EVENTI - 17 marzo 2026, 10:43

A Gattinara Arduino Vettorello racconta la sua vita in Loro Piana: dal tessile di Quarona alla svolta internazionale del marchio

A Gattinara Arduino Vettorello racconta la sua vita in Loro Piana: dal tessile di Quarona alla svolta internazionale del marchio

A Gattinara Arduino Vettorello racconta la sua vita in Loro Piana: dal tessile di Quarona alla svolta internazionale del marchio

A Gattinara il Rotary Club ha ospitato una serata che ha intrecciato memoria personale, storia d’impresa e identità del territorio tra Valsesia e area novarese. Protagonista dell’incontro è stato Arduino Vettorello, legato a Gattinara per parte paterna, invitato dalla presidente del club Silvia Domenicone per ripercorrere la propria esperienza professionale in Loro Piana, una delle realtà industriali più note nate e cresciute in questa parte di Piemonte.

Per il territorio, l’intervento ha avuto un valore che va oltre il racconto autobiografico. Attraverso la vicenda di Vettorello sono infatti riemerse pagine importanti della storia industriale valsesiana, del lanificio di Quarona e della trasformazione di Loro Piana da grande nome del tessile a marchio internazionale del lusso.

La serata del Rotary Club di Gattinara con Arduino Vettorello

Classe 1936, Arduino Vettorello ha ripercorso una vita lunga e ricca di passaggi significativi. Nato a Prato Sesia, con padre gattinarese e madre originaria di Cavarzere, ha ricordato le sue radici familiari e il proprio carattere formatosi fin dall’infanzia, attraversando anni storici complessi e poi una carriera che lo ha portato prima alla Banca Popolare di Novara, dove fu direttore della filiale di Varallo, e successivamente in Loro Piana.

Il suo intervento, intitolato “La mia vita in cinque tappe”, è stato accompagnato da fotografie di momenti emblematici: da scolaro agli anni da giovane impiegato di banca, dall’ingresso in azienda fino alle immagini accanto a Franco Loro Piana, Sergio e Pier Luigi Loro Piana, per arrivare agli ultimi anni della sua attività e alla dimensione familiare più recente.

La storia di Loro Piana tra Quarona, Valsesia e sviluppo internazionale

Nel suo racconto, Vettorello ha tracciato anche una sintesi della storia della famiglia Loro Piana, di origine biellese e trasferitasi in Valsesia negli anni Settanta dell’Ottocento, quando ottenne un salto d’acqua sufficiente a impiantare una fabbrica tessile.

Un passaggio centrale riguarda la figura dell’ingegner Pietro Loro Piana, che dopo la Prima guerra mondiale intuì la necessità di uscire dalla logica delle sole forniture militari e di aprirsi ai tessuti da donna e all’esportazione. Da quella visione nacque poi il Lanificio Ing. Loro Piana & C., considerato la matrice della futura Loro Piana Spa.

L’arrivo di Vettorello in Loro Piana e gli anni della trasformazione

Arduino Vettorello ha ricordato di essere entrato in Loro Piana il 2 febbraio 1972, chiamato per sostituire il direttore amministrativo Ezio Pizzamiglio. Erano anni delicati per il settore laniero, segnati da una crisi profonda, da cambiamenti nei consumi e poi dagli effetti internazionali della crisi petrolifera seguita alla guerra del Kippur del 1973.

Nel racconto emerge con forza il passaggio avvenuto nel 1974, quando Franco Loro Piana acquisì l’intera società, liquidando la componente Trabaldo Togna. Per Vettorello, arrivato dal mondo bancario, quel momento coincise anche con un cambio radicale di mentalità: dalla visione del “banché”, come lui stesso ha ricordato, alla necessità di assumere il punto di vista dell’imprenditore.

La strategia che ha cambiato il volto di Loro Piana

Dopo la morte di Franco Loro Piana, Vettorello entrò nel Consiglio d’amministrazione e partecipò a una fase decisiva per il futuro dell’azienda. L’orientamento scelto fu quello di puntare con decisione sui tessuti da uomo, restringere il campionario e specializzarsi nella fascia più alta del mercato, con materiali di grande qualità e meno esposti alle oscillazioni della moda.

Nel racconto compaiono alcune scelte che hanno segnato quella stagione: l’acquisto delle migliori materie prime, dall’alpaca al cashmere proveniente dalla Mongolia, il continuo rinnovamento dei macchinari attraverso il leasing, l’invenzione della cosiddetta “lana d’estate”, poi registrata come Tasmanian, e il lavoro per costruire non solo prestigio nel tessile, ma un vero marchio del lusso.

Dalla grande fabbrica al brand internazionale del lusso

Uno dei passaggi più interessanti della testimonianza riguarda proprio la trasformazione di Loro Piana in una multinazionale. Vettorello ha ricordato come Sergio Loro Piana, forte di una rete di contatti internazionale, volesse creare “l’Hermès del tempo libero”, spingendo l’azienda verso un nuovo posizionamento.

Da lì arrivarono l’acquisizione di stabilimenti all’estero, gli uffici aperti a Singapore, Tokyo e Hong Kong per l’acquisto delle materie prime, l’impianto di una pettinatura a Rieti e gli investimenti nei negozi, descritti come costosi quanto uno stabilimento. Nel frattempo, però, l’azienda continuava a mantenere radici forti sul territorio, con aperture produttive anche a Roccapietra, Ghemme e Borgosesia.

Vettorello ha infine richiamato anche il tentativo, poi ritirato, di quotazione in Borsa nel 2001, fino alla vendita del gruppo nel 2013 a LVMH, operazione che la famiglia scelse dopo avere rinunciato anni prima al debutto in Piazza Affari.

Quarona, le immagini della fabbrica e la memoria di un’epoca industriale

La serata si è chiusa con una proiezione di immagini dedicate allo stabilimento di Quarona, messe a confronto tra il momento dell’arrivo di Vettorello e quello della conclusione del suo percorso lavorativo.

Il suo racconto ha chiarito anche la distinzione dei ruoli dentro una grande azienda familiare: a lui facevano capo amministrazione, finanza, patrimonio, aspetti fiscali e legali; ai giovani Loro Piana spettava invece l’immagine pubblica, il rapporto con il mondo commerciale, i media e gli ambienti dell’alta società. Una divisione che, nella sua lettura, contribuì in modo decisivo all’evoluzione di Loro Piana da grande produttore tessile a marchio riconosciuto nel lusso internazionale.

Oggi Arduino Vettorello è il “signore delle acque”

Nell’ultima parte dell’incontro, il racconto si è spostato su un altro capitolo della sua vita, legato all’acqua e all’energia. Vettorello si è definito il “signore delle acque”, ricordando di essere cresciuto a Prato Nuovo, in una zona il cui nome richiamava già le vasche per la macerazione della canapa alimentate dalla roggia.

Fondatore del Museo dell’Energia di Varallo, ha raccontato di avere realizzato anche il sogno di possedere una parte del canale della filatura di Grignasco, acquistando e rimettendo in funzione tre centrali idroelettriche e cercando nel contempo di recuperare con attenzione l’ambiente naturale circostante.

Perché interessa il territorio

Per Gattinara, per Quarona e per la Valsesia, la testimonianza di Arduino Vettorello ha un valore particolare perché mette insieme la storia personale di un dirigente con quella di una delle imprese più significative nate in questo territorio. Non è solo il racconto di una carriera, ma anche il ritratto di una stagione industriale che ha cambiato il volto economico e sociale della valle.

In più, il suo percorso successivo nel campo dell’energia e del recupero delle centrali idroelettriche restituisce il profilo di una figura che ha continuato a lasciare un segno anche oltre l’esperienza in Loro Piana. Ed è proprio questa continuità tra memoria industriale, impresa e cura del territorio a rendere la sua storia ancora oggi così significativa.

c.s. Piera Mazzone - J.B.

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