EVENTI - 03 febbraio 2026, 10:07

Guardabosone, riparte “Sapere condiviso” con un nuovo orario: viaggio nella scuola di un tempo tra foto, temi e memoria

Guardabosone, riparte “Sapere condiviso” con un nuovo orario: viaggio nella scuola di un tempo tra foto, temi e memoria

Guardabosone, riparte “Sapere condiviso” con un nuovo orario: viaggio nella scuola di un tempo tra foto, temi e memoria

A Guardabosone sono ripresi gli incontri mensili di: “Sapere condiviso”, in cui storici, medici, studiosi locali, affrontano argomenti che sono stati ritenuti di interesse collettivo, con una novità: inizio posticipato alle ore 18, per permettere anche a chi lavora di partecipare. Le riunioni si tengono nel Salone Parrocchiale e si concludono con un “mini rinfresco”. Claudio Zaninetti ha aperto l’incontro ricordando lo storico Alessandro Orsi, che era stato più volte ospite, e con il quale era già stato programmato un incontro su un colonnello degli Alpini di Coggiola, che sarà tenuto da Marcello Vaudano. Dopo il saluto del Sindaco Leonardo De Rienzo, Tiziano Bozio Madè - coggiolese, storico e ricercatore, curatore nel 2000 della Mostra fotografica documentaria della Sezione Valsesiana degli Alpini “Immagini”, autore del libro sui Caduti di Coggiola nella prima e nella Seconda Guerra Mondiale, pubblicato nel 2007, e del volume, pubblicato dall’Istorbive nel 2017: “Sui fronti orientali – Dal genio alla fanteria, dagli altipiani alla Macedonia”, per tanti anni redattore dello storico Armanac da Coggiula - ha iniziato il suo intervento illustrando dei grafici che mostravano la progressiva diminuzione delle popolazione scolastica nei paesi della Valsessera, con la soppressione di alcuni plessi e l’aggregazione a quelli dei paesi più grandi. Sono cambiate le scuole e sono cambiati i bambini: nelle immagini scolastiche delle varie classi, andando indietro negli anni, si vedevano classi molto numerose: a Fervazzo, nell’immagine scattata nel 1905, si contavano più di quaranta alunni. Leggendo gli stralci di alcuni temi emergevano pensieri ed aspirazioni molto diverse: i bambini esprimevano il desiderio, finita la scuola, di trovare un lavoro e poter aiutare la famiglia. I problemi matematici erano molto pratici e legati alla vita quotidiana: si parlava di pane e di vino, ma anche di cotone e percalle. Le figure severe dei maestri, come nel caso del famoso Maestro Zandotti di Guardabosone e del Maestro Sturm di Masseranga Coggiola, richiamavano subito un’idea di ordine e di disciplina. Le foto delle elementari nel Ventennio raffiguravano i piccoli schierati nelle ore di ginnastica, i vestiti da Balilla e da Piccole Italiane, i temi e i dettati chiaramente inneggiavano al Duce e alle “magnifiche sorti” dell’Italia, talvolta anche scritta con il “gl”, segnato con la matita rossa. I metodi educativi prevedevano anche che gli scolari formulassero degli auto-problemi e li risolvessero: sono emerse talvolta situazioni paradossali, ma anche divertenti, lette oggi a distanza di un secolo. Negli anni Cinquanta le foto di classe erano più sciolte, i bambini non erano più rigidamente in posa, i loro visi talvolta si aprivano ad un sorriso. Il pubblico, che partecipa sempre numeroso a questi incontri, ha apprezzato il relatore e si è commosso per la straordinaria semplicità dei bambini. Nel prossimo appuntamento l’ex Sindaco di Guardabosone, Nicole Bosco, psicologa, parlerà del rapporto cibo-salute.

Piera Mazzone

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