Serravalle-Grignasco - 10 maggio 2026, 10:15

Grignasco saluta l’artista Maria Teresa Pascarelli

Grignasco saluta l’artista Maria Teresa Pascarelli

Grignasco saluta l’artista Maria Teresa Pascarelli

L’ultimo saluto in forma privata

Grignasco ha dato l’ultimo saluto a Maria Teresa Pascarelli, artista sensibile e discreta, ricordata da familiari e amici con una cerimonia privata, nel rispetto della sua volontà. Sulla bara chiara è stato posto un cofano di fiori colorato, composto con fiori dei giardini di maggio, quasi a richiamare la tavolozza della pittrice.

Ad accompagnare il commiato, le parole della famiglia: «Corri oltre l’infinito del cielo, la tua luce sarà la nostra guida. Con Amore, la tua Famiglia».

Le parole della famiglia

Durante la cerimonia, le persone che l’avevano conosciuta, amata e apprezzata si sono raccolte per ascoltare i ricordi di Federica, Piera, Katia, della figlia Michela e delle nipoti Giorgia e Gaia. Il marito Pino l’ha salutata con i versi di Eugenio Montale: «Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale / e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino».

Prima della partenza del feretro, Federica Perazzi ha letto il testo “La morte non è niente”, attribuito a Sant’Agostino, che descrive la separazione come un passaggio nella “stanza accanto”, mantenendo intatto il legame d’amore.

Il ricordo delle nipoti

Particolarmente intenso il ricordo delle nipoti Giorgia e Gaia, che hanno descritto Maria Teresa non solo come una nonna, ma come una seconda mamma, una presenza costante e un punto di riferimento. Nei loro ricordi sono tornati i momenti quotidiani: il salotto, il tavolino apparecchiato, “La signora in giallo” in sottofondo, le tagliatelle panna e pancetta, i piccoli vizi concessi con amore e la creatività trasmessa attraverso il disegno e la pittura.

Le nipoti hanno ricordato anche l’ultimo periodo, vissuto accanto a lei con gratitudine e affetto, restituendole l’amore ricevuto per tutta la vita.

Una vita dedicata all’arte

Maria Teresa Pascarelli viene ricordata come un’artista di grande sensibilità, discrezione e modestia. Nel corso della sua vita aveva seguito corsi di disegno dal vero e incisione su zinco, diplomandosi in Pittura e Decorazione.

Non era una semplice hobbista, ma una pittrice che aveva costruito negli anni un percorso personale e riconoscibile, partecipando a numerose mostre collettive a Grignasco, Ghemme, Guardabosone, Trivero, Valduggia, Castellamonte, Novara e Ivrea, ottenendo apprezzamenti di pubblico e critica.

Le mostre a Varallo

Tra i momenti significativi del suo percorso artistico ci furono anche due mostre personali allestite in Biblioteca a Varallo. Nel 2012 espose “I nostri luoghi”, una serie di oli, acquerelli e pastelli ispirati ai paesaggi del territorio, dalle risaie alle montagne.

Nel 2015 fu la volta di “Momenti”, titolo scelto per raccontare i tempi diversi della vita, il trascorrere dei giorni e delle stagioni, e le emozioni che essi portano con sé.

I paesaggi del cuore

Nei lavori di Maria Teresa Pascarelli trovavano spazio la Valle d’Aosta, dove era nata, le colline di Grignasco, gli alpeggi della Valsesia, il fiume Sesia, le risaie e le terre d’acqua. Erano paesaggi reali, ma anche luoghi interiori, legati alla memoria, agli affetti e all’identità.

Negli anni aveva frequentato le lezioni del maestro Renzo Roncarolo, conosciuto come Pimpi, al Belle Arti di Vercelli, raccogliendo lungo i suoi spostamenti immagini e suggestioni poi trasformate in pittura.

Il colore come memoria

Nelle ultime mostre, il colore era diventato sempre più centrale nella sua ricerca. La mostra “Visioni”, allestita nel 2016 nella Gèsa Vegia, Santa Maria delle Grazie, segnò un progressivo alleggerimento dalla realtà, interiorizzata e trasformata attraverso la memoria.

Riaffioravano nei suoi quadri immagini intime e simboliche: sposi del 1900, un cappotto rosso, l’abito da sposa della figlia, l’amica pittrice Ada Negri con un mazzo di fiori stretto al petto.

Il lascito di Maria Teresa Pascarelli

Nel ricordo firmato da Piera, Maria Teresa viene salutata come un’amica e un’artista capace di affidare alla pittura la parte più luminosa di sé. La sua arte, fatta di memoria, gentilezza e attenzione ai luoghi dell’anima, resta come testimonianza di una vita vissuta con discrezione e profondità.

Il commiato si chiude idealmente con l’immagine di un viaggio leggero verso la luce, dove le radici, gli affetti e l’arte continuano a tenere insieme chi l’ha amata e conosciuta.

c.s. Piera Mazzone - J.B.

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