Quando l’aria in Valsesia è ancora frizzante e le giornate iniziano appena ad allungarsi, in cucina tornano le ricette che scaldano davvero: poche cose, scelte bene, e quel profumo di cipolla che riempie la stanza. L’Ava Coccia è uno di quei piatti che raccontano la tradizione di Varallo senza bisogno di fronzoli: pane raffermo, toma, burro… e la pazienza di lasciar sobbollire piano.
Ingredienti (per 10 persone)
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1,5 litri di acqua
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4 cipolle ramate
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4 spicchi d’aglio
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300 g di pane raffermo
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300 g di toma
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100 g di burro
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Sale q.b.
Preparazione
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Affetta finemente le cipolle. Se hanno il germoglio interno, eliminalo.
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In una pentola fai sciogliere il burro e lascia appassire e dorare le cipolle per pochi minuti.
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Unisci l’aglio (intero o leggermente schiacciato, per un aroma più delicato) e fallo insaporire senza bruciarlo.
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Nel frattempo metti a bagno il pane raffermo nell’acqua, poi versa tutto in pentola.
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Porta a bollore, regola di sale e lascia cuocere a fuoco dolce per circa mezz’ora con il coperchio.
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Servi ben caldo in una fondina, completando con pane raffermo e toma.
Consiglio e curiosità
Per una resa ancora più “valsesiàna”, usa una toma stagionata il giusto: si scioglie senza sparire e lascia quella nota sapida che fa venire voglia di fare il bis. E se vuoi una consistenza più cremosa, schiaccia una parte del pane in cottura con un mestolo: l’Ava Coccia diventa un abbraccio.





