ATTUALITÀ - 26 aprile 2026, 09:28

Varallo celebra il 25 Aprile: «Il contrario del fascismo è la democrazia»

Varallo celebra il 25 Aprile: «Il contrario del fascismo è la democrazia»

Varallo celebra il 25 Aprile: «Il contrario del fascismo è la democrazia»

Nella città medaglia d’oro per la Valsesia, la Festa della Liberazione diventa anche occasione per guardare all’ottantesimo anniversario del referendum del 2 giugno 1946 e riaffermare il valore della Costituzione.

Il 25 Aprile a Varallo

A Varallo, medaglia d’oro per la Valsesia, il 25 Aprile è stato celebrato come una festa di tutti i cittadini e le cittadine. Una ricorrenza per ricordare la Liberazione, ma anche per ribadire un principio fondamentale: il contrario del fascismo è la democrazia.

Il messaggio emerso dalla giornata richiama il valore della memoria e della partecipazione civile. La Liberazione non viene letta solo come un fatto storico, ma come un’eredità viva, da custodire nel presente attraverso la difesa dei diritti, delle istituzioni democratiche e della Costituzione.

Verso l’ottantesimo anniversario del 2 giugno 1946

Il discorso guarda anche a un’altra data centrale per la storia italiana: il 2 giugno 1946, giorno del referendum istituzionale con cui gli italiani scelsero la Repubblica. Il 2026 segna l’ottantesimo anniversario di quel voto, che vide per la prima volta anche la partecipazione delle donne a una consultazione politica nazionale.

Fu un passaggio decisivo: il rifiuto della monarchia e l’ingresso dell’Italia in una democrazia compiuta. Una ricorrenza che, viene sottolineato, dovrà essere celebrata con la giusta attenzione, proprio per il valore che continua ad avere nella vita democratica del Paese.

Diritti da custodire

Il richiamo più forte è alla fragilità dei diritti. Nessuna conquista, si sottolinea, è garantita per sempre. Per questo il diritto di voto, la parità, la libertà di manifestare e il rifiuto di ogni autoritarismo devono essere difesi con consapevolezza.

Il riferimento è anche al presente internazionale, segnato da tensioni e da movimenti di protesta contro politiche autoritarie. In questo contesto, la memoria del 25 Aprile diventa uno strumento per leggere l’attualità e per riaffermare il valore della partecipazione democratica.

L’eredità dei partigiani e dei costituenti

Partigiani e costituenti hanno lasciato un insegnamento ancora attuale: discutere tra posizioni diverse, ripudiare la guerra, respingere le discriminazioni di sesso e di razza. Sono principi che stanno alla base della convivenza democratica e che trovano nella Costituzione il loro riferimento più alto.

Da Varallo arriva dunque un messaggio netto: non tornare indietro di ottant’anni, ma custodire ciò che è stato conquistato con il sacrificio e con la partecipazione.

«Viva la democrazia, viva la Costituzione»

La riflessione si chiude con un’affermazione chiara: il referendum, ottant’anni fa, è già stato vinto. Una vittoria della democrazia, della Repubblica e della partecipazione popolare.

Il 25 Aprile resta così non solo una giornata di memoria, ma anche un impegno civile: difendere la libertà, la democrazia e la Costituzione.

Redazione J.B.

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