Una nuova circolare del Masaf chiarisce l’obbligo di indicare in etichetta il nome del produttore o dell’operatore per i prodotti DOP e IGP. Una misura che punta a rafforzare la trasparenza nei confronti dei consumatori e a valorizzare il lavoro delle imprese agricole, in particolare delle cooperative, già strutturate per garantire tracciabilità e responsabilità lungo l’intera filiera.
Nel sistema agroalimentare piemontese, dove la cooperazione rappresenta una realtà diffusa e consolidata, tracciabilità e responsabilità sono da tempo elementi centrali. In questo contesto, la nuova circolare del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, emanata in attuazione dell’articolo 37 del regolamento Ue 2024/1143, consolida un’impostazione già radicata.
Il provvedimento introduce un obbligo preciso: riportare in etichetta, nello stesso campo visivo dell’indicazione geografica, il nome del produttore o dell’operatore. Il consumatore dovrà quindi poter identificare con chiarezza il soggetto responsabile della produzione o della trasformazione del prodotto.
La circolare specifica inoltre che per “produttore” si intende il soggetto iscritto al sistema di controllo della DOP o IGP, mentre per “operatore” si fa riferimento a chi risponde della fase produttiva o della trasformazione sostanziale. Nei casi in cui intervengano più produttori, sarà sufficiente indicarne uno, in genere quello responsabile della fase determinante.
Sul piano operativo sono previste anche alcune misure di flessibilità. I prodotti etichettati prima del 14 maggio 2026 potranno continuare a essere commercializzati fino a esaurimento scorte. Inoltre, le etichette già stampate potranno essere utilizzate entro il 14 agosto 2026 per i prodotti destinati al mercato nazionale.
Per il Piemonte, regione che vanta numerose produzioni di qualità e denominazioni riconosciute, si tratta di un passaggio significativo. La cooperazione agroalimentare, che rappresenta oltre il 35% della produzione complessiva regionale, conferma così il proprio ruolo strategico nella valorizzazione del patrimonio locale, che comprende, tra gli altri, Nocciola Piemonte IGP, Mela Rossa Cuneo IGP e formaggi DOP come Raschera, Toma Piemontese, Bra e Castelmagno.
«Questa disposizione rafforza il rapporto di fiducia tra chi produce e chi acquista. Le cooperative sono già organizzate per garantire trasparenza e tracciabilità, e questo nuovo obbligo rende ancora più evidente il valore del lavoro collettivo che sta dietro a ogni prodotto DOP e IGP. È un riconoscimento concreto alla responsabilità delle imprese agricole e alla qualità delle nostre filiere», sottolinea Domenico Sorasio, segretario della Federazione agricola di Confcooperative Piemonte, che associa circa 19.000 soci e genera un fatturato superiore a un miliardo di euro.





