Siamo qui per ricordare Anna, o forse – in poche parole – per raccontarla a chi meno l’ha conosciuta.
Ha lasciato Varallo da giovane, scegliendo una città più grande, un impegno che la mettesse in contatto con il mondo più grande, cercando soddisfazioni grandi.
E così ci siamo incontrate e abbiamo lavorato insieme per oltre 20 anni nel mondo dei viaggi.
Ho imparato a conoscerla nel tempo, lentamente, perché Anna non era semplice: bisognava guadagnarsi la sua fiducia, e solo dopo che eri riuscito a capire i suoi tempi, i suoi silenzi, le sue battute sagaci, i suoi ragionamenti meditati e sempre brillanti, allora ti legava a lei da amicizia... ed era per sempre.
Era a Torino ma era nel mondo, il mondo dei viaggi soddisfaceva il suo desiderio di evasione, i problemi con lei si scioglievano. Le soluzioni che a te magari sembravano lontane, per lei erano a portata di mano.
Il mondo, quella lingua inglese che per lei era come una madre, i libri, i film... non c’era conversazione che potesse serprenderla.
Sempre con riservatezza, ritrosia – pudore, anche.
Sempre con onestà e rispetto.
Tenace e silenziosa, un po’ gelosa della sua privacy, non raccontava di sé, convinta com’era che non tutti avrebbero capito scelte e percorsi della sua vita: che era sua completamente, verso la quale non concedeva a nessuno di interferire.
C’era dunque il mondo grande, ma c’erano gli affetti per il mondo dell’infanzia, quello che apparteneva alle sue origini.
Ricordo quando nel 2014 si era occupata – insieme a voi – della mostra fotografica ”Memorie nascoste e ritrovate, Gente della Valle di Morca” sugli intrecci famigliari della comunità. Che memoria formidabile! che capacità di congiungere nomi e persone e vite come fili di un unico tessuto intrecciato dal tempo!
Le piaceva il bello, il ben detto, il ben fatto.
Senza smancerie, senza eccessi.
Voglio ricordarla così, Anna. Con affetto, per sempre.





