COSTUME E SOCIETÀ - 30 gennaio 2026, 10:01

Serravalle Sesia, una risposta dal Vaticano commuove gli ospiti della “Don Florindo Piolo”

Serravalle Sesia, una risposta dal Vaticano commuove gli ospiti della “Don Florindo Piolo”

Serravalle Sesia, una risposta dal Vaticano commuove gli ospiti della “Don Florindo Piolo”

Alla casa di riposo “Don Florindo Piolo” di Serravalle Sesia sono giorni che si ricordano a lungo: tra gli ospiti della struttura è arrivata una lettera dal Vaticano, risposta ai pensieri che, nelle settimane scorse, gli anziani avevano deciso di inviare a Papa Leone XIV.

L’iniziativa era nata nel clima dell’Anno Giubilare e aveva coinvolto con partecipazione sincera molti residenti. Con il supporto delle volontarie, ciascuno ha messo su carta parole semplici e personali: auguri, ricordi, riflessioni. C’è chi ha scritto un invito alla pace, chi ha raccontato la propria quotidianità in residenza, chi ha ripescato dalla memoria viaggi e giornate di gioventù trascorse a Roma. Una scelta precisa ha guidato tutto il percorso: non “ripulire” i testi, lasciandoli così come erano, per conservarne la verità e la spontaneità.

La lettera firmata a nome del Pontefice

La sorpresa è arrivata con la risposta ufficiale: una comunicazione firmata da monsignor Anthony Ekpo, inviata a nome del Santo Padre. Un gesto che, in struttura, ha avuto l’effetto di un abbraccio. Nel messaggio, Papa Leone XIV ringrazia per l’affetto ricevuto, assicura un ricordo nella preghiera e invita a proseguire il cammino con fiducia. La lettera contiene anche la benedizione apostolica, estesa ai familiari e a chi lavora accanto agli ospiti, con un pensiero particolare rivolto a chi se ne prende cura ogni giorno.

Chi era presente racconta un momento di commozione autentica: la consapevolezza che quelle parole, partite da Serravalle, abbiano trovato ascolto ha restituito agli anziani un senso di vicinanza e di attenzione che va oltre la formalità.

Un ricordo che resta

Per non lasciare che l’emozione si disperda, la casa di riposo ha scelto di fotografare gli ospiti insieme ai loro messaggi: immagini e testi sono stati poi incorniciati e collocati vicino all’ingresso, come un piccolo percorso di volti e parole che accoglie chi entra.

Non è la prima volta che la “Don Florindo Piolo” vive un episodio simile: anche negli anni di Papa Francesco era arrivato un segno di risposta e di vicinanza. Oggi quel filo si rinnova, e diventa quasi una tradizione fatta di gesti concreti, semplici, ma capaci di lasciare il segno.

Redazione J.B.

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