Quarona-Cellio-Valduggia - 28 maggio 2026, 10:40

Fiera di Doccio 2026, premiati a Quarona gli studenti del concorso “Un disegno per la fiera”

Fiera di Doccio 2026, premiati a Quarona gli studenti del concorso “Un disegno per la fiera”

Fiera di Doccio 2026, premiati a Quarona gli studenti del concorso “Un disegno per la fiera”

Le tradizioni raccontate dai ragazzi

La Fiera di Doccio 2026 passa anche dallo sguardo e dalla creatività dei più giovani. Martedì 26 maggio, alle Scuole Medie di Quarona, si è svolta la premiazione del concorso “Un disegno per la fiera”, iniziativa che ha coinvolto i ragazzi delle classi terze dell’Istituto Comprensivo di Quarona.

A partecipare alla premiazione è stato Francesco Pietrasanta, presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia, che ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa e l’impegno degli studenti nel conoscere e custodire le tradizioni del territorio.

I premi assegnati

Nel concorso, il primo posto è stato assegnato al disegno numero 27. Il secondo classificato è indicato nel testo ricevuto senza numero completo, mentre il terzo posto è andato al numero 29.

Il premio alla creatività è stato attribuito al numero 22. Sono state inoltre assegnate due menzioni speciali ai disegni numero 29 e numero 1.

Il grazie agli organizzatori e alla scuola

Pietrasanta ha rivolto un ringraziamento al Comitato organizzatore della Fiera di Doccio, in particolare al presidente Marco Degrandi, a tutti coloro che hanno offerto i premi in prodotti locali e a Soroptimist Valsesia.

Il ringraziamento più sentito è andato però ai ragazzi e alle ragazze dell’Istituto Comprensivo di Quarona e ai loro insegnanti, protagonisti di un percorso che unisce scuola, creatività e memoria locale.

Una fiera che guarda alle nuove generazioni

Il concorso conferma come le tradizioni possano continuare a vivere anche attraverso il coinvolgimento dei giovani. Disegnare la fiera significa osservarla, capirla e sentirla parte della propria comunità.

In questo senso, la Fiera di Doccio non è soltanto un appuntamento del calendario locale, ma un patrimonio condiviso che passa di generazione in generazione, anche grazie al lavoro della scuola e delle realtà associative del territorio.

Redazione J.B.

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