ATTUALITÀ - 19 aprile 2026, 06:50

Finanza personale: PAC in ETF o fondo pensione?

Ai fini previdenziali è meglio attivare un piano di accumulo in ETF oppure effettuare dei versamenti in un fondo pensione?

Finanza personale: PAC in ETF o fondo pensione?

Finanza personale: PAC in ETF o fondo pensione?

Fondo pensione o piano di accumulo in ETF? Qual è la scelta migliore per la pensione?

Oggi rispondiamo a una domanda arrivata dai nostri canali social:
"Ho 45 anni e mi mancano 20 anni alla pensione. Per accantonare un capitale a fini previdenziali, è meglio un fondo pensione o un piano di accumulo in ETF?"

A prima vista potrebbe sembrare una domanda semplice, ma la risposta è tutt’altro che banale. Per arrivare a una conclusione, bisogna fare alcuni calcoli e considerare anche aspetti personali.

Il confronto matematico: chi rende di più?

Se ipotizziamo lo stesso rendimento per entrambi gli strumenti, il fondo pensione risulta più vantaggioso perché:

· Gli utili sono tassati al 20% anziché al 26%

· I versamenti sono deducibili dal reddito imponibile fino a 5.300 euro all’anno (dall’anno 2026)

Facciamo un esempio numerico. Supponiamo di versare 5.000 euro all’anno, con un'aliquota IRPEF del 43% e un rendimento annuo del 4%. Dopo 20 anni, il montante finale sarebbe:

· 144.000 euro con il piano di accumulo in ETF

· 200.000 euro con il fondo pensione

Il motivo? La tassazione agevolata e il risparmio fiscale ottenuto ogni anno con la deduzione (oltre 2.000 euro), che può essere reinvestito.

Tuttavia, bisogna anche considerare i costi di gestione. Di solito, un fondo pensione ha spese più alte rispetto agli ETF. Se stimiamo un costo annuo dello 0,8% per il fondo e dello 0,1% per l’ETF, allora il fondo dovrebbe rendere almeno il 4,8% per essere competitivo con un ETF che rende il 4,1%.

Quale la maggior convenienza del fondo pensione?

Il fondo pensione offre il massimo vantaggio rispetto al piano di accumulo in ETF quando:

· I versamenti si avvicinano alla soglia massima di deducibilità

· Tanto maggiore è il rendimento atteso

· L’aliquota IRPEF del contribuente è elevata (quindi il risparmio fiscale è maggiore)

Ma attenzione ai fattori soggettivi:

· Il piano di accumulo è più flessibile in quanto consente di avere a disposizione tutto il montante in qualunque momento (nel caso del fondo pensione ciò non è possibile, salvo limitate eccezioni)

· Tramite il piano di accumulo si possono ottenere rendimenti annui molto elevati (con proporzionale rischio) che difficilmente si hanno con i fondi pensione, per loro natura più cautelativi

· Il fondo pensione tutela maggiormente l’investitore dall’emotività, che in contesti di mercato sfavorevole potrebbe essere tentato di interrompere i versamenti o peggio ancora prelevare il montante investito

· Il fondo pensione, almeno in teoria, protegge maggiormente dal longevity risk (il rischio di sopravvivere più a lungo del proprio patrimonio finanziario) in quanto a parità di montante consente di ricevere un vitalizio fino al momento del decesso, mentre il capitale accumulato col piano di accumulo necessita di essere poi reinvestito nella maniera corretta e prima o poi potrebbe esaurirsi.

Quindi, cosa scegliere?

Se guardiamo solo ai numeri, il fondo pensione risulta più conveniente. Ma la scelta non è solo matematica: bisogna valutare quando e come si vorrà usare il capitale.

La soluzione migliore? Un mix tra le due opzioni: un fondo pensione per sfruttare i vantaggi fiscali e un PAC in ETF per mantenere flessibilità e ottenere un maggiore controllo sugli investimenti.

Resta fermo il fatto che al fine di poter effettuare una valutazione precisa occorre eseguire delle simulazioni adeguate, considerando tutti i dati oggettivi, che variano da persona a persona.

Avete domande o curiosità? Potete scriverle alla redazione del giornale oppure tra i commenti su Facebook

Andrea Fabbris – Consulente Finanziario Indipendente

www.finanzaindipendente.it

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Andrea Fabbris – Consulente Finanziario Indipendente

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