EVENTI - 31 marzo 2026, 10:00

Al Sacro Monte di Varallo una serata sui valori walser promossa da Inner Wheel Valsesia

Al Sacro Monte di Varallo una serata sui valori walser promossa da Inner Wheel Valsesia

Al Sacro Monte di Varallo una serata sui valori walser promossa da Inner Wheel Valsesia

Al Sacro Monte di Varallo si è tenuta una serata dedicata ai valori, alla tutela delle comunità alpine e alla salvaguardia dell’identità walser, promossa da Inner Wheel Valsesia. Al centro dell’incontro, organizzato dalla Presidente Bruna Scigliano Camaschella, la presentazione della Carta dei valori walser, documento nato per proteggere paesaggio, cultura e lingua delle comunità di montagna.

Alla serata hanno preso parte, oltre alle socie, anche l’Assessore alla Cultura dell’Unione Montana dei Comuni Attilio Ferla, la Presidente del Soroptimist Valsesia Marina Filippa, la Presidente del Museo del Puncetto Giulia Scalvini, Gia Pastore in rappresentanza di Inner Wheel Vallemosso e rappresentanti del Rotary Club Valsesia.

La Carta dei valori walser al centro dell’incontro al Sacro Monte

La Carta dei valori walser, pubblicata nel 2024 e poi riedita in versione bilingue, italiano e tedesco, è stata illustrata da Roberta Locca, esperta in patrimoni culturali e memoria digitale e direttrice dei Musei Locca, e da Paola Borla, membro del consiglio per le minoranze germanofone, referente dello Sportello Linguistico Locale per le minoranze linguistiche italiane e Presidente del Südwalserverein Walser del sud delle Alpi.

Il documento guarda all’intero areale walser, che tocca cinque Stati europei: Italia, Svizzera, Francia, Austria e Liechtenstein, ma parte da un lavoro molto concreto delle comunità italiane a sud delle Alpi. L’intento è quello di proporre un decalogo di buone pratiche condivise tra residenti e turisti, fondato sull’idea di paesaggio culturale come patrimonio materiale e immateriale da custodire e trasmettere.

Un progetto che coinvolge anche la Valsesia

Per la Valsesia, il tema ha un rilievo particolare, perché nel lavoro che ha portato alla nascita della Carta sono state coinvolte le comunità di Carcoforo, Rima, Rimella e Riva Valdobbia-Valle Vogna. Il documento è nato infatti dal percorso delle comunità walser italiane a sud delle Alpi, oggi riunite nell’associazione Südwalserverein Walser del sud delle Alpi, costituita il 3 dicembre 2023 a Varallo tra i rappresentanti di nove associazioni culturali walser.

Come spiegato durante la serata, l’idea di riunirsi in un’unica associazione, nel rispetto dell’autonomia delle singole realtà culturali, è maturata dentro un progetto comune sviluppato in oltre due anni di lavoro condiviso e sfociato nella realizzazione del Walserweg italiano, con finalità di promozione culturale e turistica del patrimonio walser e con l’obiettivo di favorire uno sviluppo sostenibile dei territori montani.

Lingua, paesaggio e digitalizzazione tra i punti chiave della Carta

Uno dei punti centrali emersi durante l’incontro riguarda il rapporto tra tutela e futuro. La Carta insiste infatti sulla necessità di far crescere un’economia capace di non esaurire le risorse, di preservare la biodiversità, di custodire il paesaggio storico e di valorizzare lingua e cultura locali.

Tra gli strumenti indicati come alleati fondamentali per la conservazione c’è anche la digitalizzazione, descritta come una sorta di scrigno digitale in cui raccogliere e condividere il patrimonio delle singole comunità, creando rete e contatti tra sud e nord delle Alpi.

Particolare attenzione viene riservata anche alla lingua walser. Nel terzo punto del decalogo si sottolinea, per i residenti, che essa rappresenta un patrimonio da tramandare e valorizzare, mentre per gli ospiti l’invito è a essere curiosi, a confrontarsi con una cultura diversa e a lasciarsi coinvolgere anche dall’ascolto dei suoni e delle varianti linguistiche walser.

Dalle scuole al territorio: la Carta come strumento di educazione civica

Durante la serata è stato evidenziato anche come l’accoglienza della Carta sia andata oltre le aspettative. Roberta Locca e Paola Borla vengono infatti spesso invitate nelle scuole a presentarla, perché il documento viene adottato come testo di educazione civica. Al momento di approfondimento in aula segue poi una visita nei luoghi walser, inserita in un progetto formativo che si sviluppa nell’arco dell’intero anno scolastico.

Questo aspetto rafforza il valore pratico della Carta, che non resta un testo teorico ma diventa uno strumento concreto per la comunità e per la trasmissione della memoria culturale alle nuove generazioni.

L’esperienza di Rimella raccontata da Mario Remogna

Nel corso della serata è intervenuto anche Mario Remogna, che ha presentato l’esperienza di Rimella, descritta come il frutto del lavoro di persone di grande spessore umano e intellettuale, capaci di dare vita a un Centro Culturale che nel tempo ha costruito un’attività editoriale e di ricerca di grande valore.

Tra i risultati ricordati ci sono la pubblicazione della rivista annuale Remmalju e di numerosi volumi dedicati alla storia e alla civiltà walser, dal dizionario a testi di carattere storico e antropologico. È stato inoltre sottolineato il ruolo della Biblioteca, curata da Paola Borla, considerata oggi uno dei punti di forza dell’associazione.

Remogna ha anche annunciato che, se si troveranno i finanziamenti, è prevista l’uscita di un volume dedicato al costume femminile di Rimella, usato quotidianamente fino agli anni Sessanta e Settanta con modalità adattate alle diverse attività.

Perché interessa la Valsesia

Per la Valsesia, una serata di questo tipo ha un significato che va oltre il semplice approfondimento culturale. Porta infatti al centro il tema della tutela delle comunità montane, della lingua, del paesaggio e delle forme di sviluppo compatibili con l’identità dei luoghi.

In un territorio dove la presenza walser continua a rappresentare una componente importante della storia e della memoria locale, la Carta dei valori walser si propone come uno strumento capace di tenere insieme radici e futuro. Ed è proprio questo legame tra salvaguardia culturale, partecipazione e visione condivisa che rende l’iniziativa particolarmente rilevante per Varallo, per il Sacro Monte e più in generale per tutta la Valsesia.

Alla chiusura della serata, la Presidente di Inner Wheel Valsesia, Bruna Scigliano Camaschella, ha assicurato la massima diffusione della Carta dei valori.

c.s. Piera Mazzone - J.B.

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