facendo un’operazione culturale “controcorrente”, ha ricordato che il volume sulla famiglia Cagnola si inserisce nella Collana Nuove ricerche di storia dell’arte novarese (intendendo il Novarese storico, molto più ampio dell’attuale) creata per far conoscere il patrimonio artistico locale e dare la possibilità agli studiosi di pubblicare i loro lavori, annunciando che presto, con l’aiuto di Luca Di Palma e di Agostino Roncallo, verrà realizzato un “podcast”, arricchito con una galleria di immagini inedite del fotografo Mauro Martinengo, che non hanno potuto trovare posto nel libro. Tra il numeroso pubblico presente in Biblioteca c’erano anche Marina Feroggio, Direttore dei Sacri Monti Piemontesi e Elena De Filippis che l’aveva preceduta nell’incarico, il Presidente dell’Associazione Culturale di Gattinara, Fulvio Caligaris, Gabriella Patrucco e Rosa Spina, in rappresentanza del Centro Libri Punto d’Incontro.

Piera Mazzone

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