La nascita dell’associazione
L’Associazione Culturale Mano d’Opera celebra i suoi primi 25 anni di attività. La realtà nacque il 7 maggio 2001 a Gattinara, grazie all’iniziativa dei fondatori Carlo, Marisa, Jean, Clara e Graziano.
Nel corso degli anni l’associazione è cresciuta attraverso il contributo di molte persone: Francesca ne ha accompagnato lo sviluppo, Daniele, Luigi e Titti ne hanno seguito il cammino, mentre oggi Betty, Anna e Micol continuano ad accudirne il presente.
Progetti e collaborazioni
In un quarto di secolo, Mano d’Opera ha ideato e realizzato numerosi progetti, molti dei quali finanziati dalla Regione Piemonte. Diverse anche le collaborazioni con enti e associazioni del territorio, tra cui Imago Veritatis, Jerusalem Varallo, Ars Teatrando, I Cabarettanti, Passio, A.N.I.M.A. e Letteraltura.
Il percorso dell’associazione si è sviluppato attorno al teatro, alla creatività, alla formazione e alla valorizzazione della memoria locale, con iniziative capaci di coinvolgere bambini, ragazzi e adulti.
Gli spettacoli in Biblioteca
Tra le esperienze ricordate figura lo spettacolo di suoni e musica “I sentieri del Sale”, rappresentato nei primi anni Duemila nel Cortile delle Carrozze della Biblioteca, in occasione di Fest’inValle.
Nel 2017, sempre nel Cortile delle Carrozze, l’associazione propose uno spettacolo scritto e interpretato da Francesca Pastorino e Graziano Giacometti, inserito nel progetto “I Busti raccontano – Storie che hanno fatto la Storia”. L’idea era far “animare” i busti, riportando nella memoria collettiva della città figure ed esempi positivi.
Il ricordo di Carlo Gaudenzio Vietti
Lo spettacolo del 2017 si intitolava “Varallo: perché il paradiso sarà riso di bimbi. Carlo Gaudenzio Vietti” e metteva in scena le vite parallele di Carlo Gaudenzio Vietti e della ricamatrice Paola Chiarena Banali.
Due esistenze che non si incontrarono mai, ma i cui nomi, come ricorda il testo, si sono intrecciati «in quel luogo senza tempo che è la memoria».
Il ringraziamento di Graziano Giacometti
A nome dell’associazione, il socio fondatore e uomo di teatro Graziano Giacometti ringrazia tutti i bambini e i “ragazzi” di ogni età che hanno giocato al teatro con Mano d’Opera, insieme a chi in questi 25 anni ha permesso all’associazione di vivere e migliorare.
«Ogni corso è stato un seme prezioso, fra lezioni in aula e polvere di scena, ogni spettacolo una vita intera», sottolinea Giacometti, ricordando venticinque anni di volti, esperienze, battute mandate a memoria, applausi, fatiche e presenze che hanno intrecciato la storia dell’associazione.
Un viaggio che guarda al futuro
Il traguardo dei 25 anni non viene vissuto come un punto d’arrivo, ma come una tappa di un percorso ancora aperto. Mano d’Opera guarda avanti con il desiderio di continuare il proprio viaggio, forte dell’esperienza maturata e delle relazioni costruite.
L’augurio espresso dall’associazione è che questo cammino possa proseguire anche domani, con la stessa energia che ha accompagnato il primo quarto di secolo.





