ATTUALITÀ - 16 febbraio 2026, 17:40

Pedemontana, via libera all’aggiornamento del piano materiali: più controlli, riuso e tutela ambientale

L’assessore alle Attività Estrattive, Marco Gallo: “Opera strategica, ma con regole chiare e monitoraggio rigoroso”.

Pedemontana, via libera all’aggiornamento del piano materiali: più controlli, riuso e tutela ambientale

Pedemontana, via libera all’aggiornamento del piano materiali: più controlli, riuso e tutela ambientale

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato l’aggiornamento del Piano di reperimento e gestione dei materiali litoidi necessari alla realizzazione della Pedemontana Piemontese, il collegamento tra l’A4 Torino-Milano (all’altezza di Santhià, Biella e Gattinara) e l’A26 Genova Voltri-Gravellona, in località Ghemme.

Il Piano era stato approvato per la prima volta nell’aprile 2020, ma l’aggiornamento recepisce la variante presentata da ANAS e Gruppo FS Italiane nel novembre 2025, indispensabile per adeguare il documento al progetto esecutivo dell’opera e per definire in modo puntuale come verranno reperiti, gestiti e utilizzati i materiali da costruzione e quelli derivanti dagli scavi.

La Pedemontana rappresenta un’infrastruttura strategica per il quadrante nord-orientale del Piemonte, perché mette in collegamento diretto le province di Biella, Vercelli e Novara con le principali arterie autostradali del Nord-Ovest. 

Per la sua realizzazione è previsto un fabbisogno di circa 3,2 milioni di metri cubi di materiali litoidi, che saranno reperiti attraverso cave già autorizzate e siti selezionati secondo criteri di vicinanza ai cantieri, operatività, compatibilità ambientale e riduzione degli impatti sul territorio.

Nel complesso, i siti individuati garantiscono una disponibilità superiore ai 3,5 milioni di metri cubi, distribuiti tra impianti attivi nelle province di Biella, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola, oltre a un ulteriore sito nell’area della golena del fiume Sesia, tra Ghislarengo e Arborio. Aspetto, quest’ultimo, che porterà a un ulteriore beneficio per il territorio, confermato con il parere positivo da parte dell’AIPO: l’escavazione della golena infatti consentirà la laminazione delle piene del fiume Sesia.

Un aspetto centrale dell’aggiornamento riguarda il piano di reperimento e di gestione dei materiali litoidi occorrenti per la realizzazione dell'opera pubblica che, come viene citato dalla legge Legge regionale n. 23 del 17 novembre 2016, “ottimizza l'uso delle risorse disponibili in un'ottica di riuso e di economia circolare, mirando ad attenuare gli impatti ambientali e le esternalità del settore delle costruzioni in conformità con gli indirizzi europei”. 

Circa il 15 percento del fabbisogno complessivo sarà coperto da aggregati riciclati, mentre oltre 277 mila metri cubi di terre e rocce da scavo saranno riutilizzati direttamente in cantiere come sottoprodotto, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale. I materiali restanti saranno gestiti nel rispetto delle disposizioni vigenti, con tracciabilità e controlli ambientali puntuali.

L’istruttoria si è svolta nell’ambito di una Conferenza di Servizi coordinata dal Settore regionale “Polizia mineraria, cave e miniere”, con il coinvolgimento delle Direzioni regionali competenti, delle Province, dei Comuni interessati, di AIPO e di ARPA Piemonte, che ha fornito il necessario supporto tecnico-scientifico.

La delibera introduce inoltre precise prescrizioni: dall’aggiornamento del cronoprogramma in base allo stato delle autorizzazioni, alla verifica delle disponibilità effettive dei siti, fino al coordinamento con gli enti competenti per la gestione della viabilità dei mezzi pesanti.

«Con questo provvedimento – sottolinea l’assessore alle Attività estrattive Marco Gallo – ribadiamo un principio per noi fondamentale: le opere strategiche si realizzano, ma nel pieno rispetto delle regole, della sicurezza e dell’ambiente. L’aggiornamento del Piano rafforza il sistema di controlli e prescrizioni, garantendo che ogni fase esecutiva sia monitorata dalla struttura regionale competente. Abbiamo lavorato per coniugare sviluppo infrastrutturale e tutela del territorio, introducendo condizioni chiare e verificabili».

«Per troppo tempo questo intervento è rimasto fermo, imbrigliato tra procedure e rinvii. Questa Giunta ha scelto un’altra strada: lavorare con serietà e determinazione per sbloccare ciò che era bloccato, assumendosi fino in fondo la responsabilità delle decisioni.

Sbloccare la Pedemontana significa dare risposte concrete ai territori, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere il nostro territorio più attrattivo. Continuiamo a dimostrare con i fatti che il Piemonte dice sì alle opere strategiche, senza ambiguità», così il vicepresidente, Elena Chiorino, e gli assessori agli Enti locali, Enrico Bussalino, alle Infrastrutture, Marco Gabusi, e all’Ambiente, Matteo Marnati.

c. s. Regione Piemonte g. c.

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