Gattinara - 26 maggio 2026, 10:23

Il Museo dell’Emigrante di Roasio porta in viaggio le storie del paese con la valigia

Il Museo dell’Emigrante di Roasio porta in viaggio le storie del paese con la valigia

Il Museo dell’Emigrante di Roasio porta in viaggio le storie del paese con la valigia

Una mostra itinerante per il 25° anniversario

Ci sono storie che nascono in un paese e poi attraversano oceani, confini e generazioni. A Roasio, queste storie sono custodite da 25 anni nel Museo dell’Emigrante, nato per conservare la memoria di chi partì con una valigia e costruì altrove una parte della propria vita.

Venerdì 22 maggio, alla presenza degli sponsor e dell’Amministrazione comunale, è stata presentata la mostra itinerante “Roasio, il Paese con la valigia”, progetto promosso proprio in occasione del 25° anniversario dell’apertura del Museo.

L’obiettivo è portare sul territorio le vicende dell’emigrazione roasiana, rendendole accessibili a un pubblico più ampio e trasformando la mostra in un vero strumento di divulgazione e promozione culturale.

Il sogno dei fondatori continua

Dall’Associazione spiegano che l’idea è nata chiedendosi quale fosse il modo migliore per celebrare questo traguardo. La risposta è arrivata guardando allo spirito originario del Museo: far crescere nel tempo la conoscenza delle storie degli emigranti roasiani, evitando che andassero perdute.

La mostra diventa così una sorta di “biglietto da visita” del Museo dell’Emigrante: un percorso capace di raccontare il territorio, ma anche di invitare il pubblico a visitare la sede museale per approfondire le vicende umane, sociali e storiche legate all’emigrazione.

Tredici pannelli per raccontare cinque generazioni

“Roasio, il Paese con la valigia” è composta da 13 pannelli autoportanti avvolgibili, pensati per essere facilmente trasportati e adattati a spazi espositivi diversi.

Il percorso affronta i temi centrali della storia migratoria locale: le cause dell’emigrazione, i viaggi verso Europa, Americhe e Africa, il ruolo delle donne, le testimonianze epistolari, la nascita del Museo e l’attività dell’Associazione.

La struttura modulare permette di allestire l’intera mostra oppure soltanto una selezione dei pannelli, rendendola adatta anche a spazi più piccoli. La locandina riassume il cuore del progetto con il titolo “Roasio, il Paese con la valigia” e il sottotitolo “Storie e immagini di cinque generazioni di emigranti”, accompagnato da immagini storiche, mappe, timbri di viaggio e simboli legati alla partenza.

Una comunità dietro al progetto

Durante la presentazione sono stati rivolti numerosi ringraziamenti a chi ha sostenuto la realizzazione della mostra. Il primo è andato all’Amministrazione comunale di Roasio, per il contributo e il sostegno concreto all’iniziativa.

L’Associazione ha ringraziato anche il Gruppo Alpini di Roasio e Villa del Bosco, la Pro Loco e la Polisportiva di Roasio, insieme alle aziende agricole che hanno aderito al progetto: Azienda Agricola La Ronda, Azienda Agricola Il Monolo, Azienda Agricola Andrea Sberse, Azienda Agricola Teracrea, Azienda Agricola Matteo Scalone e Azienda Agricola La Quercia.

Un ringraziamento è stato inoltre rivolto al professor Giuseppe Castellano del Liceo Artistico “Felice Casorati” di Novara, che insieme ai suoi studenti ha realizzato le immagini di due pannelli.

Prima tappa a Gattinara

La prima uscita ufficiale della mostra sarà a Gattinara, a Villa Paolotti, nelle giornate del 30 e 31 maggio in occasione di “Rosa e Rosso di Maggio”. L’apertura al pubblico è prevista sabato dalle 15 e domenica dalle 10.30.

L’esposizione rimarrà poi visitabile fino al 7 giugno durante gli orari di apertura dell’Enoteca.

L’Associazione invita enti, musei, amministrazioni comunali e spazi culturali interessati a ospitare la mostra a contattare il Museo dell’Emigrante di Roasio per informazioni e per concordare eventuali future esposizioni.

Come ricordato durante la presentazione, questa mostra non è il lavoro di una sola associazione, ma il risultato di una comunità che ha scelto di custodire, sostenere e condividere la propria memoria.

Redazione J.B.

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