Ultim'ora - 07 aprile 2026, 15:35

Becker: "Sinner superstar fondamentale per il tennis italiano, il calcio prenda esempio"

Becker: "Sinner superstar fondamentale per il tennis italiano, il calcio prenda esempio"

(Adnkronos) - Dalla sfida tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz all’età dell’oro del tennis italiano, l’ex campione tedesco Boris Becker parla senza filtri, anche delle nuove leve del tennis mondiale, passando per il valore delle emozioni in campo e del suo futuro, in una intervista con l’Adnkronos, in esclusiva per l’Italia, in vista dei Laureus World Sports Awards, gli Oscar dello Sport, in programma a Madrid, per la terza volta, il 20 aprile, con Sinner e Alcaraz nominati nella categoria "Miglior sportivo dell'anno". 

Nel colloquio, il sei volte campione Slam affronta anche temi globali: dallo sport come linguaggio universale alle scelte del Cio, fino al significato profondo dei Laureus Awards, essendone lui uno degli Ambassador. 

Il tennis italiano sta vivendo un'epoca d'oro. Quali fattori pensi abbiano contribuito a questo successo?  

“Si inizia sempre con uno e, sai quale è. Ovviamente, Sinner ha un ruolo fondamentale. Sì può citare Berrettini, prima di lui, e prima ancora Fognini, ma ci vuole sempre una vera superstar per portare avanti uno sport nazionale, e penso che Jannik Sinner sia quella superstar. Fa sempre piacere essere associato ai vincitori. E se un italiano vince il Grande Slam, ti piace quello sport, no? Un altro aspetto positivo, credo, è che la Federtennis stia facendo un ottimo lavoro nell'organizzare il calendario in tutta Italia, dove praticamente si può giocare durante tutto l'anno, si possono giocare tornei Atp o Wta in Italia senza dover viaggiare troppo, anche per via del clima. Si può sempre giocare nel sud Italia, anche d'inverno, o in Sardegna. E poi praticamente da marzo il clima è così bello in tutta Italia che puoi giocare ogni settimana un torneo Challenger, e penso che anche questo significhi molto per alcuni di questi giovani giocatori, perché il tennis è costoso. Se devi viaggiare ogni settimana, in America o in Estremo Oriente, semplicemente non è sostenibile. Ma se puoi prendere la macchina, il treno, per venire da Napoli o in un'altra città per giocare un torneo, penso che, sia uno dei motivi per cui l'Italia ha così tanto successo ora nel tennis. Forse dovrebbero provare la stessa cosa nel calcio italiano….”. 

Sinner e Alcaraz lotteranno per la vetta della classifica Atp per diversi anni, ma Jannik potrebbe tornare al numero uno già a Montecarlo?  

“Penso che sia vero, ma penso anche che la cosa più importante per loro, siano i tornei del Grande Slam. E se vinci i tornei del Grande Slam, naturalmente, diventi il numero uno, ma in definitiva, vuoi essere il numero uno a novembre. E vuoi finire l'anno da numero uno. Penso che questo sia uno dei suoi obiettivi principali. Ha avuto un marzo incredibile. L'anno scorso in questo periodo era squalificato, quindi non ha giocato a marzo, ad aprile e, in realtà, fino a Roma non gli era permesso giocare, quindi ha molti punti da recuperare. D'altra parte, Alcaraz ha vinto praticamente tutti i tornei da Montecarlo fino a novembre. Quindi la corsa è aperta e Alcaraz ha avuto un inizio di stagione straordinario, vincendo a Melbourne. Ma non vedo nessun altro, quindi penso che la sfida sia tra Alcaraz e Sinner. Al momento, Jannik è in ottima forma, ma detto questo, credo che la terra battuta sia la sua superficie meno preferita. Penso che Alcaraz abbia un leggero vantaggio, ma se Sinner riuscirà ad ottenere buoni risultati, a Montecarlo, a Madrid, a Roma, credo che aumenteranno le sue possibilità di chiudere l'anno al primo posto”. 

Chi potrà contendere il primo posto ad Alcaraz e Sinner? Musetti potrebbe inserirsi?

 

“Lo spero. Mi piace molto Lorenzo. È un giovane italiano molto affascinante. Ha tutte le carte in regola per stare nella top 5. È solo che a volte ha problemi fisici. Sta tornando da un infortunio, ha subito un brutto infortunio alla gamba contro Djokovic a Melbourne, ed è rimasto fuori praticamente fino ad ora. Spero quindi che rimanga in salute, perché dal punto di vista del talento, la precisione dei colpi, il rovescio a una mano, lo vedo come un artista. Il modo in cui gioca, il suo modo di giocare a tennis è meraviglioso da vedere. E penso che un Musetti in salute aiuterebbe molto il tennis. Penso che guadagneremmo molte più persone, soprattutto tra le donne, nel guardare Musetti giocare a tennis”. 

Alcaraz che tipo di giocatore è?

 

“E’ un giocatore affascinante. E’ esattamente ciò di cui il mondo del tennis aveva bisogno. Molto carismatico, un piacere da guardare, è un vero artista sul campo da tennis, e io non vedo punti deboli. Ma come tutti gli artisti, si sa, hanno bisogno di ispirazione”. 

Fonseca è un giocatore molto giovane che sta emergendo, saresti interessato ad allenare qualcuno come lui?  

“Non farò nomi, ma nell'ultimo anno e mezzo, mi hanno proposto spesso di tornare ad allenare. Ho rifiutato perché ho altri obiettivi professionali. Lavoro molto di più nel settore dei media, e non potrei farlo se allenassi a tempo pieno. Detto questo, sono sempre disponibile per una telefonata. Se qualcuno di questi ragazzi mi chiamasse, e potrebbero averlo già fatto, gli darò sempre il mio punto di vista, senza che nessuno lo sappia e senza tornare ad allenare il giocatore sul campo. Ho trascorso un periodo meraviglioso con Djokovic, e in seguito sono stato a capo del tennis maschile per 4 anni, quindi mi sono occupato molto di Sasha Zverev quando aveva 18, 19, 20 anni. Ho avuto anche una breve esperienza con Holger Rune che spero davvero stia recuperando la piena forma, perché è tra quei giovani talenti che un giorno dovrebbero essere in grado di vincere un Grande Slam, ma credo che il mio periodo come allenatore, in senso stretto, sia finito. Ho altri progetti professionali, come forse sapete, ho un nuovo membro in famiglia, ho una figlia piccola a casa, quindi tutto questo richiede molto tempo e allenare è un lavoro a tempo pieno. Non si può farlo solo per una o due settimane. Bisogna tornare a viaggiare, e credo di avere altre idee professionali per la mia vita”. 

Per alcuni anni, abbiamo un po' sentito la mancanza di un tipo di rivalità come Becker e Lendl, ora ci sono Alcaraz e Sinner che sono molto diversi, c’è Fonseca, Bublik, sembra che ci sia una sorta di ritorno di ‘personaggi’?  

“Abbiamo bisogno di personalità in campo, e che sia permesso loro di mostrare le proprie emozioni, di esprimersi. E, sai, hai menzionato il fuoco e il ghiaccio con Lendl e me, e penso che sia essenziale per il tennis, per i tifosi, per tutti coloro che amano questo sport, che si vedano vere emozioni in campo, che ai giocatori sia permesso di esprimersi, che non vengano penalizzati subito. Ricordo i tempi con Djokovic, Nadal e Federer, c'erano 3 personalità diverse in campo. La gente paga biglietti costosi, lo guarda da casa per essere intrattenuta. Se un giocatore serve bene o ha una buona presenza scenica, è fantastico, ma noi vogliamo vedere un po' più di personalità e carattere in campo. E penso che questi giocatori abbiamo proprio questo. E penso che lo stesso valga per le donne, come la Sabalenka, con tutte le sue emozioni, ma penso che sia un bene per lo sport avere qualcuno che non abbia paura di mostrare i propri sentimenti. Penso che il tennis trarrà beneficio da questo tipo di giocatori”. 

I Laureus Awards sono alle porte con il tennis sempre protagonista?

 

“Sono molto, molto felice che per 25 anni, il tennis abbia giocato un ruolo enorme nelle nomination dei Laureus, nei candidati e nei vincitori. Non so quante volte Djokovic, o Nadal, o Federer abbiano vinto, e questo solo per quanto riguarda il tennis maschile e femminile, ovviamente, Serena Williams. Quindi, il tennis è sempre molto popolare e, anche quest'anno, abbiamo quattro candidature. Oltre ad Alcaraz e Sinner, ci sono Fonseca, Sabalenka e Anisimova, quindi il tennis è seguito da molti. È, se non altro, probabilmente lo sport più globale di qualsiasi altro sport. Giochiamo in tutti e cinque i continenti. Giochiamo praticamente tutto l'anno, non abbiamo una vera e propria pausa stagionale. Il tennis è sempre in prima linea in queste nomination e, provenendo dal mondo del tennis, ne sono molto contento”. 

Inizia la stagione sulla terra rossa pensi ci sia spazio in questo duopolio Sinner-Alcaraz per un terzo o un quarto giocatore?

 

“Permettetemi di iniziare mostrando il mio rispetto per Alcaraz e Sinner. Si sono divisi gli ultimi 9 titoli del Grande Slam. Ed è un risultato incredibile, soprattutto considerando che entrambi i giocatori sono ancora molto giovani. Carlos ha 22 anni, Jannik 24. D'altro canto, vedrei assolutamente un altro paio di giocatori tra questi due. Penso a Sasha Zverev, che è andato vicino alla vittoria un paio di volte. Se ricordo bene la semifinale di Melbourne, dove ha servito per il match contro Alcaraz, lo avrebbe portato in finale, è stata una partita davvero combattuta. Quindi, dovrebbe essere in quel gruppo. E dobbiamo menzionare Djokovic. Finché gioca a livello professionistico, bisogna nominarlo. Però, lui è un po' in una categoria a parte. Detiene il record di titoli del Grande Slam nel circuito maschile con 24. Ma ha anche raggiunto la finale a Melbourne e, finché giocherà a livello professionistico, bisogna sempre menzionarlo. Ma vorrei concentrarmi di più sui giocatori più giovani, come Arthur Fils, ha 21 anni e se è in forma, penso che in futuro potrà competere con Alcaraz e Sinner per i titoli del Grande Slam, se riesce a mantenere questo livello. E anche l’americano Lerner Tien mi piace molto, è migliorato costantemente e il fatto che abbia Michael Chang come allenatore la dice lunga sul suo atteggiamento. Se non altro, vuole migliorare. E voglio menzionare Joao Fonseca, non solo perché è nella lista Laureus, ma perché lo considero molto, molto promettente. Anche lui è alla sua seconda stagione completa nel circuito, e poi, ha disputato anche un paio di buoni tornei in America, ma penso che anche il suo futuro sia brillante. Ma tutti questi giocatori devono ancora migliorare un po’ il loro gioco e devono dimostrare il loro valore non sul campo di allenamento, non nei quarti di finale di un torneo, ma nelle semifinali dei tornei del Grande Slam, e credo che sia proprio qui che Sinner e Alcaraz continuano a brillare, lasciando il segno. 

Che ne pensi della misura annunciata dal Comitato Olimpico Internazionale di consentire solo alle donne biologiche di competere nelle competizioni femminili, chiudendo di fatto le porte alle donne transgender?  

“Mi piace la decisione. Sono di mentalità aperta e le persone hanno il diritto di cambiare sesso e così via, ma in una competizione sportiva, soprattutto quando si è nati uomini, cambiare sesso per diventare donne porta fisicamente ad essere un po' più forti e ad avere un vantaggio, e credo che ci siano state delle zone grigie alle ultime Olimpiadi di Parigi, ma non voglio fare nomi. Non si tratta di qualche atleta in particolare, ma credo che molte persone non fossero soddisfatte e penso che il Comitato Olimpico Internazionale abbia fatto la cosa giusta, abbia preso la decisione giusta. Dire che, biologicamente, o sei donna o sei uomo, e quindi devi competere o come donna o come uomo, e penso che sia la decisione corretta”. 

La cerimonia di premiazione dei Laureus si svolgerà in un contesto geopolitico molto caotico. In che modo questi contesti possono influenzare l'ambiente sportivo, le competizioni sportive?

 

“Credo che la forza dello sport sia sempre stata la sua apoliticità, e penso che dovremmo attenerci a questo principio. Ci sono state guerre ovunque, non ora, ma negli ultimi 100 anni, ma lo sport, e la forza dello sport, è sempre stata la sua apoliticità. Non sosteniamo i buoni o i cattivi, a seconda del punto di vista. Quindi, credo che la forza dello sport sia sempre stata la sua capacità di elevarsi al di sopra di tutto. Gli atleti, qualunque sia il paese da cui provengono, non sono responsabili dell’operato dei loro governi e delle decisioni che prendono. Quindi, ho sempre pensato che gli atleti non dovrebbero essere penalizzati per questo”. (di Emanuele Rizzi) 

 

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