Fobello-Cervatto-Rimella - 09 giugno 2026, 10:43

Rimella e la sfida dello spopolamento: «Non perdere popolazione è la priorità»

Rimella e la sfida dello spopolamento: «Non perdere popolazione è la priorità»

Rimella e la sfida dello spopolamento: «Non perdere popolazione è la priorità»

Il tema demografico al centro del nuovo mandato

A Rimella la questione più urgente non è soltanto amministrativa, ma profondamente comunitaria: continuare a essere un paese vivo. Dopo la riconferma alla guida del Comune, il sindaco Riccardo Peco individua nello spopolamento la sfida principale del nuovo mandato.

«La sfida più importante è non perdere la popolazione. L’età media sta diventando sempre più alta, i bambini sono sempre meno», spiega Peco, sintetizzando una difficoltà che riguarda molti piccoli comuni di montagna e che a Rimella assume un peso particolare.

Il tema non si limita ai numeri dei residenti. Dietro allo spopolamento ci sono la tenuta dei servizi, la presenza di famiglie giovani, la possibilità per i bambini di crescere in paese e la capacità della comunità di guardare al futuro senza perdere il legame con la propria identità.

Due nascite e qualche giovane rientro: segnali preziosi ma fragili

Nel quadro complesso della montagna valsesiana, alcuni segnali positivi ci sono. Il sindaco ricorda infatti che a Rimella si sono registrate due nascite e che qualche giovane è tornato a vivere in paese. Sono elementi importanti, soprattutto in un contesto in cui ogni nuova famiglia può incidere in modo significativo sulla vitalità della comunità.

La natalità, nei piccoli paesi, non è mai soltanto una questione privata. Ogni bambino rappresenta una prospettiva in più per il futuro del territorio, ma anche una responsabilità collettiva: quella di garantire condizioni di vita adeguate a chi sceglie di restare o di tornare.

Per questo il tema dei servizi per l’infanzia, a partire dall’asilo, diventa centrale nel ragionamento sul futuro di Rimella. Il documento non indica un progetto specifico dedicato all’asilo, ma il nodo emerge con chiarezza: senza bambini e senza servizi pensati anche per le famiglie, il rischio è che la montagna diventi sempre più difficile da abitare stabilmente.

Famiglie, bambini e servizi: il futuro passa dalla vita quotidiana

Contrastare lo spopolamento significa lavorare sulle condizioni concrete della vita quotidiana. Non basta attrarre visitatori o valorizzare il paese dal punto di vista turistico: serve creare un contesto in cui una famiglia possa immaginare di vivere, crescere figli, lavorare e sentirsi parte di una comunità.

In questo senso, la presenza di bambini e il tema dell’asilo diventano indicatori decisivi. Dove ci sono servizi per l’infanzia, o comunque risposte pensate per le esigenze delle famiglie giovani, è più facile trattenere residenti e rendere credibile la scelta di abitare in montagna.

A Rimella la questione è resa ancora più delicata dall’aumento dell’età media e dalla diminuzione dei bambini. Peco lo riconosce con chiarezza: le due nascite e il ritorno di alcuni giovani sono segnali incoraggianti, ma la sfida resta difficile.

Una giovane consigliera con delega a gioventù e turismo

Nel nuovo mandato ci sarà anche un’attenzione specifica ai giovani. Il sindaco ha annunciato l’intenzione di assegnare una delega alla gioventù e al turismo a una giovane consigliera residente in paese, diventata mamma da poco.

«È una ragazza che vive sul posto, ha appena avuto un bambino: confidiamo che porti aria nuova», afferma Peco.

La scelta assume un valore simbolico e pratico. Affidare una delega a una giovane madre che vive a Rimella significa portare dentro l’amministrazione uno sguardo diretto sulle esigenze delle nuove generazioni e delle famiglie. In un paese che deve fare i conti con pochi bambini e con un’età media in crescita, questo passaggio può diventare un segnale importante.

La montagna resta viva se resta abitabile

La sfida di Rimella, dunque, si gioca sulla capacità di rendere il paese abitabile non solo per chi lo visita, ma soprattutto per chi decide di viverci tutto l’anno. Spopolamento, natalità e servizi per l’infanzia sono tre aspetti dello stesso problema: senza nuove famiglie e senza attenzione ai bisogni dei bambini, anche la comunità più radicata rischia di indebolirsi.

Il nuovo mandato parte da una consapevolezza netta: mantenere viva Rimella significa creare condizioni perché i giovani possano restare, perché nuove nascite non siano episodi isolati e perché il tema dell’asilo e dei servizi alla famiglia entri a pieno titolo nella riflessione sul futuro del paese.

Per un comune alpino di piccole dimensioni, ogni residente conta. Ma ogni bambino conta ancora di più, perché rappresenta la possibilità concreta che Rimella continui a essere non solo un luogo da custodire, ma un paese da abitare.

Redazione J.B.

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