EVENTI - 01 maggio 2026, 10:12

Serravalle, incontro con il facilitatore digitale Guido Varesano sull’Intelligenza Artificiale

Serravalle, incontro con il facilitatore digitale Guido Varesano sull’Intelligenza Artificiale

Serravalle, incontro con il facilitatore digitale Guido Varesano sull’Intelligenza Artificiale

Al Centro Sociale una serata divulgativa promossa dal Consorzio C.A.S.A. nell’ambito della rete nazionale di Facilitazione Digitale. L’appuntamento, rivolto a tutti i cittadini e in particolare agli over 65, ha affrontato opportunità, limiti e rischi dell’IA.

Una serata per capire l’Intelligenza Artificiale

Martedì 28 aprile, a Serravalle Sesia, il Consorzio C.A.S.A., nell’ambito della rete nazionale di Facilitazione Digitale, ha proposto un incontro divulgativo dedicato all’Intelligenza Artificiale. L’appuntamento si è svolto nella sala conferenze del Centro Sociale, in collaborazione con il Comune.

Relatore della serata è stato Guido Varesano, facilitatore digitale incaricato di assistere i cittadini nell’accesso e nell’utilizzo dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione e nella gestione delle pratiche online. L’incontro era rivolto a tutti, con particolare attenzione agli over 65.

Una premessa etica sull’uso dell’IA

Varesano ha aperto il suo intervento con una premessa etica, ricordando alcuni aspetti spesso poco discussi. Tra questi, il modello freemium di molte IA di uso comune, cioè servizi con una versione base gratuita e funzioni avanzate a pagamento.

Il relatore ha inoltre sottolineato che l’Intelligenza Artificiale non impara davvero “da sola”, ma necessita di guida umana. In questo processo rientra anche il lavoro degli AI trainer, professionisti che valutano e correggono le risposte dei chatbot, migliorando la precisione dei modelli.

Tra i temi affrontati anche il forte consumo di energia elettrica e acqua necessario per il funzionamento e il raffreddamento dei data center.

“Non è una macchina che pensa”

Nel corso dell’incontro Varesano ha spiegato che l’IA è capace di apprendere, correggere errori, riconoscere modelli e svolgere compiti in autonomia, ma ha invitato a non confondere queste capacità con il pensiero umano.

«Non è una macchina che pensa, ma impara a eseguire un compito, arriva a simulare dei pensieri», è stato uno dei passaggi centrali della serata.

Per introdurre il tema, il relatore ha citato anche alcune opere cinematografiche che hanno anticipato aspetti dell’immaginario sull’IA: “Blade Runner” di Ridley Scott, “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick e “Io e Caterina” di Alberto Sordi.

Da Turing ad Asimov, fino a Federico Faggin

La serata ha richiamato anche figure fondamentali nella riflessione sull’intelligenza delle macchine. Varesano ha ricordato Alan Turing, che nel 1950 ideò il celebre test per valutare se una macchina potesse esibire un comportamento intelligente indistinguibile da quello umano.

Sono state citate anche le tre leggi della robotica di Isaac Asimov, introdotte nel 1942 come principi etici per il comportamento dei robot intelligenti. In chiusura di questa parte, spazio a Federico Faggin, progettista del primo microprocessore Intel 4004, ricordato per le sue riflessioni sulla responsabilità umana e sulla coscienza.

Il messaggio sottolineato dal relatore è stato chiaro: dietro la tecnologia ci sono sempre l’uomo, la sua esperienza, la sua coscienza e la sua responsabilità.

Prove pratiche con ChatGPT, Gemini e DeepSeek

Nella seconda parte della serata sono state utilizzate alcune piattaforme di Intelligenza Artificiale, tra cui ChatGPT, Gemini e DeepSeek. I partecipanti hanno confrontato le risposte generate dalle diverse interfacce a partire dalle stesse domande.

Sono state create anche immagini partendo da foto dei presenti, ricollocati in contesti come caverne preistoriche e il Senato dell’antica Roma. Inoltre, sono state analizzate le differenze tra una ricerca su Google e le risposte prodotte dall’IA, oltre alla traduzione di un PDF tecnico in inglese con l’aiuto degli strumenti digitali.

L’invito: controllare sempre le risposte

Uno degli avvertimenti principali ha riguardato la necessità di verificare sempre le risposte generate dall’IA. Varesano ha messo in guardia dalla cosiddetta “fantasia dell’IA”: quando non dispone di dati adeguati, può inventare contenuti pur di fornire una risposta.

Il relatore ha quindi invitato a non fidarsi ciecamente e a ricordare che l’IA non sostituisce medici, esperti o professionisti.

Il ruolo del facilitatore digitale

Durante l’incontro si è parlato anche dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro. Alla preoccupazione sulla possibile perdita di occupazione, Varesano ha risposto ricordando che nasceranno anche nuove figure professionali, come quella del facilitatore digitale.

Questa figura supporta gratuitamente i cittadini nell’acquisizione di competenze informatiche e nell’uso dei servizi digitali pubblici e privati, come SPID, CIE, App IO e fascicolo sanitario.

Il Punto Digitale Facile

La serata si inserisce nel percorso promosso dal Consorzio C.A.S.A. attraverso il Punto Digitale Facile, che offre assistenza e formazione gratuita per l’utilizzo dei servizi e delle tecnologie digitali.

Le sedi di Gattinara e Carpignano sono aperte dal lunedì al venerdì, in orari di accesso al pubblico. L’obiettivo è aiutare i cittadini ad affrontare strumenti come internet, password, identità digitale, PEC, cloud, mail, SPID, web, app e login non più come minacce, ma come opportunità da utilizzare con maggiore consapevolezza. 

c.s. Piera Mazzone - J.B.

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