ATTUALITÀ - 04 giugno 2026, 17:00

Lorenzo, adottato a 38 anni: “Prima erano Fabia e Piero, ora sono mamma e papà”

Il tribunale di Torino ha deciso di chiudere un occhio per permettere a tre adulti torresi di diventare una famiglia a tutti gli effetti.

Lorenzo, adottato a 38 anni: “Prima erano Fabia e Piero, ora sono mamma e papà”

Lorenzo, adottato a 38 anni: “Prima erano Fabia e Piero, ora sono mamma e papà”

Si sta abituando a chiamarli mamma e papà, anche se la differenza d’età tra di loro è così poca che potrebbero essere tre fratelli. Il tribunale di Torino ha ammesso un’eccezione per un fenomeno peraltro raro in Italia e ha permesso a due torresi di adottare Lorenzo, trentottenne che molti conoscono per le sue performance teatrali a Sghembo, per le gite di montagnaterapia e per la sua fede juventina.

I neo genitori sono Fabia Cardillo, 48 anni, e Piero Miggiani, 53 anni. Fidanzati dal 1997, alle spalle hanno vent’anni di matrimonio.

Hanno conosciuto quello che dal 12 maggio è ufficialmente loro figlio, nel 2016 al suo arrivo da Porte a Tabit, casa appartamento per giovani adulti con disabilità di Bibiana. Lorenzo infatti è un uomo con sindrome Down.

“Per la legge è possibile adottare un adulto solo se la differenza d’età tra gli aspiranti genitori e l’aspirante figlio è di almeno di 18 anni. Non è il nostro caso, tra me e Lorenzo ci sono 14 anni di differenza e con Fabia ancora meno” spiega Miggiani.

Nonostante i limiti imposti dalla legge, per loro diventare una famiglia a tutti gli effetti era la cosa più naturale da fare: “Non ti saprei dire quando ne abbiamo parlato per la prima volta, è un’idea che si è evoluta nel tempo – rivela Cardillo –. Forse è stato proprio Lorenzo il primo a esprimere il desiderio di diventare a tutti gli effetti nostro figlio, ma è stato lo sbocco naturale del rapporto che si era creato tra di noi”.

Lei era un’educatrice de La Tarta Volante, cooperativa che gestisce Tabit, quando Lorenzo fece il suo ingresso in struttura, perché i suoi genitori erano troppo anziani per continuare a prendersene cura: “Quando l’ho vista ho capito che era una persona brava” ricorda.

Sempre nel 2016, Lorenzo cominciò a frequentare anche Miggiani che allenava a Luserna San Giovanni: “Io facevo il portiere e ho sempre tifato Juve”. Lorenzo è diventato così aiuto allenatore e i due si sono occupati negli anni di diverse squadre dell’Asd Infernotto calcio, dell’Asd Bricherasio-Bibiana e della Fcd Torre Pellice. Al loro sodalizio sportivo è stato dedicato in passato un articolo sul trimestrale locale L’Ora del Pellice.

È cresciuto così il loro legame di amicizia, e hanno cominciato a trascorrere assieme il tempo libero oltre a quello lavorativo. “Abbiamo iniziato a passare assieme i fine settimana ma poi lui tornava a Tabit. Siamo passati quindi ad invitarlo in vacanza con noi”, ricorda Cardillo.

La vicenda della pandemia gli ha imposto però di prendere una decisione importante: “Noi eravamo barricati in casa e lui a Tabit. Intanto aveva perso la mamma e abbiamo sentito che era venuto il momento di passare all’affidamento”.

Il percorso per arrivare prima al semplice affidamento e poi all’affidamento residenziale è stato lungo e complesso. Ha coinvolto la cooperativa che gestisce la casa appartamento e l’assistente sociale. Si è concluso per il Natale del 2020 quando Lorenzo ha fatto il suo ingresso a casa di Miggiani e Cardillo: “Il cambiamento grande è stato proprio quello. Da lì ci siamo adattati a vivere tutti e tre assieme nella quotidianità. Ma anche questa volta è stato naturale” affermano.

Pochi anni dopo, nel 2023, è morto il padre di Lorenzo e la coppia ha preso la decisione di adottarlo intraprendendo un altro percorso che ha coinvolto uno psicologo incaricato di valutare la loro idoneità genitoriale. Questo percorso si è chiuso con l’udienza del 30 marzo in tribunale a Torino alla presenza dell’avvocato e dell’amministratore di sostegno che segue da anni Lorenzo. 

Lì, sentiti anche i tre aspiranti famigliari, il giudice ha deciso di fare un’eccezione alla regola dei 18 anni di differenza tra adottante e adottato: “Mi ha agitato entrare nell’ufficio del giudice. Ma finalmente ora ho una bella famiglia nuova. Mi sto abituando a chiamarli mamma e papà” commenta felice Lorenzo. Ma non ha acquisito solo due genitori, fuori dal tribunale oltre agli amici della coppia, quel giorno c’erano anche gli aspiranti nonni, Claudia Castagno e Giovanni Cardillo: “Prima li chiamavo nonni-zii. Ora sono proprio nonni”. Ciò a cui non faticherà ad abituarsi è a firmare con il suo nuovo cognome che ha voluto anteporre agli altri. Ora, infatti, si chiama ufficialmente Lorenzo Miggiani Paschetta Querio: “Tanto io avevo iniziato a firmarmi LM già prima!”, sorride.

Elisa Rollino (PiazzaPinerolese)

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