Nel giorno della Festa della Mamma, accanto a fiori, regali e messaggi di affetto, torna al centro il tema delle difficoltà che molte donne affrontano quotidianamente. Caro-vita, precarietà lavorativa, carenza di asili nido, liste d’attesa sanitarie e costi legati alla crescita dei figli continuano a pesare sulle famiglie e, in particolare, sulle madri.
Il quadro è confermato dai dati sulla natalità. Secondo le stime provvisorie Istat, nel 2025 in Italia le nascite sono scese a circa 355mila, con una diminuzione del 3,9% rispetto al 2024. Già nel 2024 i nati residenti erano stati 369.944, in calo del 2,6% sull’anno precedente, mentre il tasso di natalità era sceso a 6,3 nati per mille residenti, contro il 9,7 del 2008.
Numeri che raccontano un problema non solo demografico, ma anche sociale. Molte donne rinviano o rinunciano alla maternità per mancanza di stabilità economica, servizi adeguati e condizioni lavorative compatibili con la vita familiare.
A pesare è anche la situazione occupazionale. Secondo il rapporto Le Equilibriste 2026 di Save the Children, in Italia lavora solo il 58,2% delle madri con figli in età prescolare. Il divario territoriale resta marcato: tra le donne tra i 25 e i 54 anni con almeno un figlio minore, l’occupazione raggiunge il 73,1% al Nord e il 71% al Centro, ma scende al 45,7% nel Sud e nelle Isole.
Alla luce di questo scenario, Codacons richiama la necessità di interventi concreti: più posti negli asili nido, sostegni economici alle famiglie, maggiori tutele per le lavoratrici madri, controlli sui rincari dei beni essenziali, tempi più rapidi per visite ed esami sanitari e misure efficaci contro le dimissioni forzate o indotte dopo la maternità. Anche la società civile può fare la propria parte, trasformando questa ricorrenza in un’occasione di solidarietà concreta: aiutando una madre anziana, sostenendo una famiglia in difficoltà, segnalando disservizi pubblici o denunciando rincari ingiustificati e abusi.
«Nel giorno della Festa della Mamma non basta dire grazie con una frase di circostanza, perché il vero ringraziamento passa da servizi che funzionano, sanità accessibile, lavoro stabile, asili disponibili e tutela economica delle famiglie – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons –. Un Paese che registra sempre meno nascite deve chiedersi se sta davvero aiutando le donne a scegliere liberamente la maternità».
«Una madre non deve essere lasciata sola davanti a una bolletta insostenibile, a una visita sanitaria rinviata, a un posto al nido che manca, a un lavoro che penalizza la maternità o a un figlio da crescere senza adeguati sostegni – conclude Tanasi –. Difendere le madri significa difendere le famiglie e il futuro stesso del Paese».





