EVENTI - 28 aprile 2026, 10:13

Inner Wheel Valsesia, a Zuccaro un percorso sensoriale tra rose, zafferano e vino

Inner Wheel Valsesia, a Zuccaro un percorso sensoriale tra rose, zafferano e vino

Inner Wheel Valsesia, a Zuccaro un percorso sensoriale tra rose, zafferano e vino

Al Circolo “La Volpe” una serata guidata con Enrico Covolo e Silvia Barbaglia, tra coltivazioni particolari, viticoltura indipendente e un menu dedicato ai sapori del territorio.

Una serata sensoriale al Circolo “La Volpe”

L’Inner Wheel Club di Valsesia, presieduto da Bruna Scigliano Camaschella, ha proposto venerdì 24 aprile a Zuccaro, presso il Circolo “La Volpe”, un raffinato percorso sensoriale guidato dedicato a rose, zafferano e vino.

L’iniziativa ha unito racconto, degustazione e valorizzazione delle produzioni locali, accompagnando i partecipanti in un viaggio tra profumi, sapori e storie legate al territorio.

Le passioni agricole di Enrico Covolo

Tra i protagonisti della serata c’era Enrico Covolo, ingegnere informatico che a Coggiola coltiva zafferano, antiche varietà di melo, agrumi resistenti alle basse temperature e rose. Nel corso dell’incontro ha raccontato la nascita della sua passione per lo zafferano, iniziata molti anni fa con l’acquisto di dieci bulbi durante il periodo universitario a Torino.

Da quella prima esperienza la coltivazione si è sviluppata, attirando anche l’interesse della pasticceria di Coggiola, che ha creato prodotti come il gelato allo zafferano e raffinate praline.

Covolo ha poi raccontato il suo legame con le rose, iniziato nel 2018. Oggi coltiva 400 piante appartenenti a 110 varietà. Sabato 30 maggio, in Biblioteca a Varallo, saranno esposte circa cento varietà di rose, accompagnate da un racconto storico, artistico e gastronomico.

Agrumi, violette e la “stanza delle rose”

Negli ultimi anni Covolo ha avviato anche la coltivazione di agrumi particolari, capaci di resistere a temperature comprese tra meno otto e meno quindici gradi, impiantando a Coggiola due agrumeti con varietà selezionate. Sta inoltre sperimentando la coltivazione delle violette da profumo, richiamando la tradizione delle violette candite di Parma.

Durante la serata è emerso anche un elemento curioso della sua storia personale: Covolo vive nell’ex Hotel Royal di Coggiola, edificio legato allo sviluppo industriale e tessile del paese, oggi restaurato e adibito ad abitazione. Al terzo piano, sotto un leggero strato di intonaco, è riaffiorata la cosiddetta “stanza delle rose”, con novantanove rose dipinte. Qui è stata collocata la sua biblioteca agricola personale, composta da circa 150 volumi dedicati alle rose, allo zafferano, al castagno e alle antiche varietà di meli.

Silvia Barbaglia e la viticoltura indipendente

La seconda protagonista della serata è stata Silvia Barbaglia, titolare dell’omonima azienda vitivinicola con sede a Cavallirio e iscritta alla FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. L’associazione riunisce produttori che seguono l’intera filiera, dalla coltivazione della vigna all’imbottigliamento e alla vendita del vino con la propria etichetta.

L’azienda Barbaglia si trova nella zona vulcanica prealpina ai piedi del Monte Rosa e lavora 7,5 ettari di vigneto di proprietà. È condotta da Sergio Barbaglia, enologo, e dalla figlia Silvia. Durante l’incontro è stato sottolineato il valore del terroir, cioè l’interazione tra suolo, clima, altitudine, vitigno e intervento umano.

Oltre al Boca Doc, l’azienda produce vini ottenuti da vinificazioni in purezza di Uva Rara, Croatina, Vespolina, Nebbiolo ed Erbaluce, unico vitigno bianco autoctono citato nel documento.

I vini in degustazione

La degustazione ha proposto anzitutto il Valdobbiadene Docg “Vitale” 2024, ottenuto da Glera al 95% e da Bianchetta e Perera per il restante 5%, abbinato a un formaggio a latte crudo prodotto in azienda.

Nel corso della serata sono poi stati serviti diversi vini dell’azienda Barbaglia: Colline Novaresi Doc Bianco “Luce del buonumore”, Colline Novaresi Doc Vespolina “Ledi”, “Cascina del Buonumore” 2023 e Boca Doc 2000. La “Cascina del Buonumore”, secondo quanto raccontato, nasce dal recupero di una cascina diroccata in un bosco vicino al Santuario di Boca, nella caldera del Supervulcano della Valsesia, dove è stato reimpiantato il vigneto.

Il menu firmato da Sabrina Corona

Il percorso gastronomico, curato dalla chef Sabrina Corona, ha accompagnato la degustazione con piatti pensati per esaltare le produzioni del territorio.

Il menu comprendeva sfoglia di asparagi con zafferano, focaccia alle rose con lardo, ravioli d’anatra e foie gras con burro d’alpe all’arancia candita, Paletta di Coggiola con il suo fondo su purè di patate allo zafferano, tometta di Rimella con gelatina alle rose e Tarte tatin di mele antiche al profumo di arancia.

Un incontro tra competenza e gusto

La serata si è conclusa con la soddisfazione dei partecipanti e con i ringraziamenti alle ristoratrici Francesca e Sabrina, a Enrico Covolo e a Silvia Barbaglia, per la competenza e il garbo con cui hanno raccontato e fatto degustare produzioni particolari.

L’appuntamento dell’Inner Wheel Valsesia ha così trasformato la degustazione in un’occasione di conoscenza, mettendo in dialogo agricoltura, vino, cucina, memoria e ricerca sui sapori del territorio.

c.s. Piera Mazzone - J.B.

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