A Borgosesia la presentazione del volume La donna del Ferro ha offerto l’occasione per rendere omaggio a una figura di grande rilievo nel panorama scientifico e insieme profondamente legata alla Valsesia. Protagonista dell’incontro, ospitato sabato 11 aprile al Centro Studi Turcotti di via Dottor Ferro, è stata la varallese Clara Camaschella, docente universitaria, medico e ricercatrice, conosciuta per il suo contributo alla comprensione delle malattie del metabolismo del ferro.
L’appuntamento non si è limitato alla presentazione di un libro, ma ha assunto il tono di un riconoscimento pubblico a un percorso umano e professionale costruito con rigore, studio e passione. A dialogare con l’autrice sono state Piera Mazzone, Direttrice della Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo, e Silvia Maria Ramasso, Editrice della casa editrice Neos, che ha pubblicato il volume.
Ad aprire l’incontro è stata Marinella Mazzone, Presidente del Centro Studi Turcotti, che ha ringraziato l’autrice per aver accolto l’invito promosso da IGEA e dall’Inner Wheel Valsesia. La mattinata è stata arricchita anche da una parentesi musicale affidata al Maestro Bruno Tasso, che ha eseguito brani di Schubert e Beethoven. Sono intervenuti inoltre Maria Marcon, Presidente di IGEA, insieme al marito Luciano, che hanno ricordato il legame di amicizia con Clara Camaschella e con il marito Federico, anch’egli medico, ricercatore e docente universitario.
Un libro tra memoria personale e ricerca scientifica
Nel volume, Clara Camaschella ripercorre una parte significativa della propria vita, partendo dagli anni dell’infanzia e dell’adolescenza vissuti a Varallo, in un contesto profondamente segnato dal Sacro Monte e da un’educazione cattolica rigorosa. Il racconto restituisce anche l’atmosfera di una provincia lontana dai grandi centri, ma capace di lasciare un’impronta forte nella formazione della futura studiosa.
La prima parte del libro attinge anche ai diari personali dell’autrice, offrendo uno sguardo introspettivo che accompagna il lettore dentro riflessioni sul silenzio, sulla concentrazione e sul modo in cui sono cambiati i tempi. Da quel percorso giovanile prende forma anche la scelta della medicina, vista come professione utile agli altri e come possibilità concreta di impegno sociale.
Il valore di una donna di scienza con radici valsesiane
Uno dei temi centrali emersi durante la presentazione riguarda il cammino di una donna che ha saputo affermarsi in un mondo, quello scientifico, a lungo dominato quasi esclusivamente dagli uomini. Bruna Scigliano Camaschella, Presidente dell’Inner Wheel, ha sottolineato come l’incontro abbia rappresentato non solo la presentazione di un libro, ma anche un plauso a una grande professionalità unita a una forte passione, incarnate nella figura di una donna-scienziata di origine valsesiana.
Su questo aspetto si è soffermata anche Silvia Ramasso, evidenziando come La donna del Ferro sia stato inserito nella collana Neos “Riflessioni in leggerezza” proprio per il suo valore di testimonianza storica e civile. Il libro racconta infatti difficoltà, ostacoli e passaggi complessi di una carriera scientifica affrontata senza vittimismo, ma con la convinzione che competenza, dedizione e lavoro restino gli strumenti decisivi per costruire un percorso solido.
Nella parte finale della sua esperienza professionale, Camaschella ha inoltre scelto di mettere le competenze maturate al servizio dei più giovani, assumendo anche un ruolo di guida e accompagnamento per chi si affaccia ai percorsi della ricerca e della formazione. Un tratto che rafforza ulteriormente il significato pubblico della sua storia.
Il volume è disponibile anche in inglese e, secondo quanto riferito durante l’incontro, i diritti d’autore derivanti dalla vendita del libro sono stati devoluti ad AIRC, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro.







