Il 1° maggio le vetture sono partite da Pray Biellese verso Sordevolo, lungo un percorso di circa sessanta chilometri tra le Prealpi Biellesi. Tappa anche all’Ecomuseo del Ferro di Netro, con approfondimento sulla storia delle Officine Rubino.
Il raduno da Pray a Sordevolo
Il 1° maggio si è svolto il 12° Raduno di Primavera “Valsessera Jolly Club Classic”, organizzato dal presidente Pieraldo Giacobino e dal suo staff, con il sostegno di numerosi sponsor.
Le quasi cento vetture iscritte si sono radunate al Summer Cafè di Pray Biellese, nell’ampio parcheggio del centro commerciale, prima di partire in direzione Sordevolo. Il percorso, di circa sessanta chilometri, si è sviluppato tra le Prealpi Biellesi, su strade tortuose e poco consuete, richiamando le atmosfere di alcuni tra i più noti rally storici.
Auto storiche e livree iconiche
Il raduno ha rappresentato un momento di incontro e divertimento per possessori e appassionati di auto storiche.
Tra i mezzi presenti, una nutrita pattuglia di Porsche, diverse Lancia Delta Integrale, anche con i colori Martini, alcune Lancia Fulvia, una Mitsubishi Lancer, una MG e un camion OM Cerbiatto.
A guidare gli equipaggi lungo l’itinerario è stato un roadbook strutturato con attenzione, che indicava il percorso, i punti più delicati e quelli in cui sarebbe stato più facile sbagliare strada.
La tappa all’Ecomuseo del Ferro di Netro
Uno dei momenti più significativi della giornata è stata la sosta all’Ecomuseo del Ferro di Netro, in Valle Elvo, aperto per l’occasione grazie a Ugo Garzena, già direttore dello stabilimento Bono e responsabile del Centro di Documentazione sulla lavorazione del ferro.
Il numeroso gruppo di piloti e simpatizzanti ha potuto partecipare a una visita guidata con Federica Saccarella e lo stesso Garzena, alla scoperta del complesso industriale delle antiche Officine Rubino, dove sono conservati documenti, fotografie, oggetti e macchine utensili legati alla storia dell’industria meccanica locale.
La storia delle Officine Rubino
Il documento ricorda come a Netro il legame con l’industria del ferro abbia radici antiche, dai Celti Salassi alle officine settecentesche dei Serramoglia, fino allo sviluppo ottocentesco e novecentesco delle attività della famiglia Rubino.
Nel 1906 Ernesto Rubino riuscì a fondare la Società Anonima “Officine di Netro”, con produzione rivolta a utensili per agricoltura, edilizia e falegnameria, ma anche ad articoli bellici, parti per automobili e motoveicoli. Le officine arrivarono a occupare un’area di 30mila metri quadrati e, nei periodi di maggiore attività, fino a duemila operai.
La scoperta dell’auto Rubino
Particolarmente interessante anche il richiamo alla produzione automobilistica Rubino. Dopo la Grande Guerra, Ernesto Rubino decise di dedicarsi alla realizzazione di automobili, affidandosi come tecnico progettista all’ingegner Fiorentino Lamberti della SPA di Torino.
L’obiettivo era creare un modello solido, capace di raggiungere i 70 chilometri orari in pianura e adatto anche ai percorsi di montagna. Furono però prodotti pochissimi esemplari. Nel 1923 l’attività venne rilevata da un gruppo finanziario torinese, dando poi origine nel 1924 alla TAU di Torino sotto la guida di Pietro Scaglioni.
Pranzo, premiazioni e lotteria
Dopo la visita, la giornata è proseguita con il pranzo al ristorante “Al Pratovalle” di Sordevolo.
A seguire, Pieraldo Giacobino e il vicepresidente Nicolò Ciancia hanno premiato alcune vetture presenti, scelte per originalità o per la fedeltà dimostrata dai piloti nelle varie edizioni del raduno. La giornata si è conclusa anche con l’estrazione dei premi di una lotteria.
















