EVENTI - 30 marzo 2026, 10:35

Giornate FAI di Primavera, gli studenti del Ferrari-Mercurino raccontano Boccioleto e Gattinara

Giornate FAI di Primavera, gli studenti del Ferrari-Mercurino raccontano Boccioleto e Gattinara

Giornate FAI di Primavera, gli studenti del Ferrari-Mercurino raccontano Boccioleto e Gattinara

Le Giornate FAI di Primavera hanno visto anche quest’anno la partecipazione attiva di allieve e allievi dell’Istituto Ferrari-Mercurino, protagonisti in Valsesia e nel territorio con il ruolo di Apprendisti Ciceroni. Nel mese di marzo, gli studenti si sono messi alla prova accompagnando i visitatori alla scoperta di luoghi, storie e testimonianze artistiche, portando al centro non solo il patrimonio locale, ma anche il valore formativo dell’esperienza.

Per il Ferrari di Borgosesia, il focus si è spostato su Boccioleto, nella bassa Val Sermenza, valle laterale della Valsesia percorsa dal torrente Sermenza. Per il Mercurino di Gattinara, invece, l’attività si è concentrata sull’oratorio dell’Annunziata, con visite guidate curate dagli studenti dei diversi indirizzi.

A Boccioleto i giovani Ciceroni del Ferrari alla scoperta di un borgo della Valsesia

Per il Ferrari, il “gioiello” da raccontare durante le Giornate FAI di Primavera è stato Boccioleto, borgo di 283 abitanti che nel Quattrocento si separò da Rimasco per costituire una comunità civile e parrocchiale indipendente.

Tra sabato e domenica, nonostante il meteo non favorevole, l’affluenza è stata elevata e i visitatori guidati dai giovani Ciceroni, coordinati dalle professoresse Vigone e Piccolo, sono stati numerosi. Gli studenti delle classi terze del Liceo Ferrari di Borgosesia degli indirizzi Scientifico, Scienze Umane ed Economico Sociale si sono occupati in particolare del Gesietto, dei lavatoi storici e della storia locale di Boccioleto.

Tra i luoghi illustrati figura il Gesietto delle Moline, antica cappella risalente al XVI secolo, dedicata alla Madonna di Loreto, nota per la sua torretta ottagonale e per gli affreschi interni rappresentanti la Passione di Cristo. Un piccolo edificio che gli studenti hanno raccontato come un vero gioiello locale.

Storia, arte e personaggi del territorio nel racconto degli studenti

L’esperienza non si è limitata alla descrizione dei monumenti. Le studentesse e gli studenti hanno infatti presentato anche figure e vicende legate a Boccioleto e alla Valsesia.

Tra i personaggi ricordati c’è Giacomo Preti, detto “Giacomaccio”, personalità di spicco del paese, di cui resta ancora la casa con lo stemma di famiglia visibile sulle mura. Sono stati poi citati artisti come lo scultore Giuseppe Maria Sartorio, nato nel 1854, che lavorò in Sardegna specializzandosi nell’arte funeraria, e il pittore Giovanni Battista Zali (1793-1851), attivo soprattutto a Milano e in Lombardia, ma con opere conservate anche in Valsesia.

Nel racconto degli studenti sono emersi anche i fratelli Carlo e Giovanni Zaninetti, architetti e stuccatori del Settecento, nativi di Breia, e Carlo Borsetti, pittore del tardo barocco, ritenuto verosimilmente nativo di Boccioleto, autore di affreschi e decori al Sacro Monte di Varallo e, nel 1727, di dodici tele raffiguranti gli Apostoli per la chiesa parrocchiale del paese.

Le parole delle studentesse Gaia Garatti e Giorgia Chiarello, della classe 3SUA, riassumono bene il valore dell’esperienza: un’occasione utile per interagire con altri studenti, scoprire un paese della Valsesia e mettersi alla prova come oratrici per un giorno.

A Gattinara il Mercurino guida i visitatori all’oratorio dell’Annunziata

Gli studenti del Liceo di Scienze Applicate delle classi terze A, B, C, quarte B e C, quinte A e B, insieme agli alunni del CAT 2A e 2B del Mercurino di Gattinara, si sono invece occupati dell’oratorio dell’Annunziata.

Svestiti i panni di alunni per indossare quelli di Apprendisti Ciceroni, hanno guidato con professionalità i visitatori alla scoperta della chiesa, luogo ricco di testimonianze artistiche. L’oratorio ospita da alcuni anni, per volontà del compianto parroco don Pietro Ferri, opere provenienti da altri oratori e cappelle del territorio parrocchiale.

Coordinati dalla professoressa di Storia dell’Arte Samanta Viazzo, i ragazzi hanno illustrato gli affreschi di Antonio Orgiazzi del 1755, la cantoria realizzata da Giovanni Antonio d’Alberto nel 1767, probabilmente dipinta dallo stesso Orgiazzi, e l’altare ligneo, opera del 1694 di Francesco Antonio d’Alberto.

Un’esperienza che lascia il segno a scuola e nel territorio

A colpire, oltre ai contenuti, sono anche le impressioni lasciate dagli stessi studenti. Nei loro commenti emerge l’emozione iniziale, ma anche la soddisfazione di essere ascoltati, di sentirsi preparati e di poter raccontare luoghi del territorio spesso poco conosciuti.

C’è chi sottolinea la bellezza di trovarsi, per una volta, dalla parte di chi spiega e non solo di chi ascolta. C’è chi ringrazia i docenti per aver dato fiducia e per aver offerto l’opportunità di uscire dalla scuola e far sentire la propria voce. E c’è chi, come le ragazze del CAT, evidenzia anche il valore umano dell’esperienza, vissuta come un momento capace di unire il gruppo, nonostante il freddo e la fatica.

Perché conta per la Valsesia

Per la Valsesia, iniziative come questa hanno un valore che va oltre la singola visita guidata. Mettono in relazione scuola, patrimonio e territorio, permettendo ai più giovani di diventare voce attiva nella valorizzazione dei luoghi in cui vivono o che imparano a conoscere.

Nel caso di Boccioleto, l’esperienza ha acceso i riflettori su un borgo della Val Sermenza e sulle sue ricchezze storiche e artistiche. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti delle Giornate FAI di Primavera: trasformare la scoperta del territorio in un percorso di crescita per gli studenti e, allo stesso tempo, in un’occasione concreta di attenzione per la Valsesia e i suoi paesi.

Redazione J.B.

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