A Varallo torna protagonista l’arte contemporanea con una nuova esposizione ospitata nella Sala Mostre di Palazzo d’Adda. Sabato 28 marzo alle 18 sarà inaugurata “Storie naturali”, mostra personale di Elisabetta Pellarin, un progetto espositivo che intreccia pittura, memoria, ricerca interiore e uno sguardo poetico sulla realtà.
Per Varallo e per la Valsesia, l’appuntamento aggiunge un nuovo tassello alla programmazione culturale cittadina, portando in uno degli spazi espositivi del centro una mostra che nasce da un incontro avvenuto durante l’Alpà 2025 e che ora trova una collocazione più ampia e strutturata nelle sale di Palazzo d’Adda.
Cosa succede a Varallo con la mostra “Storie naturali”
L’inaugurazione è in programma sabato 28 marzo nello spazio espositivo di Palazzo d’Adda, dove Elisabetta Pellarin presenterà un percorso artistico costruito attorno al tema della natura intesa nel suo significato più profondo, non solo paesaggistico ma anche originario, generativo, legato a ciò che nasce e prende forma.
La mostra, come viene spiegato nella presentazione, affonda le sue radici in una giornata dell’Alpà 2025, quando le opere dell’artista vennero mostrate a una persona che le condivise con Enrica Poletti, assessore alla Cultura del Comune di Varallo. Da lì è nata la proposta di esporle nelle sale di Palazzo d’Adda.
Elisabetta Pellarin e una ricerca tra poesia, realtà e memoria
L’artista si racconta anche attraverso una fotografia d’infanzia, presentandosi con una definizione ironica e affettuosa: “L’artista da giovane”. In quel richiamo autobiografico si coglie già il filo che attraversa la mostra: la curiosità come forma di lettura del mondo, il tentativo di andare oltre le apparenze e di lasciar emergere il messaggio più profondo delle cose.
Il titolo “Storie naturali” viene proposto in senso etimologico, con un richiamo alla parola “natura” come ciò che è generato. È una chiave di lettura importante, perché orienta l’intera esposizione verso un’idea di arte che non si limita alla rappresentazione, ma cerca piuttosto di far affiorare connessioni, memorie e significati.
A Palazzo d’Adda un percorso artistico che unisce pittura e pensiero
Tra le opere esposte ci sarà anche una vecchia operina in cartone riciclato, “Bambino e il suo cielo – stellar nursery”, legata al ricordo di una bambina di otto anni che, davanti al mare, si interrogava sull’infinito. È un elemento che aiuta a comprendere meglio la traiettoria personale e artistica di Elisabetta Pellarin, il cui percorso ha attraversato anche gli studi universitari in Matematica, un anno di Fisica e una tesi di ricerca dedicata alla formazione dei sistemi planetari.
Accanto a questo, la sua storia mantiene un legame costante con il disegno e la pittura, coltivati fin dagli anni del liceo, anche grazie all’incontro con una docente di storia dell’arte e poi attraverso esposizioni personali e collettive seguite con la gallerista Tiziana Groff.
Il “kintsugi” pittorico di Elisabetta Pellarin
Uno dei passaggi più interessanti della presentazione riguarda il modo in cui l’artista definisce la propria pittura degli ultimi anni: una sorta di “kintsugi”. Il riferimento richiama l’idea della riparazione e della trasformazione della ferita in nuova forma.
Nel suo caso, il processo prende vita da vecchie tele o tavole che vengono riprese, capovolte, raschiate, scavate, fino a lasciar emergere un’altra verità sotto la superficie. Da lì riparte il lavoro del colore, che restituisce forma, contenuto e forza a un nuovo pensiero. Non c’è l’oro tipico del kintsugi giapponese, ma una ricomposizione affidata a nuove suggestioni, alla poesia e a una speranza che passa attraverso la materia pittorica.
Perché la mostra interessa Varallo e la Valsesia
Per Varallo, appuntamenti come questo hanno un valore culturale importante perché mantengono vivo il dialogo tra la città e la ricerca artistica contemporanea. Palazzo d’Adda continua così a proporsi come luogo di incontro tra pubblico e artisti, dentro una programmazione che valorizza linguaggi diversi e percorsi personali fortemente riconoscibili.
Per la Valsesia, la mostra rappresenta anche un’occasione per avvicinarsi a un’artista che mette insieme riflessione, biografia e visione, costruendo un’esposizione che invita non solo a guardare, ma anche a sostare e interpretare.
Info utili
Evento: inaugurazione della mostra Storie naturali
Artista: Elisabetta Pellarin
Luogo: Sala Mostre di Palazzo d’Adda, Varallo
Data inaugurazione: sabato 28 marzo 2026
Orario inaugurazione: 18
Periodo di apertura della mostra: fino al 19 aprile
Orari di visita:
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martedì dalle 10 alle 12.30
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venerdì dalle 15 alle 19
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sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19
Visite su appuntamento: 353 4964356
Domande pratiche
Dove si tiene la mostra di Elisabetta Pellarin a Varallo?
Nella Sala Mostre di Palazzo d’Adda, a Varallo.
Quando viene inaugurata “Storie naturali”?
Sabato 28 marzo alle 18.
Fino a quando sarà visitabile la mostra?
Fino al 19 aprile.
Si può visitare anche fuori dagli orari ordinari?
Sì, è possibile anche su appuntamento chiamando il numero 353 4964356.







