La Regione Piemonte ha illustrato il programma funzionale del futuro presidio. Il nuovo ospedale sarà un DEA di I livello con 245 posti letto ordinari e 35 in day hospital. A maggio è previsto l’avvio della Conferenza dei servizi per il “Cubolotto”.
Presentato il progetto del nuovo Sant’Andrea
È stato presentato lunedì 27 aprile il masterplan del nuovo Ospedale Sant’Andrea di Vercelli, intervento definito strategico per il territorio e pensato per rinnovare l’offerta sanitaria mantenendo un legame con la storia e l’identità dell’ospedale cittadino.
All’incontro sono intervenuti il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, l’architetto Lorenzo Boati di ATI Project e l’ingegner Paolo Pepe, consulente di ASL Vercelli.
A maggio la Conferenza dei servizi per il “Cubolotto”
Parallelamente al masterplan del nuovo ospedale, prosegue l’iter per la realizzazione del Blocco di emergenza-urgenza, conosciuto come “Cubolotto”. Per questa parte dell’intervento è previsto a maggio l’avvio della Conferenza dei servizi.
Il “Cubolotto” sarà destinato a ospitare Pronto Soccorso, Terapia Intensiva, Sale Operatorie, Centrale di Sterilizzazione e strutture tecniche su cinque livelli. La struttura sarà integrata con il nuovo ospedale.
Secondo quanto dichiarato da Cirio e Riboldi, l’obiettivo è far partire i lavori nell’estate del 2027 e completare l’opera entro la fine del 2029.
Un ospedale progettato intorno alle persone
Il nuovo Sant’Andrea sarà un DEA di I livello, con 245 posti letto ordinari e 35 posti in day hospital. Il progetto segue un approccio definito patient centric, cioè costruito attorno alle esigenze di pazienti, familiari e operatori sanitari.
Tra gli elementi centrali del masterplan ci sono spazi più chiari e leggibili, percorsi semplici, riduzione dei tempi di attesa e maggiore prossimità tra le funzioni cliniche. Diagnostica, interventi, degenza e riabilitazione saranno organizzati in stretta connessione, con l’obiettivo di migliorare il comfort e ridurre gli spostamenti non necessari.
Degenza e materno-infantile al centro della struttura
Il progetto prevede che al centro dell’edificio trovino posto le aree di degenza e il materno-infantile, considerate sia luoghi funzionali sia simbolici della centralità del paziente.
Attorno a questo nucleo saranno organizzate le aree ad alta intensità, tra cui emergenza-urgenza, diagnostica e attività interventistiche, con una separazione chiara dei flussi. Anche la logistica avrà un ruolo importante, attraverso percorsi dedicati e sistemi automatizzati.
Meno corridoi, più efficienza nei percorsi
Il nuovo ospedale reinterpreta in chiave contemporanea il modello del monoblocco, puntando sulla concentrazione delle funzioni e su una gestione più razionale degli spazi.
La superficie complessiva passerà da circa 60mila a 45mila metri quadrati. La riduzione riguarderà soprattutto collegamenti e corridoi, a vantaggio delle superfici sanitarie e dell’efficienza dei percorsi interni.
Regione e ASL: «Opera strategica per il territorio»
Per il presidente Cirio e l’assessore Riboldi, la presentazione del masterplan rappresenta un passaggio decisivo per il futuro della sanità piemontese. Il progetto, hanno sottolineato, punta a migliorare qualità delle cure, organizzazione dei servizi e sicurezza dei percorsi assistenziali, all’interno del più ampio piano regionale di edilizia sanitaria da quasi 5 miliardi di euro.
Il direttore generale dell’ASL Vercelli, Marco Ricci, ha evidenziato come il nuovo Sant’Andrea sia pensato per mettere al centro la persona, migliorando qualità della cura, sicurezza ed efficienza, in continuità con la storia e il ruolo pubblico che l’ospedale ha per la città e per il territorio.





