ATTUALITÀ - 16 aprile 2026, 10:39

A Vercelli il giardino diventa inclusione: il progetto dell’ASL coinvolge persone con disturbi dello spettro autistico

A Vercelli il giardino diventa inclusione: il progetto dell’ASL coinvolge persone con disturbi dello spettro autistico

A Vercelli il giardino diventa inclusione: il progetto dell’ASL coinvolge persone con disturbi dello spettro autistico

A Vercelli, nella sede dell’ASL di corso Abbiate, un’area verde si è trasformata in qualcosa di più di uno spazio da sistemare e coltivare. Con il progetto “Giardino è vita sociale”, il Nucleo DPSA della SC Psichiatria ha dato vita a un percorso che ha unito riabilitazione, partecipazione e inclusione, coinvolgendo direttamente otto utenti con disturbi dello spettro autistico.

L’iniziativa, realizzata grazie ai Fondi Autismo del Ministero della Salute, ha preso forma nelle aree verdi della sede ASL e ha avuto come obiettivo non solo quello di abbellire uno spazio comune, ma soprattutto di creare occasioni concrete di relazione e presenza sociale al di fuori dei contesti strettamente sanitari.

Un giardino pensato come spazio di incontro

Il progetto ha portato un gruppo di otto utenti a partecipare a un percorso di giardinaggio guidato dall’équipe riabilitativa, fino alla realizzazione di un nuovo giardino in una zona frequentata dal personale dell’ASL e visibile anche all’utenza esterna. Il lavoro ha quindi avuto una dimensione concreta e pubblica, restituendo visibilità a chi vi ha preso parte.

Secondo il Direttore della SC Psichiatria e del Dipartimento interaziendale di salute mentale Luca Tarantola, il punto di partenza è stato la consapevolezza dell’isolamento che spesso accompagna le persone con disturbi dello spettro autistico, per le quali le occasioni di socializzazione fuori dai percorsi sanitari restano limitate. Da qui la scelta di spostare l’attività riabilitativa all’esterno delle strutture, attraverso un’esperienza capace di favorire contatto, responsabilità e collaborazione.

Il valore del lavoro con la terra

Nel percorso descritto dall’ASL, il giardinaggio non è stato considerato una semplice attività manuale. Progettare il giardino, scegliere piante e sementi, rispettare i tempi della natura e prendersi cura quotidianamente degli spazi ha contribuito a rafforzare autostima, senso di responsabilità, capacità di collaborazione e partecipazione attiva all’interno del gruppo.

Il Direttore generale Marco Ricci ha definito il nuovo giardino come il racconto di “un percorso di crescita condivisa”, sottolineando come la cura degli spazi comuni possa diventare anche cura delle relazioni, restituendo alle persone coinvolte un ruolo sociale più visibile e riconosciuto.

Un’esperienza conclusa, ma già aperta a nuovi sviluppi

I lavori si sono conclusi il 31 marzo, ma l’esperienza non viene letta come un punto d’arrivo. L’ASL spiega infatti di essersi già attivata per immaginare nuovi progetti che continuino a favorire il rapporto con la natura per le persone con autismo, partendo dai benefici che questo tipo di attività può generare sul piano personale e relazionale.

L’investimento sostenuto con i fondi ministeriali ha riguardato materiali, attrezzature, piante e allestimento degli spazi verdi, ma il risultato descritto va oltre l’aspetto materiale: il giardino viene presentato come un’esperienza con un valore riabilitativo, sociale e culturale, destinata a lasciare un segno anche per il futuro.

Redazione J.B.

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